Capire cosa si vuole diventare da grandi. La stagione del Manchester United

Il Manchester United vive una stagione a fasi alterne. Ci sono due allenatori sulla panchina, tanta confusione e dubbi. La stagione dei Red Devils

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La stagione del Manchester United si conclude in modo per nulla non positivo. A dirla tutta il rendimento nell’intera stagione è stato molto altalenante. Una parte iniziale pessima, una parte centrale quasi perfetta, un finale non all’altezza dei colori della maglia che i Red Devils indossano. In definitiva, il Manchester United deve capire cosa vuole diventare da grande.

Il campionato inizia con la solita domanda che accompagna qualsiasi squadra che Mourinho abbia allenato per più di due anni consecutivi: può il rapporto non spaccarsi? Possono i risultati non crollare da un certo momento in poi? Gli acquisti non aiutano, visto che vengono acquistati solo Fred dallo Shakhtar per una cifra spaventosa e Diogo Dalot, classe ’99 pagato £20 mln. In uscita il ritiro di Michael Carrick e poco altro.

Puntualmente gli incubi si materializzano, lo United si trova quasi 20 punti dietro la testa del campionato in circa quattro mesi. A metà dicembre, nello stesso periodo in cui tre anni prima Jose Mourinho viene esonerato al Chelsea al suo terzo anno, lo United incappa in una dolorosa sconfitta 3-1 ad Anfield. Punto di non ritorno del rapporto, il portoghese viene licenziato. Al suo posto Solskjaer, vecchia leggenda del club (Barcellona ’99) ma con zero esperienza come manager ad alti livelli.

L’inizio è semplicemente perfetto. I Red Devils vincono contro Cardiff, Huddersfield, Bournemouth, Newcastle, Tottenham e e Brighton. Poi pareggiano una partita pazza contro il Burnley (sotto 0-2 a tre dalla fine) e riprendono a vincere. Ne fanno le spese Leicester, Fulham, Palace e Southampton. In mezzo solo il pareggio contro il Liverpool. La zona Champions non è solo abbordabile, è realta! Ma da inizio marzo, dopo tre mesi incredibili, qualcosa comincia a sgretolarsi e la sconfitta in trasferta contro l’Arsenal è una inquietante antifona. I Red Devils crollano in più occasioni e il terreno nei confronti del quarto posto viene perso. Persino l’Huddersfield, protagonisti di un girone di ritorno con tre soli punti, conquistano il quarto a spese dei diavoli rossi.

A fine stagione i punti di distanza dal Tottenham quarto sono cinque. Tantissimi, a maggior ragione se consideriamo che Chelsea e Tottenham rallentano molto nella corsa al piazzamento fra le prime quattro. Solskjaer però viene riconfermato già a fine marzo come allenatore ufficiale con un contratto pluriennale. Zidane, Pochettino, Allegri. Tutti nomi che non si materializzano, la panchina dello United anche il prossimo anno parlerà norvegese. Lo spogliatoio sembra più compatto rispetto al periodo Mourinho ma troppi ancora i protagonismi, l’allenatore deve ancora formarsi a grandi livelli, gli acquisti non si sa se e come arriveranno. Insomma, c’è da capire come si può crescere per diventare qualcuno da grande.

IL MIGLIORE – Pogba 6,5. Un voto dettato più che altro dalle statistiche personali di gol e assist. 13 gol e 9 assist lo rendono il miglior giocatore in squadra, ma i difetti sono ancora tantissimi. Tatticamente deve sempre essere coperto difensivamente mentre offensivamente ha i suoi soliti colpi ma senza particolare costanza. Sarà oggetto di mercato in estate?

IL PEGGIORE – Young 4,5. Ufficialmente vicecapitano (dietro Valencia) il giocatore inglese viene schierato secondo le necessità sia come terzino destro che sinistro. Stagione sostanzialmente da incubo, tiene poco le ali avversarie e viene colto spesso fuori posizione e in grosse difficoltà a mantenere il passo. Simbolo del decadimento senza appello dei Red Devils quest’anno, probabilmente vicino all’uscita dalla rosa. E non sarà necessariamente un’uscita dalla porta principale.

LA SORPRESA – De Gea 5,5. Sorpresa negativa in questo caso. Il portiere scuola Atletico Madrid da anni è ormai una garanzia per lo United. Non si contano le parate decisive che effettua in tutte le competizioni e in qualunque modo. Se fino a fine estate scorsa avessimo affrontato una discussione sul miglior portiere al mondo, De Gea avrebbe trovato spazio. Quest’anno ci sono sempre alcune parate sensazionali, perlopiù inframezzate da papere o interventi poco decisi che mettono in difficoltà la propria squadra più di quanto faccia già la difesa. Forse già con la testa al Real Madrid, sarà un’estate intensa anche per lui?

MANAGER – Mourinho 4,5 e Solskjaer 7. Il portoghese delude, o meglio, conferma le aspettative. Terzo anno sulla panchina dello United e esonero entro Natale. L’impressione è che si sia definitivamente rotto sia il rapporto con Ed Woodward, sia quello con i giocatori. Il norvegese merita un 8,5 pieno per i primi mesi, per quello che fa. Prende una squadra senza motivazioni e la riporta in piena corsa Champions. Poi rallenta anche lui e in un mese esce di scena in campionato, in Europa e in coppa nazionale. 5,5 nel finale di stagione per il periodo di appannamento. Il prossimo anno sarà decisivo per le sorti future della sua carriera.

Daniele Calamia

Daniele, 22 anni. Palermitano, studente di Economia.
"2.5.15, ultimo gol di StevieG ad Anfield, io c'ero!".