CHELSEA – Mata vicino all’addio?

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La vita, si sa, è fatta anche e soprattutto di relazioni personali, di intendersi e capirsi e di coabitazioni più o meno facili.
Questo vale se le persone sono anche solo due ma vale soprattutto se si opera e lavora in un gruppo che ha dunque varie e complesse dinamiche sociali, restando fuori dalle quali il soggetto resta escluso e quindi diventa inutile.

Il fuoriclasse spagnolo Juan Mata dopo 2 anni in cui è stato indiscussa stella s Stamford Bridge è forse il giocatore dei blues che più ha sofferto del cambio di allenatore rispetto all’anno precedente.
Sin dagli inizi è parso subito chiaro che era proprio lui quello che tra i 3 tenori (gli altri 2 sono Hazard, ultimamente davvero convincente ed Oscar, quello che sta più in alto nelle gerarchie di Mou) meno entusiasmasse lo Special One che non si è mai fatto problemi a lasciarlo in panchina.
Lo spagnolo in questi mesi non ha mai mancato di segnalare che avrebbe gradito giocare con più continuità anzichè esser relegato a scaldare la panchina per qualcun altro.
Il condottiero di Setubal, dal canto suo, che non ha mai “visto” l’ex Valencia tra i suoi titolari, ha sempre fatto della coesione del gruppo uno dei suoi marchi di fabbrica ed una delle sue armi più affilate e per questo non ha mai accettato certi comportyamenti o dichiarazioni dello spagnolo che hanno rischiato di minare l’apparente armonia dello spogliatoio, profilo sacro per Mourinho.
Così la piccata reazione del numero 10 dei blues dopo la sostituzione nella partita giocata ieri contro il Southampton ha mandato su tutte le furie il manager ex Inter e Real che ha ribattuto dicendo che Mata può lasciarte il club, se vuole.
Questa dichiarazione altro non sembra che  un invito ad andarsene, un esser messo alla porta.
Infatti durante i suoi anni come allenatore ad alto livello, e questa è una cosa confermata dalla strgrande maggioranza dei suoi ex giocatori, Mourinho ha sempre avuto il merito di far sentire tutti, titolari o panchinari ch fossero, parte del progetto.
E’ chiaro duinque che una dichiarazione di questo genere segna un limite, nella storia del rapporto tra allenatore e giocatore, forse un puntio di non ritorno.
Se fosse così si tratterebbe di una mossa clamorosa e di una colossale occasione per le altre squadre, magari rivali dei blues.

Edoardo Orlandi
@EdoardoO83

Edoardo83

Laureato in giurisprudenza, ama l'antichità classica greco-romana, il basket NBA e la Premier League. Tifa per l'Inter ed il Chelsea

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