Eddie Howe, l’allievo di Sarri che ha superato il maestro

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Che Eddie Howe sia uno dei manager più in voga del momento non lo scopriamo di certo oggi; ma dietro a quest’uomo, che all’apparenza sembra un inglese qualsiasi, ci sono tanti spunti e aneddoti interessanti. Il tecnico del Bournemouth è entrato nel mondo del calcio attraverso la porta principale, ovvero quella da calciatore professionista; di ruolo difensore, la sua carriera si lega indissolubilmente proprio alle Cherries, con le quali ha collezionato 271 presenze in due spezzoni della sua carriera (1994-2002, 2004-2007); nel mezzo il Portsmouth e lo Swindon e tantissimi infortuni che lo hanno frenato a soli 30 anni.

Il mondo del calcio dà e toglie, toglie e dà: ti toglie la possibilità di continuare a fare il professionista, ma ti dà la possibilità di allenare la tua squadra del cuore, quella per la quale hai giocato 13 anni. Quindi, nel dicembre del 2008, Howe subentra al posto di Jimmy Quinn sulla panchina del Bournemouth: due anni dopo, il 24 aprile 2010, grazie alla vittoria ai danni del Burton Albion, le Cherries salgono in League One. Nel 2011 arriva la chiamata del Burnley, all’epoca militante in Championship: la parentesi ai Clarets si chiuderà dopo 3 anni, senza risultati eclatanti, per via delle dimissioni dello stesso. Sì, perché nel frattempo è arrivata la chiamata di Jeff Mostyn, presidente del Bournemouth, che vorrebbe riportarlo sulla panchina della squadra. Eddie Howe non può che rispondere di sì e da qui si affermerà come uno dei migliori allenatori d’Oltremanica: il 20 aprile 2013 la promozione in Championship, il 27 aprile 2015 quella storica in Premier League. L’uomo di provincia approda nella metropoli della Premier, dove in 3 anni ottiene un sedicesimo, un nono e un dodicesimo posto; il tutto con un budget a dir poco limitato contro dei giganti dal punto di vista economico.

Eddie Howe, il sarrista Eddie Howe. Infatti, il tecnico delle Cherries nel 2014 fa un viaggio d’istruzione in Italia, ma non va a Milano, a Napoli, a Torino o a Roma, cioè le piazze più importanti d’Italia, calcisticamente parlando; va ad Empoli, dal suo mentore, Maurizio Sarri, in quel periodo allenatore della squadra toscana. È in questo frangente che il calcio di Howe, seppur offensivo sin dal principio, assume quella sfumatura di coraggio, di intraprendenza e intelligenza tattica. “Uso frammenti del carattere degli altri per costruire il mio” diceva Kurt Kobain, leader dei Nirvana. Dai dettami tattici di Sarri il tecnico inglese ha costruito quel calcio che tutti gli addetti ai lavori oggi apprezzano.

 “Quattro anni fa Eddie è venuto ad Empoli per 3-4 giorni e mi disse che stava studiando i piccoli club italiani e francesi. Rimase colpito dall’Empoli e decise di verificare di persona. Mi ha colpito la sua dedizione, è davvero meticoloso” queste le parole dell’attuale tecnico del Chelsea; Sarri-Howe, così lontani, così vicini, due uomini di provincia che, attraverso lo studio e la gavetta, hanno raggiunto il vertice. Eddie Howe, studente modello del sarrismo, si è aggiudicato per la terza volta il premio come miglior allenatore del mese in Premier, battendo Guardiola, Hughton e il suo maestro, Maurizio Sarri. L’allievo, seppur per un premio individuale, ha superato il maestro.

Gaetano Romano

20 anni, sono nato e vivo a Napoli. Studente di Lettere Moderne, divido la mia vita tra lo studio e la passione per la Premier e il giornalismo sportivo. Il Newcastle occupa completamente il mio cuore sperando di rivedere i Magpies degli anni d'oro.