FOCUS – La Coppa Anglo Italiana: il trofeo che univa Italia e Inghilterra

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Ci sono partite e tornei che vengono dimenticati. Ci sono storie di gloria e sudore che vengono lasciate cadere nell’oblio nonostante a conferma dei successi, alcune coppe ricoperte di polvere, facciano bella mostra di sé nelle bacheche di gloriosi club Inglesi oppure italiani.

C’era una volta una squadra: Lo Swindon Town.  E c’era una volta un uomo, un manager italiano in terra inglese: Luigi, detto Gigi, Peronace. La storia vuole che nel 1969 la squadra del Wiltshire vincesse la coppa di lega Inglese mentre militava nell’allora Third Division. Vinse la finale di Wembley ai danni del favorito Arsenal, ovvero una squadra due categorie sopra (first division). Le regole della Football Association di quei tempi però non permettevano alle compagini che militavano al di sotto della prima divisione di disputare competizioni in ambito europeo e questo a prescindere dei meriti sul campo. Per capirci, lo Swindon Town avrebbe dovuto disputare la Coppa delle Fiere, quella che poi sarebbe diventata Coppa Uefa e poi ancora, ai nostri giorni, Europa League. Ed è qui che interviene Peronace.

Gigi era quello che oggi definiremo un procuratore ma anche un organizzatore di eventi. In passato fu anche un calciatore, un portiere, ma diventò una figura di spicco poi come dirigente e scopritore di talenti, un professionista apprezzato e stimato. Negli anni 60 si trasferisce in Inghilterra a Londra ed è proprio oltremanica che sarebbe diventato il trait d’union tra le federazioni calcistiche inglese e italiana.

Nel 1970 Peronace è l’ideatore di un torneo che vedeva coinvolte 6 squadre di serie A italiana e 6 squadre inglesi suddivise in 4 per la Prima Divisione, una di Seconda Divisione e una di Terza divisione. Quale? Proprio lo Swindon Town, in modo che aggirando le regole della F.A. potesse avere l’opportunità di giocare in una vetrina europea, seppur limitata. La prima formula del torneo a cui venne dato il nome “Anglo Italian Cup” (o Coppa Anglo Italiana) era un po strana e prevedeva 3 gironi da 4 con formazioni “miste” che si affrontavano in partite che non potevano avere squadre dello stesso paese. I risultati ottenuti andavano poi a formare una classifica italiana e una inglese. La prima di ogni graduatoria andavano a giocarsi la finale sul campo di quella che nella fase precedente aveva ottenuto più punti.  Bene, se non ci avete capito molto è normale. Una formula più contorta e complessa non si poteva trovare per quella prima edizione che, neanche a farlo apposta fu vinta dallo Swindon Town! Ma non finisce qui. Le prime tre stagioni di questa coppa si giocarono con la stessa formula e il punteggio veniva dato in base ai gol segnati: una rete realizzata era equivalente ad un punto. E’ il Giugno del 1971 quando il Blackpool a Bologna vince per 2 a 1 vincendo la seconda edizione.

Bologna vs Blackpool del 1971

Nella terza Anglo italian cup, per aumentare lo spettacolo e il numero di reti realizzate venne addirittura modificato il regolamento del “calcio giocato” inserendo una zona di fuorigioco limitata all’ultima parte del campo in fase di attacco (una ventina di metri) in modo tale da permettere ai bomber delle rispettive formazioni di fare più gol per la gioia degli spettatori. Sarà La Roma in finale con l’abitudinario Blackpool ad aggiudicarsi la terza coppa.

La quarta edizione vede 16 squadre impegnate in 4 gironi. La finale di quell’anno vide protagoniste il Newcastle e la Fiorentina con gli inglesi vincitori del torneo a Firenze, in casa della viola. Poi uno stop per due anni consecutivi nel 1974, anno del mondiale in Germania (Ovest) e nel 1975 in cui non si disputò per problemi organizzativi. Probabilmente la pausa di un anno aveva inceppato certi meccanismi che andavano oliati.

Nel 1976 l’Anglo Italian Cup ritorna con una formula “in tono minore” ovvero nella disputa vengono coinvolte 6 + 6 squadre ma in Italia si pescava dalla serie C e in Inghilterra nelle categorie dilettantistiche. Non un grandissimo spettacolo anche se ci fu una curiosità: questa edizione fu la prima in cui in un torneo internazionale si attribuirono i 3 punti per la vittoria, sicuramente una nota di rilievo, quantomeno statistico, in una competizione che stava perdendo il suo fascino.

E venne il 1979. Con lo stesso criterio le squadre si ridussero a una quaterna italiana ed una inglese ed il torneo giunse ad uno stallo quando nel 1980 il patron Peronace ci lasciò e la coppa diventò un “Memorial” a lui attribuito. Dal 1982 al 1986 il torneo si svolse con una formula ad eliminazione diretta fra sole 4 squadre. Gare secche: semifinale e finali per il primo e per il terzo posto. Si andava incontro a un secondo pit stop del torneo in quanto la verve e la curiosità con il quale partì all’inizio degli anni 70 era scemata fino a renderlo quasi di disturbo o comunque nondi certo una competizione che dava una gran vetrina alle squadre partecipanti. In aggiunta a ciò i fatti di Bruxelles (il dramma dell’Heysel del 29 maggio 1985) non erano un grande aiuto all’organizzazioni di eventi di questo tipo in cui erano coinvolti, per forza di cose, i tanto temuti tifosi inglesi, che in quegli anni rappresentavano sicuramente uno scoglio, una paura ed un freno nel mondo del calcio.

Quando tutto sembrava decaduto nella stagione 1992-1993 il torneo riparte con una formula simile alle prime stagioni. Lo giocavano 8 squadre italiane ed altrettante d’oltremanica. In Italia veniva scelte il quartetto retrocesso in B nella stagione precedente e le quattro, non promosse in serie A che giocavano la serie cadetta. In Inghilterra invece le otto squadre erano prese dalla division one, l’attuale championship con una fase preliminare. La formula è quella del 1973 ma la finale si svolge nel celebre e suggestivo stadio di Wembley, Londra.

Rimane tutto invariato fino all’edizione 1995-1996 di questa coppa ai più sconosciuta. In quest’annata quattro squadre italiane si giocano l’ingresso alla finale giocando tra di loro ed accade la stessa cosa sulle sponde inglesi. Le due squadre che arrivano in finale in quella che sarà l’ultima edizione sono il Genoa ed il Port Vale.

Il 16 Marzo del 1996 a Wembley si affrontano dopo aver osservato il minuto di silenzio dedicato alle vittime della strage di Dunblane in Scozia dove 16 bambini e la loro maestra vennero uccisi da uno squlibrato armato. Vince il Genoa l’ultima anglo-italian cup. 5 reti italiane contro le 2 del Port Vale nel pomeriggio di Wembley in cui Ruotolo fa il mattatore con 3 goal e dove vanno a segno anche Fabio Galante e l’aeroplanino Montella con una spettacolare rovesciata. E’ Bearzot a consegnare il trofeo e a stringere la mano ai protagonisti in uno stadio non troppo clamorosamente vuoto. Mezzo vuoto. Nemmeno 13000 paganti a Wembley sono una discreta miseria e questo più una serie di ragionamenti faranno finire la coppa Italo-Inglese.

Forse non se la ricorda nessuno o forse se la ricordano solo certi tifosi di squadre di seconda fascia o nobili decadute che grazie a questo trofeo si sono sentite importanti. Protagoniste. Europee.

E voi ve la ricordavate?