MONDIALI – Georgios Samaras e il calcio che tutti sognano

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Georgios Samaras, 29 anni.

Si fa in fretta a idolatrare campioni che vincono palloni d’oro, Mondiali e Champions League. Ma se intendiamo il calcio come un qualcosa che unisce e regala emozioni e che non segna esclusivamente una distinzione tra chi vince e chi no, allora la parola “campione” merita accostamenti che poco hanno a che vedere con il palmares.

Georgios Samaras è più di un giocatore di calcio. E’ un ragazzo che, con piccoli e semplici gesti come prendere in braccio un ragazzino o tirare un calcio di rigore, può far sognare e regalare momenti di felicità a una persona che ama la vita nonostante un grave handicap oppure far sognare una Nazione che per la prima volta raggiunge gli ottavi di finale ad un Mondiale.

Jay Beatty è un ragazzino irlandese di 11 anni, affetto da sindrome down. Negli occhi di chi ama il calcio è ancora impressa l’immagine di Samaras che porta in trionfo Little Jay lo scorso 11 maggio al Celtic Park, giorno nel quale il Celtic ha alzato il trofeo di campione di Scozia. Un gesto tanto semplice quanto inusuale da vedere sui campi da calcio.

Chi scrive non appartiene alla schiera dei moralisti o di quelli che “i calciatori sono tutti uguali, ricchi e viziati”. Semplicemente Georgios Samaras rappresenta la parte pulita del calcio e merita di essere celebrato; scrivere di calcio per passione ti dà l’opportunità di parlare dei morsi di Suarez, delle liti nello spogliatoio della Nazionale italiana, del perché l’Inghilterra abbia fallito ancora l’appuntamento più importante, ma ti concede anche, nel tuo piccolo, di provare a mettere in risalto la parte buona di un mondo che sempre più spesso viene ridotto a una questione d’affari che poco ha a che fare coi sentimenti.

Martedì scorso in Grecia-Costa d’Avorio abbiamo assistito al classico finale thrilling di una partita di calcio. Minuto 92, risultato di 1-1 che consentirebbe agli africani di conquistare gli ottavi di finale. I greci attaccano e conquistano un calcio di rigore per l’atterramento proprio di Samaras. Che il rigore ci fosse o meno è questione per moviolisti, ma quando il numero 7 degli ellenici si presenta sul dischetto e mette in rete un pallone che vale la storia calcistica del suo Paese, è in quel momento che capisci che spesso la fortuna è cieca, ma che a volte tocca proprio quelli buoni d’animo, come il buon Georgios.

E Little Jay, dall’altra parte del Mondo, reagisce così.

Dopo la diffusione del video, la federazione greca ha immediatamente raccolto un’iniziativa popolare e invitato ufficialmente Little Jay al match di ottavi di finale contro la Costarica, in programma domenica sera.

Che la Grecia vinca il titolo Mondiale risulta assai improbabile, ma del resto si diceva così anche prima di Euro 2004. La cosa certa è che nessuno potrà mai separare ciò che lega il piccolo Jay a Georgios Samaras.
E che il giocatore greco avrà sempre qualcosa di più che titoli in bacheca o montagne di gol messi a segno; avrà la fierezza di essere un uomo vero e di regalare gioia a chi combatte su fronti più complicati di un campo da gioco.

Lunga vita a Little Jay. Lunga vita a Georgios Samaras.