Il figliol prodigo torna a casa sulle rive del Tyne

Nel 2011 Andy Carroll lascia il Newcastle. Dopo più di otto anni, la maggior parte dei quali negativi, il figliol prodigo torna a casa per ripartire

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«Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano». Così nel 1991 Antonello Venditti sublimava il passaggio più ricordato della sua canzone Amici mai. Così potrebbero idealmente cantare i tifosi del Newcastle United da ieri pomeriggio. La notizia è quella del ritorno a casa, dopo otto anni e mezzo, di Andy Carroll. Il figliol prodigo torna a casa sulle rive del Tyne.

Riavvolgiamo il filo: Andy Carroll nasce a Gateshead, città separata da Newcastle solo dal fiume Tyne, nel 1989. Fa tutta la trafila delle giovanili del Newcastle, esordendo il 2 novembre 2006 e diventando il più giovane debuttante nella storia dei Magpies. Il teatro è La Favorita, stadio oggi conosciuto come Renzo Barbera, a Palermo. Il Newcastle vince 0-1 ottenendo una fondamentale vittoria in Coppa UEFA (una gara che chi vi scrive ha visto dal vivo; una gara stregata per i padroni di casa). Ma i primi anni non sono folgoranti, e il giovane Andy rimane ai margini dell’attacco.

Nel 2009, complice la retrocessione dei Magpies in Championship, molti giocatori di punta abbandonano St. James’ Park. Owen, Viduka e Martins salutano la compagine del nord est, e per Carroll c’è tutto lo spazio del mondo per impressionare. Da lì in poi l’ariete britannico non si guarda più indietro, trascina il Newcastle in Premier e gioca un’ottima prima parte di stagione in massima serie. Sublima il tutto con un gran gol al Liverpool: un fendente rasoterra dai 25 metri che Reina non ha la minima possibilità di parare.

Ad Anfield non dimenticano questo gol, e un mese e mezzo dopo Dalglish bussa alla porta del Newcastle con un assegno di £35 mln. Non c’è amore che tenga, gli affari sono affari. Carroll sbarca nel Merseyside come acquisto più costoso nella storia del Liverpool. Rimarrà tale per sei anni e mezzo, prima che Salah lo spodesti (anche se brevemente) dal gradino più alto del podio. Un periodo molto difficile quello di Anfield, durato un anno e mezzo. Una doppietta al City nel 2011, due gol importanti in FA Cup l’anno dopo (tra cui il gol vittoria in semifinale contro l’Everton). Per il resto pochissimo altro: infortuni, partite sottotono, qualche mormorio. Nell’estate 2012 il neo arrivato Brendan Rodgers lo scarica senza neanche troppi complimenti.

Carroll ha 24 anni e una carriera da ricostruire. Si accasa al West Ham, prima in prestito e poi a titolo definitivo. Anche qui pochi sussulti, tanti infortuni. Gioca molto bene nella stagione 2015/16, quando tutta la squadra gioca una grande stagione nell’ultimo anno nel magico teatro di Boleyn Ground. Rimane lontano dagli infortuni per grossa parte della stagione e riesce a segnare nove gol. Gli anni successivi sono tremendi con soli dieci gol segnati in tre anni, e alla fine della scorsa stagione il contratto non viene rinnovato. Relegato ai margini del mercato e della Premier League, sembra che non ci sia spazio per l’ormai 30enne nel calcio che conta.

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Nell’ultimo giorno di mercato arriva invece la bomba. Dopo otto anni e mezzo il figliol prodigo torna a casa, riabbraccia la Toon Army. Carroll firma un contratto di un anno alla corte di Steve Bruce, allenatore arrivato con parecchi dubbi a St. James’ Park. Nella sua prima dichiarazione dice di tornare in un luogo dove prima di andare via si divertiva e segnava gol. Vuole interrompere questo suo lunghissimo periodo, in buona parte da dimenticare. Ce la farà?

Daniele Calamia

Daniele, 22 anni. Palermitano, studente di Economia.
"2.5.15, ultimo gol di StevieG ad Anfield, io c'ero!".