Il Forest saluta il figliol prodigo. Già pronto il sostituto!

Martin O'Neill non è più manager del Nottingham Forest. Il club lo esonera dopo neanche sei mesi di incarico, al suo posto una vecchia conoscenza italiana

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Dopo l’approfondimento dedicato al Nottingham Forest di qualche giorno fa (qui l’articolo in caso lo abbiate perso o vogliate rileggerlo) oggi torniamo a parlare del club della città di Robin Hood. Una notizia di forte attualità questa volta: Martin O’Neill non guiderà il Forest nella prossima stagione.

Il tecnico irlandese, ex fra le altre di Aston Villa e Celtic, arriva a metà gennaio in sostituzione dell’esonerato Aitor Karanka. Un rientro in grande stile, con grandi celebrazioni. Nessuno da quelle parti ha dimenticato cosa O’Neill abbia rappresentato da giocatore. Uno dei pupilli di Brian Clough, che lo trova già in squadra al suo arrivo nel 1975, spende dieci anni in totale con i Garibaldi Reds. 370 partite in tutte le competizioni, gran bel centrocampista, è uno dei perni grazie ai quali i rossi vincono almeno una volta tutti i trofei giocati dal 1977 al 1980 (tranne la FA Cup). Tutto questo include ovviamente le due European Cup consecutive del 1979 e del 1980.

Ma il passato conta fino ad un certo punto, soprattutto se subentri a stagione in corso. O’Neill ha infatti in affido al suo arrivo una squadra che si trova nella prima metà di classifica in Championship ma staccata di qualche punto dalla zona Playoff. Il cammino non è facile e non inizia nemmeno bene: sconfitta in casa contro il Bristol City. A fine gennaio una bella notizia per i tifosi: Roy Keane farà parte dello staff di O’Neill. Anche qui si tratta di un ritorno, visto che il centrocampista, anche lui irlandese, inizia la carriera sotto l’ala di Brian Clough proprio al Forest.

Ma neanche questo inserimento sortisce gli effetti sperati. E così il Forest naviga in anonime acque, alternando belle vittorie contro Derby e Hull a cocenti sconfitte contro Villa e Stoke. Ad inizio aprile poi il treno playoff viene definitivamente perso, con quattro sconfitte in due settimane che fanno sprofondare in classifica il club del City Ground. Le ultime tre vittorie contro il Boro, il QPR e il derelitto Bolton non bastano a salvare le stagione. I Garibaldi Reds finiscono la stagione ben otto punti sotto la zona playoff. L’unica nota di fine stagione non li riguarda neanche direttamente: la vittoria con il Boro impedisce alla squadra del nord di agguantare i playoff, per il resto non c’è molto altro da dire. Da quanto sembra, i giocatori stessi gli voltano le spalle.

Ecco che quindi, per imprimere una svolta ad un club ormai assente da tantissimi anni dal grande calcio inglese, la dirigenza si separa da O’Neill. Il successore sarà Sabri Lamouchi, che in Italia ricordiamo per aver vestito le maglie di Inter e Parma.

Tanti i messaggi arrivati sui profili social del club, da chi si dice dispiaciuto per la partenza di una leggenda dopo nemmeno sei mesi a chi contesta la politica troppo impulsiva dei dirigenti. Incluso Lamouchi infatti il Nottingham Forest ha assunto il tredicesimo allenatore negli ultimi otto anni. Troppi, a maggior ragione in una cultura, come quella inglese, che spesso ha visto nella stabilità degli allenatori la carta vincente dei vari club.

La dipartita di O’Neill si accompagna a quella già avvenuta di Roy Keane, in attesa di capire quale sarà il prossimo incarico che attenderà entrambi. Se insieme (come già accaduto con l’Irlanda), se separati. Quel che è certo è che non c’è pace per il club del City Ground.

 

Daniele Calamia

Daniele, 22 anni. Palermitano, studente di Economia.
"2.5.15, ultimo gol di StevieG ad Anfield, io c'ero!".