Il ‘treble’ non va considerato come una consolazione: la stagione del Manchester City

Stagione maestosa e difficilmente replicabile, in campo nazionale è stato vinto veramente tutto, l'anno prossimo tocca alla Coppa più importante

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Il Manchester City ormai da anni ci ha abituato a delle stagioni incredibilmente infuocate, pur riconoscendo un tasso tecnico veramente elevato e un allenatore con i fiocchi, i Citizens riescono anche nelle situazioni più semplici a complicarsi la vita.

La stagione per il Manchester si è aperta molto bene, un avversario temibile in Community Shield era il Chelsea di Maurizio Sarri, al suo debutto nella panchina dei Blues. La partita venne giocata agli inizi di agosto, ritmo comprensibilmente lento, ma gli uomini di Guardiola controllano il match, vincendo il trofeo grazie alla doppietta del Kun Aguero. Il risultato e l’andamento del match ha terrorizzato non solo gli avversari in Premier League, ma anche a livello europeo, con il City che mai come quest’anno risultava la squadra favorita per portarsi a casa la Champions League.

La delusione però arrivò subito per i tifosi dei Citizens. Non si parlava di disfatta, ma di una vera è propria involuzione rispetto a ciò che era stato fatto vedere fino a quel momento in campionato. All’esordio in Champions tra le mura di casa il Manchester City perse contro il Lione, una vera e propria doccia fredda per i Citizens. Ma Guardiola predicò calma, si era solo agli inizi di un lungo percorso, e lo spagnolo ebbe ragione. Il City dominò quel girone, vincendo le restanti partite e pareggiando solamente contro il Lione, bestia nera per Guardiola nel girone. Ma la Champions si sa, è molto strana. Il Manchester City era temuta da tutti, agli ottavi distrusse letteralmente lo Schalke sia all’andata che al ritorno, ma ancora una volta i sogni si infransero contro il muro dei quarti di finale, l’ennesima volta contro una connazionale. Il Tottenham vinse in casa propria  per 1-0, al ritorno un emozionante sfida vide vincitore il Manchester City per 4-3, ma per la regola dei gol in trasferta il City era ancora una volta fuori dalla competizione europea più importante. Due sole sconfitte, all’esordio e quella che è costata carissima a Guardiola, che a inizio anno era a conoscenza del valore della squadra e difatti l’unico acquisto è stato quello di Mahrez dal Leicester. Ennesimo rimpianto, così come l’anno prima bruciò tantissimo l’eliminazione contro il Liverpool, in questa occasione si aggiunse una grande amarezza, perché si era realmente consapevoli della forza della squadra, dove passava il City c’era sempre una caterva di gol contro la squadra avversaria.

Tornando in campo nazionale, nel giorno del Boxing Day il City fu sconfitto dal Leicester, in classifica il Liverpool era lontano 7 punti. Il mese di dicembre fu disastroso per gli uomini di Guardiola, che collezionarono più sconfitte in quel mese che nell’arco del 2019. A febbraio, nell’ennesima finale contro il Chelsea, il Manchester City conquista la Coppa di Lega, vittoria molto sofferta arrivata solo ai rigori. Il punto di svolta in campionato però ha una data, 29 gennaio 2019. Quella fredda sera invernale il City perse contro il Newcastle, sembrava l’addio al campionato con conseguente full immersion in Champions League, ma non fu così. Da quella data il City ha vinto ogni singola partita in campionato dando vita insieme al Liverpool ad una delle stagioni più belle della storia della Premier League. 14 vittorie consecutive, che hanno portato alla rimonta e poi al sorpasso in vetta alla classifica, con il campionato conclusosi con una clamorosa classifica che vedeva il Manchester City prima in classifica a 98 punti, con il distacco di un solo punto dal Liverpool secondo. E, come suo solito, nei match importante il City sa come complicare le partite e l’ultima giornata erano andati sotto contro il Brighton, ma è per fortuna arrivata la reazione immediata.

Si sognava tanto il fantomatico ‘quadriplete’, ma con la vittoria della FA Cup (6-0 al Watford ndr) è arrivato un ‘treble’ nazionale, prima squadra nella storia del calcio inglese a riuscirci. Si può considerare come consolazione? Assolutamente no. Il City ha dimostrato più volte il suo gioco e che non c’è affatto storia quando lo impone, la stagione è stata totalmente dominata in ogni competizione, ma la Champions ha una storia a sé, e forse mancava ancora questa “lezione” agli uomini del City, la storia ci ha insegnato che non basta un ottimo tasso tecnico e dominio in campo per vincere quella coppa che ancora manca al City, ma è facilissimo far crollare un castello costruito per mesi solo per un calo di attenzione. Aguero quella sera aveva l’occasione di portare in vantaggio il Manchester e di segnare un gol veramente pesante, ma l’argentino sbagliò. Una stagione come questa è difficile da ripetere, i giocatori sono stati cinici e perfetti nei momenti più delicati in qualsiasi competizione, eccetto la più importante dove qualsiasi errore costa caro, e adesso si può veramente dire che il City lo sa benissimo.

IL MIGLIORE – Raheem Sterling, stagione superlativa per l’esterno inglese. Addirittura superato Van Dijk per il premio di “Miglior giocatore dell’anno” dalla FWA. In 51 presenze ha segnato ben 25 gol, contribuendo anche con diversi assist decisivi durante la stagione, semplicemente superlativo.

IL PEGGIORE – Benjamin Mendy, mai veramente utile alla causa per via dei suoi infortuni, sta vincendo tutto, è anche campione del mondo, passando più tempo in panchina che in campo.

LA RIVELAZIONE – Phil Foden, un vero talento che ha segnato anche diversi gol importanti, in prospettiva da attenzionare e da tenere stretto, sia per il club che per la Nazionale Inglese.

VOTO A PEP GUARDIOLA – 9,5 Meriterebbe un 10 per la sua perfezione e il suo stile di gioco, il mancato raggiungimento della Champions però pesa, l’anno prossimo può essere quello giusto.

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