Liverpool show: tre gol, tre punti, tre vittorie. Salah abbatte l’Arsenal

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Sole, temperatura gradevole e due big attese sul tappeto verde. E’ il pomeriggio di Liverpool-Arsenal, primo big-match per le squadra che nell’arco della loro storia hanno regalato perle uniche una contro l’altra. Dal gol di Michael Thomas immortalato in “Febbre a 90”, alla tripletta di Fowler in quattro minuti e alle numerose finali di Coppa contese tra le due squadre, lo scontro di Anfield non è mai una partita banale. Klopp schiera la miglior formazione possibile, con l’eccezione di Alisson fermo ai box ancora per qualche settimana affidandosi al trio delle meraviglie Salah-Mané-Firmino. Emery invece, rispetto alla vittoria contro il Burnley, esclude Lacazette optando per il neo acquisto Pépé. Il canovaccio della partita è prevedibile: Liverpool in possesso e Arsenal guardingo. Al decimo però, un pasticcio difensivo tra Van Dijk e Adrian consente ad Aubameyang di effettuare un velenoso pallonetto che finisce fuori di pochissimo. Il Liverpool manovra il pallone ma a basso ritmo e non produce fiammate, fin quando Manè impegna con un diagonale Leno dopo un disimpegno errato di Ceballos. Lo stesso Mané arriva in ritardo su un traversone di Henderson, mentre alla mezz’ora è Pépé a calciare di sinistro a giro sul secondo palo con pallone che esce di pochissimo. Tre minuti più tardi, la frittata la fa Henderson che regala palla a Pépé che si invola verso Adrian calciandogli praticamente addosso. E’ la più grossa occasione dell’Arsenal nel primo tempo. Il Liverpool continua a trotterellare e a creare poche occasioni in rapporto al possesso palla, ma a cinque dall’intervallo arriva la fiammata: è Matip a troneggiare in area colpendo di testa e superando Leno su traversone da calcio d’angolo. Sospetta una trattenuta di Van Dijk su Guendozi che gli impedisce di saltare. Anfield si sveglia dal torpore e l’intervallo è dolce: 1-0 per i reds.

Invariati gli schieramenti nella ripresa, che si apre subito con note di colore: sul cioccolatino servito di prima da Firmino a Salah, l’egiziano viene agganciato per la maglia da David Luiz che si becca anche il giallo. Rigore ineccepibile che Salah trasforma: 2-0 e non poteva esserci avvio migliore in questo secondo tempo per il Liverpool. Gol numero settantatré in 109 partite col Liverpool per Salah: numeri mastodontici e Anfield fa partire il suo “Mo Salah! Mo Salah!”. Il Liverpool ha decisamente cambiato passo e questa volta sbaglia anche meno del primo tempo: errori che avevano dato campo all’Arsenal che questa volta invece non riesce a creare nulla. Salah non centra il bersaglio di testa da pochi passi su traversone di Robertson, ma va a segno poco dopo quando salta secco David Luiz, non esente da colpe, e va a depositare in rete in diagonale sull’uscita di Leno. Il sussulto dell’Arsenal arriva tardi, con Torreira che accorcia a cinque dalla fine, troppo tardi per sperare in una Istanbul al contrario. Un primo tempo complicato, nel quale il Liverpool aveva comunque messo l’Arsenal nella sua metà campo, si trasforma in un morbido show col passare dei minuti. Sono nove i punti del Liverpool in classifica che fa tre su tre: fra sette giorni a Burnley non sarà impossibile fare poker. Un altro grande inizio di stagione per i reds, ma quel che conta, e che non accade da tre decadi, sarà stare davanti a tutti quando tornerà la primavera.

 

LIVERPOOL (4-3-3): Adrian; Alexander-Arnold, Van Dijk, Matip, Robertson; Henderson, Fabinho, Wjnaldum (69° Milner); Salah, Firmino (86° Lallana), Mané (77° Oxlad-Chaberlain)

ARSENAL (4-3-1-2): Leno; Maitland-Niles, Papasthatopoulos, David Luiz, Monreal; Guendozi (86° Mikytharian), Xakha, Willock (81° Lacazette); Ceballos (61° Torreira), Aubameyang, Pépé

 

IL MIGLIORE: Salah e Firmino – Devastante l’egiziano, e c’è poco da dire. Ma premiamo anche il brasiliano: seppur in seconda fila, ha il merito di giocate sublimi e soprattutto altruiste per i compagni.

IL PEGGIORE: Maitland-Niles – Un disastro. Perde ogni pallone che gli capiti a tiro, seppur abbia la parziale scusante di essere naturalmente un centrocampista e non un terzino destro. Ma un anno trascorso in questo ruolo avrebbe dovuto fargli imparare qualcosa…