‘Mo Salah, running (twice) down the wing’

Il giocatore egiziano vince per il secondo anno consecutivo il premio di miglior giocatore africano dell'anno: è il primo da Okocha a riuscirci

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Maggio 2017. Jurgen Klopp in conferenza stampa: “dal prossimo anno Coutinho giocherà nuovamente dietro agli attaccanti”. Il giocatore brasiliano lascia la fascia sinistra, che fino ad allora aveva occupato con l’allenatore tedesco. Ma se l’altra fascia è occupata da Mane, e il false nine è già Bobby Firmino, da chi sarà occupato il terzo posto in attacco nella stagione seguente? La risposta arriva a stretto giro di posta: in neanche due mesi i Reds hanno due mani su un giocatore proveniente dalla Roma.

“Manolas? Il Liverpool avrebbe bisogno di un difensore, data la trattativa fallita per Van Dijk!”. Non è il greco.

“Allora Nainggolan, visti gli infortuni cronici di Henderson e la partenza di Lucas. Non è il belga. E allora, ne rimane solo uno: Mohamed Salah, The Egyptian King. Oggi quel re è stato premiato dalla BBC giocatore africano dell’anno, eguagliando un record che l’ultima volta era stato ottenuto da Jay-jay Okocha: vincere il premio in anni consecutivi. Ma torniamo alla nostra storia.

A dir la verità, l’egiziano al suo arrivo a Liverpool era sicuramente molto ‘egyptian’, ma ancora troppo poco ‘king’. Non che in Italia giocasse male, ma vi era come l’impressione che fosse in qualche modo limitato. Forse per la troppa poca libertà tattica lasciata da Spalletti, forse per la presenza di un attaccante ingombrante come Dzeko. Fatto sta che la star della nazionale egiziana arriva quasi in punta di piedi ad Anfield, nello stesso momento in cui tutti sono concentrati sui ‘mal di schiena’ di Coutinho. L’attenzione è tutta sul numero 10, e Salah, che per la verità disputa anche un più che discreto precampionato, rimane un attimo nell’ombra. L’inizio di campionato poi non è dei migliori: escludendo un contropiede 1 vs 0 contro l’Arsenal, arrivano un gol inutile contro il Tottenham e due gol contro squadre di metà classifica.

Ma non è ancora l’acquisto da 50 milioni complessivi che ad Anfield si aspettavano. E il Liverpool, complice una difesa colabrodo, sprofonda a metà classifica.

Arriva novembre, arriva la trasferta allo Stadio Olimpico di Londra, casa del West Ham. Basta un contropiede a metà primo tempo con l’altro africano, e comincia tutta una nuova vita per Momo Salah. Si sblocca, comincia a segnare in tutti i modi: da fuori, in contropiede, al volo, in incursione, sia di destro che di sinistro. A capodanno ha già superato i 15 gol in campionato, di cui tre da ricordare: uno splendido gol nel derby contro l’Everton – simile, almeno nella parte iniziale, a quello realizzato martedì contro il Napoli – e una doppietta fondamentale contro il Leicester il 30 dicembre, che consente ai Reds di completare la rimonta sul treno Champions.

Il gol ai rivali in particolare, consentirà a Salah di vincere il Puskas Award, il premio assegnato al gol più bello della stagione. Non solo: vince per la prima volta in carriera il BBC African Footballer of the Year, riservato dalla BBC ogni anno in base ai voti degli ascoltatori di BBC Radio. Come corre su quella fascia destra Momo, non lo prendono mai.

La stagione continua nel migliore dei modi: a gennaio segna dai quaranta metri contro il City, a febbraio segna una doppietta fantastica al Tottenham, a marzo ne mette addirittura quattro contro il Watford. Il 13 maggio, contro il Brighton, segna la rete numero 32 in campionato: è il giocatore ad aver segnato più gol in singola stagione di Premier da quando è in vigore il formato a 20 squadre. In Champions trascina la sua squadra: a Manchester segna il gol che mette la parola fine alle speranze del City, in semifinale accoglie la Roma nella sua nuova casa con una doppietta pazzesca. In finale però, durante il primo tempo, a causa di un ‘contrasto’ con Sergio Ramos, Mo Salah cade a terra dolorante alla spalla. Piange. Non riesce a continuare. I suoi compagni tengono testa al Real Madrid per un’ora, poi… meglio non pensarci.

Il periodo seguente è difficile: la riabilitazione, il rientro frettoloso per i Mondiali di Russia, la breve corsa del suo Egitto, il precampionato cominciato in ritardo. Raccoglie i frutti della sua stagione: vince il premio di Calciatore africano dell’anno della CAF, viene inserito in nomination per il Pallone d’oro e nei team ideali delle edizioni della Premier e della Champions. Vince anche il PFA Player of the Year, assegnato grazie ai voti dei calciatori stessi del campionato inglese. Ma non è un Momo ‘normale’, non è quello che siamo stati abituati a vedere: viene definito ‘one season wonder’, uno come tanti altri. Quello che i tifosi più affezionati a lui vedono è la sua non attenzione a queste cose.

Salah ‘one season wonder’? – liverpoolecho.co.uk

Intanto apre il conto dei gol del Liverpool quest’anno, si ripete alla terza giornata e anche alla sesta. Mantiene un discreto ruolino anche nei gironi di coppa. Gli si rimprovera però di non essere quasi mai presente nelle partite importanti. Risposta: segna una tripletta al Bournemouth che, alla luce della sconfitta del City, riporta i Reds in testa alla classifica. Esulta molto pacatamente, quasi polemico. Allora forse era stato attento ai commenti dei più scettici! Tre giorni dopo segna il gol qualificazione contro il Napoli per spedire i suoi agli ottavi di finale di coppa.

Oggi, Mo Salah è stato premiato con il ‘Pallone d’oro africano 2018’ per il secondo anno consecutivo, battendo Benatia, Mane, Thomas Partey e Koulibaly. Come già sottolineato, l’ultimo ad ottenere tale record era stato Okocha. Intervistato dalla BBC ha risposto: “è una bella sensazione, spero di vincere anche l’anno prossimo”. Noi speriamo che il faraone egiziano possa raggiungere il proprio obiettivo, magari continuando a correre sulla fascia…

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Daniele Calamia

Daniele, 21 anni. Palermitano, studente di Economia, innamorato della Premier League. Curo i 'corner' delle due di Liverpool.
"2.5.15, ultimo gol di StevieG ad Anfield, io c'ero!".