La Premier League dice sì alla VAR, ma con delle regole tutte sue

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Mancano solo un giorno all’inizio del campionato di Premier League. Il nuovo campionato inglese prenderà il via con la sfida tra Liverpool e Norwich City alle ore 21.00 di venerdì 9 agosto. Inizia un’altra stagione del campionato più seguito al mondo che, già, nella scorsa stagione ha dato grandi emozioni agli appassionati di questo sport con la lotta fino all’ultima giornata tra Liverpool e Manchester City per la vittoria del titolo. La Premier League, in questa nuova stagione, darà spazio ad un ospite speciale: la VAR. Ma le regole avranno delle diversità rispetto all’Italia. 

Già nel corso della prima giornata potrebbe esserci il ricorso alla VAR. Domenica 11 agosto 2019 alle ore 17.30 si sfideranno Manchester United e Chelsea, una sfida tutta da vedere che scalderà la Premier League dall’inizio e con le scommesse sportive si potrà decidere la squadra favorita. 

L’introduzione della VAR

La VAR, Video Assistant Referee, è stata introdotta nel campionato italiano per la prima volta nella stagione 2017-18 ed è stata confermata per le stagioni successive, anche la 2019/20 che inizierà il 24 agosto. In Premier League non aveva ancora fatto il suo ingresso, programmato proprio per la stagione 2019/20 che inizierà venerdì 9 agosto. L’arrivo della VAR, però, non entusiasma la Premier League, ma questo si era capito da molto tempo. Tutti i campionati devono adeguarsi all’avanzamento tecnologico nel mondo del calcio e deve farlo anche l’Inghilterra. 

Il problema maggiore per gli inglesi, con l’introduzione della VAR, è il rallentamento del gioco per poter rivedere le immagini che porteranno, poi, l’arbitro ad una decisione definitiva in merito ad un rigore o ad un altro episodio nel corso della gara. Si sa, gli inglese amano il ritmo del gioco e la VAR porta a dover assistere ad una partita suddivisa in più momenti. 

Il limite 

Gli inglesi cercano di trovare una soluzione a tutto e lo hanno fatto anche stavolta con l’introduzione della VAR. Il loro malessere in merito al rallentamento del gioco è nato quando un arbitro, nel corso di una gara del mondiale di calcio femminile, ha fermato la gara ben quattro minuti per rivedere un replay di un’azione difficile da interpretare. Fermare la gara per quattro minuti? Assolutamente no, agli inglesi non piace un’interruzione così lunga. Proprio per questo hanno trovato un escamotage per utilizzare la VAR, ma con delle regole particolari. 

L’organismo responsabile degli ufficiali di gara inglesi, Professional Game Match Officials Limited, ha imposto un limite di tre volte alla visione del replay dell’azione incriminata. Un arbitro, nel corso di una gara, potrà fermare l’azione per andare a rivedere al VAR, ma il replay potrà vederlo solamente tre volte a velocità normale e altre tre volte a velocità rallentata. Se, dopo queste sei visioni dell’azione, l’arbitro non riuscirà a prendere una decisione, vorrà dire che nessun altro replay potrà chiarire meglio la situazione e dovrà confermare la decisione presa in campo. 

La decisione è ormai ufficiale e potrà essere messa in atto già nella prima giornata di Premier League di venerdì 9 agosto 2019. 

Il replay sugli schermi

Dopo numerose polemiche verso la VAR, finalmente, farà il suo approdo anche in Inghilterra, ma gli arbitri dovranno stare attenti a non rimanere incollati allo schermo per più di 90 secondi, soprattutto se non vogliono che il pubblico possa fischiare per il ritardo nella ripresa del gioco. 

Il replay che l’arbitro vedrà sullo schermo sarà visibile anche al pubblico, ma solo in presenza di un video definitivo, un video che ribalti la decisione presa in campo. In due stadi non sarà possibile visionare il replay: Anfield, casa del Liverpool, e Old Trafford, casa del Manchester United, perché non ci sono dei maxischermi per proiettare il replay.