Quando i Wolves diventarono Campioni del Mondo

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Il Wolverhampton campione del Mondo? Sì, per il Daily Mail nel 1954 era esattamente così. Può sembrare un’assurdità, ma nella metà degli anni Cinquanta i Wolves erano davvero una delle squadre più solide di tutto il mondo, nonché una delle più all’avanguardia in Inghilterra sotto tutti i punti di vista.

In realtà l’epoca d’oro dei Lupi arrivò soltanto qualche anno più tardi, a cavallo con il 1960, grazie alla vittoria di due campionati inglesi consecutivi (1958 e 1959), della Coppa d’Inghilterra (1960) e delle tre Community Shield (1954, 1959 e 1960), diventati a tutti gli effetti alcuni degli ultimi trofei portati a casa dalla squadra.

In ogni caso, pur con la bacheca non ancora ricca, il titolo di campioni del Mondo gli venne ben presto riconosciuto quasi all’unanimità da tutta la stampa, stupida dai progressi dei Wolves. Tutta la storia prese vita dopo un ciclo di partite amichevoli contro le squadre di mezzo mondo, invitate tutte in Inghilterra per l’inaugurazione del nuovissimo impianto Molineux, l’unico in tutto il Regno Unito a possedere un sofisticato sistema di illuminazione del campo così da consentire alla squadra di giocare le prime partite in notturna della storia del calcio inglese.

L’evoluzione tecnologica dello stadio portò una ventata di aria fresca anche sotto il profilo dei risultati: nella gara inaugurale di quella che sarebbe stata la sua nuova casa, il Wolverhampton riuscì ad avere la meglio contro una selezione del Sudafrica battuta per 3-1. Nei mesi successivi poi la squadra allenata allora da Stan Cullis riuscì davvero a far tremare le gambe a tutti quelli che si presentavano al suo cospetto: prima il Borussia Dortmund, infarcito di alcuni giocatori della Germania campione del Mondo del 1954, poi il Valencia, il Racing di Avellaneda e soprattutto il Real Madrid di Alfredo Di Stefano, rispedito in Spagna con un pesantissimo 3-0 in favore degli inglesi.

Ma l’impresa più grande di tutte che trasformò per davvero il Wolverhampton in “Champions of the World” è stata quella contro l’Honvéd, una delle partite più importanti di sempre per la storia del club. La squadra ungherese all’epoca era quella che aveva dato il maggior contributo in termini di giocatori alla rosa della sua nazionale, vice-campione del Mondo e detentrice dell’Oro Olimpico che appena un anno prima si era presentata a Wembley per spazzare via l’Inghilterra con un 6-3 rimasto per sempre impresso nella memoria.

Insomma, pensare di uscire indenni con un’armata così era pura utopia e infatti i due gol subiti nel giro di 15 minuti fecero pensare al peggio per il Wolverhampton, una squadra che negli anni precedenti non era stata particolarmente fortunata e che di certo non poteva competere con campioni di quel calibro. Ma in un attimo tutto cambiò: alla fine dei 90 minuti i Wolves si portarono a casa un’incredibile vittoria per 3-2 che consacrò per sempre il mito di Cullis, personaggio che aveva regalato la vita a quei colori onorandoli prima come giocatore, poi come capitano (conquistò la fascia a soli vent’anni) e poi come allenatore, uno dei più giovani di tutta l’Europa.

Da quel momento il Wolverhampton ritrovò la propria identità, in tempo per potersela giocare alla pari con i più grandi e diventare davvero dei campioni. Il mondo intero era ormai incantato da quei lupi feroci, diventati i per una volta i protagonisti di una delle favole più belle dello sport.