Sarà Aston Villa-Derby: sfida tra Terry e Lampard per la Premier

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Le traiettorie non solo del pallone ma anche del destino calcistico paiono davvero curiose. Mosca, maggio 2008: John Terry ha sui piedi il pallone della prima Coppa dei Campioni del Chelsea. La scarpa imprigionata, il piede che scivola, la palla che va sul palo. E la Coppa che vola a Manchester, dai rivali dello United. Monaco di Baviera, quattro anni dopo: Frank Lampard capitano, Terry in panchina. Questa volta i rigori premiano il Chelsea che mette in bacheca la sua prima e finora unica Champions League. Il prossimo 27 maggio a Wembley saranno di nuovo insieme sullo stesso campo, ma avversari dalle panchine. Al termine di due palpitanti semifinali, a giocarsi l’ultimo posto rimasto per salire in Premier League saranno l’Aston Villa di John e il Derby County di Frank.

Dopo il successo sofferto ai calci di rigore dei Villans in casa del West Bromwich, ancor più romanzesca è stata l’altra semifinale di ritorno fra il Leeds di Bielsa e i Rams. Cosa sia accaduto al Leeds negli ultimi due mesi non è dato sapersi: dopo un campionato condotto stabilmente in testa o a ridosso del Norwich, la squadra ha ceduto di schianto proprio sul più bello, perdendo in casa due partite fondamentali contro Sheffield United e Wigan e facendosi eliminare dal play-off al termine di una girandola di emozioni sconvolgente. Passati in vantaggio con Dallas dopo venticinque minuti i padroni di casa parevano in pieno controllo. Derby County non pervenuto, sino al pareggio di Marriott che sfrutta una frittata di Casilla, portiere di casa, che va in gita fuori dai pali lasciando la porta sguarnita.

Nella ripresa, la partita cambia faccia: 2-1 di Mount, rigore di Wilson per il 3-1 e dopo il 3-2 di Dallas che porterebbe la sfida ai supplementari, ancora Marriott segna la rete decisiva per spedire i suoi a Wembley. Sei reti, tre legni in totale e anche due espulsi: non è mancato nulla. Lampard, alla prima stagione da tecnico, butta fuori un Bielsa ridimensionato a tal punto da chiedersi se, al netto della sua filosofia di gioco e qualche importante risultato ottenuto in carriera, non sia dipinto come molto di più di ciò che in realtà è. Immaginiamo l’ingresso in campo di Aston Villa e Derby County tre dodici giorni: le telecamere indugeranno subito sui due grandi protagonisti di un glorioso passato. Che certamente si abbracceranno concedendosi la quiete prima della tempesta: c’è da prendere la Premier League e quelle notti di Mosca e Monaco, per almeno novanta minuti o poco più, resteranno nel cassetto dei ricordi.