Tre cose che abbiamo imparato da Napoli-Liverpool

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Al San Paolo il Liverpool non passa: per il secondo anno consecutivo i Reds cadono in casa del Napoli nella fase a gironi della Champions League, in una partita che a larghi tratti ricorda proprio quella giocata poco meno di un anno fa. A differenza di allora Klopp si presenta all’ombra del Vesuvio con un trofeo in più e tanto timore in meno, fattore che nella passata stagione aveva condizionato fortemente la sua squadra, irriconoscibile a partire dall’attacco.

Questa volta però la paura ha lasciato lo spazio a veloci ripartenze, nate tutte dagli errori della squadra di Ancelotti, straripante ma troppo spesso imprecisa soprattutto a centrocampo. Ma nonostante la buona prestazione il tabù San Paolo non è stato sfatato: a portare in vantaggio il Napoli a dieci minuti dalla fine ci pensa un rigore molto dubbio trasformato da Mertens, seguito poi dalla prima rete in azzurro di Fernando Llorente che si è vendicato a distanza della finale di Champions League persa appena qualche mese fa con la maglia del Tottenham.

Napoli (4-4-2): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Fabian Ruiz, Insigne; Mertens, Lozano.

Liverpool (4-3-3): Adrian; Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk, Robertson; Fabinho, Milner, Henderson; Mane, Salah, Firmino.

IL MIGLIORE, Koulibaly: dopo il clamoroso autogol con la Juventus in campionato, il difensore senegalese è tornato a essere il grande pilastro della difesa. Sempre presente in ogni occasione, bravo a disinnescare gli attaccanti del Liverpool.

IL PEGGIORE, Manolas: se il suo compagno di reparto è stato uno dei migliori, purtroppo per il greco c’è ancora tanto da lavorare. L’errore davanti alla sua porta nel secondo tempo è una macchia importante su una prestazione comunque non brillante.

 

TRE COSE CHE ABBIAMO IMPARATO DA NAPOLI-LIVERPOOL

  • Non poteva cominciare meglio la campagna europea del Napoli: giocare alla prima contro i campioni in carica poteva essere un ostacolo troppo grande da superare, ma ancora una volta gli azzurri hanno dimostrato che il fattore San Paolo non deve essere assolutamente sottovalutato.
  • Da sottolineare la prova di Mario Rui e Di Lorenzo: se i terzini partenopei erano tratti spesso in errore nella passata stagione, questa sera hanno dimostrato una buona solidità contro uno degli attacchi più letali in Europa.
  • Mané è il vero polmone del Liverpool: corre e gioca con grinta dal primo all’ultimo minuto, mettendo spesso in difficoltà gli azzurri con le sue cavalcate.