Tre cose che abbiamo imparato da Wolverhampton-Manchester United

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Non poteva essere più acceso il primo Monday Night di questa Premier League. Dopo il poker rifilato al Chelsea nella prima giornata, il Manchester United viene costretto al pareggio per 1-1 da un Wolverhampton cresciuto ancora di più rispetto alla gara contro il Leicester. A costare carissimo ai Red Devils è l’ottimo approccio dei ragazzi di Espirito Santo al secondo tempo: dopo la rete segnata da Martial alla mezz’ora di gioco (50esimo gol con lo United per lui, il secondo in due partite giocate) la squadra di Solskjær non riesce a gestire a dovere il vantaggio, trovandosi in difficoltà dinanzi al pressing dei Wolves.

E a fare la partita nella ripresa è proprio la squadra di casa che, aiutata da un pubblico che non ha mai smesso di incitarli dall’inizio alla fine, è riuscita a sbrigliarsi dalla morsa difensiva dello United, sfoderando tutto il potenziale fino a ora inespresso. Ed ecco che al 55′ sugli sviluppo di un calcio d’angolo Neves trova la rete del pari con un missile dal limite dell’area di rigori, specialità della casa per il portoghese che diventa letale quando ha a disposizione qualche metro in più.

L’occasione per il Manchester United di ritornare in vantaggio arriva a 20 minuti dalla fine, quando Pogba viene atterrato in area di rigore e si guadagna un tiro dal dischetto. Sfortunatamente però per il francese continua il tabù degli undici metri: dopo aver sbagliato tre rigori nella scorsa stagione, il francese trova il quarto errore consecutivo facendosi ipnotizzare dai guantoni di Rui Patricio, bravo a salvare con un balzo il pari per la sua squadra.

Non c’è dunque niente da fare per i Red Devils che nel finale rischiano addirittura di perdere la partita contro il motivatissimo Wolverhampton, tornato a regalare spettacolo nella prima davanti al proprio pubblico.

WOLVERHAMPTON (3-5-2): Rui Patricio; Bennet, Coady, Boly; Doherty, Dendoncker, Ruben Neves, Moutinho, Otto; Raul Jimenez, Diogo Jota

MANCHESTER UNITED (4-2-3-1): De Gea; Wan Bissaka, Lindelof, Maguire, Shaw; Pogba, McTominay; Rashford, Lingard, James; Martial

MARCATORI: 27′ Martial (Manchester United); 55′ Neves (Wolverhampton)

IL MIGLIORE: Wan-Bissaka- Il difensore dello United si è subito ambientato senza problemi nella sua nuova squadra. Monumentale nel primo tempo, con una percentuale di passaggi riusciti pari quasi al 90%. Cala un po’ nella ripresa ma tiene sempre bene le redini della difesa contro gli attacchi dei Wolves.

IL PEGGIORE: Lingard- Tenere il passo di Martial e Rashford questa sera sarebbe stato un compito difficile per tutti, ma Lingard resta ben nascosto dietro la punta. Contribuisce poco all’attacco e in generale non si propone per aiutare i compagni. Dovrà lavorare di più per diventare essenziale in un attacco giovane e rivoluzionario.

 

TRE COSE CHE ABBIAMO IMPARATO DA WOLVERHAMPTON-MANCHESTER UNITED

  • Mai perdere di vista Ruben Neves. Per tutto il primo tempo il portoghese è stato vittima delle trame difensive dello United, ma alla prima distrazione è riuscito a piazzare in porta il siluro decisivo per il pareggio.
  • Anche se siamo soltanto all’inizio della stagione, Martial non ha fatto rimpiangere l’addio di Lukaku. L’attaccante classe ’95 ha ormai maturato l’esperienza giusta per diventare il punto di riferimento della sua squadra, come dimostrano i due gol segnati nelle due partite giocate fino a ora.
  • Sottovalutare il Wolverhampton può essere un errore fatale per tutti. La squadra di Espirito Santo ormai non è più soltanto una sorpresa, ma una realtà solida che punta a crescere sempre di più.