Una stagione concentrata in una sola serata – Il Manchester Derby ad Old Trafford negli ultimi anni

Il Manchester Derby si rinnova ad Old Trafford per l'ennesimo capitolo della saga. Oggi i destini di United e City si intrecciano per qualcosa di più grande

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Old Trafford per i tifosi del Manchester United è sempre stato The Teather of Dreams. «Il teatro dei sogni» nella lingua di Dante. Negli ultimi anni tuttavia in questo meraviglioso stadio, incastonato nell’ovest di Manchester nell’evocativa Sir Matt Busby Way, si sono consumati i sogni dei cugini del Manchester City, che qui hanno collezionato alcune delle loro più memorabili vittorie degli ultimi anni.

Partiamo da una data: il 12 febbraio 2011. Derby di Manchester, partita bloccata sul pareggio in una classifica che vede lo United con City e Arsenal a contatto. Al minuto 78′ Nani crossa dalla fascia destra, la sua palla viene deviata e va a centrare ‘casualmente’ il destro di Wayne Rooney. Casualmente perché l’attaccante inglese, nativo di Liverpool, quel pallone se lo va a cercare a metri di altezza, esibendosi in una delle più belle rovesciate mai viste. Quel gol lancia definitivamente i Red Devils nel rush finale, e nonostante una sanguinosa sconfitta ad Anfield il mese successivo (3-1, tripletta di Dirk Kuyt), i diavoli rossi alzano il 14 Maggio il loro 19esimo titolo, superando proprio i rivali di Liverpool. Non fosse stato per il Barcellona gli uomini di Ferguson avrebbero alzato anche la quarta Champions della loro storia.

Da lì in poi però la miccia si va spegnendo, almeno nel derby nelle sue edizioni ad Old Trafford. Già nell’ottobre di quell’anno gli uomini di Roberto Mancini non fanno prigionieri e ottengono la più larga vittoria nel derby. 5 gol di scarto, 1-6 finale e dedica speciale di Mario Balotelli, autore di una doppietta quel giorno.

Oltre l’italiano vanno a segno David Silva, Sergio Aguero ed Edin Dzeko. Da quel momento in poi i Citizens prendono il volo, sebbene il campionato venga vinto solo per la differenza reti all’ultimo minuto dell’ultima giornata con una memorabile rimonta del City in casa contro il QPR. Anche nei due anni successivi il City vince in casa dei rivali e, considerando il pareggio del 2015/2016, lo United ottiene solo una vittoria in casa nel derby tra il 2011 e il 2016. Nell’estate 2016 a Manchester, sponda blu, arriva Pep Guardiola, proprio l’uomo che tra il 2009 e il 2011 aveva impedito allo United di vincere la Champions League.

E con il catalano è festa grande per i Citizens in trasferta contro i cugini dello United. Due vittorie per 2-1 consecutive rimangono nella memoria dei tifosi delle due squadre in vista di stasera. Se ripercorriamo il tutto dall’estate del 2011, lo United in casa contro il City ha vinto una volta sola, con un solo pareggio. Poi tutte vittorie del City. Chissà cosa penseranno i tifosi del Liverpool, che questa sera si trovano a dover maledettamente sperare che lo United tolga punti al City. Soprattutto quelli con il cuore più rosso degli altri, tipo Jamie Carragher, uno che di rivalità con lo United se ne intende.

Chissà cosa penseranno i tifosi dello United più irriducibili, che con una vittoria della propria squadra vedrebbero il Liverpool in testa. Con una sconfitta invece il City avrebbe la strada spianata per il titolo, ma per i Red Devils la top4 sarebbe praticamente irraggiungibile. Una serata oggettivamente senza senso dunque. Ed è questo che ci piace maledettamente.

A maggior ragione considerando il pepe che Solskjaer, allenatore dello United e soldato fidato di Ferguson per 12 anni da giocatore, ha aggiunto nel pre-gara: «ho detto ai miei giocatori che ci saranno falli, che gli avversari verranno a prenderli alle caviglie, ai talloni». Secca la risposta di Guardiola: «abbiamo il 65/70% di possesso palla, la mia squadra non è costruita per fare falli». I due allenatori hanno dunque tirato in ballo Andre Marriner, arbitro per l’occasione. Il norvegese ha sottolineato come sia responsabilità dell’arbitro gestire la gara quando il City rompe il palleggio avversario con falli tattici (rischiando tra l’altro una multa, visto che la FA vieta espressamente qualsiasi commento sull’arbitro prima del match). Secondo il catalano Solskjaer sta solo cercando di influenzare il direttore di gara: «ma non accadrà perché noi non siamo quel tipo di squadra».

Ricapitolando: una situazione di classifica strana, dei precedenti che non aiutano la squadra stasera in casa, due allenatori che tentano (per forza di cose) due approcci differenti alla partita. Una cosa è sicura: ad Old Trafford stasera si assisterà a qualcosa di mai visto. O meglio, non c’è un vero e proprio precedente ma qualcosa di simile è già accaduto. 14 maggio 1995, ultima giornata di Premier. Blackburn e United si giocano il titolo, i Red Devils devono sperare che i Rovers perdano punti proprio in casa del Liverpool per alzare il titolo. I Reds fanno il proprio dovere, vincendo 2-1. Ma lo United fallisce consegnando il titolo agli uomini di Kenny Dalglish che alza il trofeo nello stadio che lo ha reso grande: Anfield.

[Qui un riassunto della stagione 1994-1995]

Troppa carne al fuoco, troppi intrecci e una matassa impossibile da sciogliere. Tuttavia riteniamo certo un esito di questa partita, e di questo campionato, che ci terrà incollati al mondo della Premier fino all’ultimo! La stagione si concentrerà in questa serata, il Teatro dei Sogni sarà il crocevia.

Daniele Calamia

Daniele, 21 anni. Palermitano, studente di Economia, innamorato della Premier League. Curo i 'corner' delle due di Liverpool.
"2.5.15, ultimo gol di StevieG ad Anfield, io c'ero!".