Welcome home, Frank

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14 giugno 2001, una data che per molti tifosi del Chelsea segna l’inizio di un’era. É il giorno in cui i Blues acquistano dal West Ham il giovane Frank Lampard dopo che lo zio, Harry Redknapp, era stato da poco esonerato dagli ‘Hammers’. Talento puro che ha fatto innamorare sia i tifosi inglesi sia Claudio Ranieri, che rimane affascinato dalla classe e dal talento del giocatore. Sostenuto dalla volontà del tecnico, il Chelsea decide dunque di acquistare l’inglese per 11 milioni di sterline, tanti per un ragazzo che la settimana successiva avrebbe compiuto 23 anni.

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Come ogni storia d’amore che si rispetti, l’inizio è difficile e presenta qualche ostacolo, e questa storia non è da meno. Da giovani si è spensierati e si cerca di avere il massimo dalla vita, essere un giocatore del Chelsea e vivere in una città importante come Londra a soli 23 anni è un’esperienza entusiasmante, ma Lampard cavalcò troppo questo entusiasmo. Il giorno seguente all’attentato delle Torri Gemelle, il giocatore insieme ad altri compagni e visibilmente ubriaco, importunò alcuni turisti statunitensi provocando un acceso diverbio. Il Chelsea punì i giocatori incriminati, quattro giorni dopo Lampard giocò comunque in campionato, rimediando un’espulsione nel match contro il Tottenham. Si riprese qualche giorno dopo segnando il suo primo gol in Coppa Uefa, ma dopo un inizio m difficile, il suo talento riuscì ad emergere grazie a Ranieri che seppe sfruttare le sue qualità in cabina di regia, migliorandone anche la fase difensiva, grande punto debole del centrocampista.

Sotto la guida del tecnico italiano Lampard trova la sua dimensione, attirando a se l’affetto dei tifosi che vedono nel numero 8 il nuovo punto di riferimento della squadra. I trofei iniziano ad arrivare con l’arrivo di Josè Mourinho. Il modulo impostato dal tecnico portoghese (4-3-3 ndr.) valorizza maggiormente le  doti tecniche di Lampard, che contribuisce in maniera decisiva  alla vittoria finale della Premier League, trofeo che mancava in  bacheca  da oltre 50 anni.

Nella stagione 2007/08 le sue prestazioni furono condizionate da un infortunio alla spalla rimediato all’inizio della stagione che fu però segnata da una tragica vicenda familiare. A causa di una polmonite venne a mancare la madre, Patricia Lampard. Per stare vicino alla madre il calciatore aveva saltato alcune partite, e dopo un leggero miglioramento era sceso in campo per giocare la semifinale di andata di Champions League contro il Liverpool. Le condizioni della madre però si aggravarono fino alla morte. Dopo il terribile lutto riuscì a segnare un gol nei tempi supplementari nel ritorno di Champions contro i Reds correndo verso la bandierina e fermandosi li piangendo in ginocchio piangendo la madre scomparsa. Da quel giorno il ricordo della madre non mancherà mai, perchè Frank le dedica ogni singolo gol alzando le braccia e gli occhi al cielo.

L’anno seguente si presenta la possibilità di lasciare Londra e di trasferirsi all’Inter dove era arrivato da poco Mourinho, ma il giocatore, dopo intense trattative, decide di rifiutare l’offerta. Troppo forte l’amore per Londra e per il Chelsea anche se quest’ultima era cupa e vuota senza la presenza della madre sempre presente in tribuna ad ogni partita del figlio. Frank rifiuta perchè, parole del giocatore, “non voglio scappare da questo dolore, devo accettare l’idea di giocare per il Chelsea senza scorgere gli occhi di mia madre da quella tribuna”.

Gli anni passano e dopo la romantica vittoria della Champions League ai danni del Bayern Monaco nel 2012, e dell’Europa League arrivata l’anno seguente, il Chelsea sembra voler cambiare pelle, sfoltire la rosa e ringiovanirla, anche perchè il nostro Frank non è più quel giovincello che importuna i turisti, adesso è diventato un vero uomo per la sua famiglia, un capitano per la sua squadra e un idolo per numerosi bambini che sognano un giorno di diventare come lui. Nel 2014 lascia il Chelsea, e lascia un’eredità pesante. Ancora oggi è il giocatore che con i Blues ha segnato più reti e ha collezionato più presenze, si vede che ne ha fatta di strada quel giovane ragazzo dal viso gentile arrivato dal West Ham.

Lampard si trasferisce al Manchester City, e destino viole che il suo primo gol con i Citizens lo realizza proprio contro la sua ex squadra, contro quella maglia che per lui è stata una seconda pelle per anni, davvero strano il calcio. Continua a giocare ancora per qualche anno, ma questa è un’altra storia.

I grandi amori non finiscono mai, fanno giri immensi e poi ritornano. Ed è ciò che succede anche in questa splendida storia. Dopo aver sfiorato la promozione in Premier League con il Derby County nella scorsa stagione, dw poco è arrivata l’ufficialità che Frank Lampard è ufficialmente il nuovo tecnico del Chelsea, stavolta nel ruolo di condottiero e non di guerriero. Frank è tornato a casa, li dove i suoi tifosi lo hanno accolto, perdonato e amato. Perchè sotto quel completo in giacca e cravatta c’è un cuore che batte, un cuore di colore blu che nemmeno il tempo riuscirà a fermare.

Welcome Home, Frank.