FA Cup: Aubameyang vola in finale da solo, disfatta per De Gea e Guardiola

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Ieri si è giocata l’ultima delle due semifinali di FA Cup, consegnandoci dunque le due finaliste che l’1 agosto si daranno battaglia sotto il cielo di Wembley. Quest’ultimo round prima della finalissima ci ha dato diversi spunti di riflessione, a partire dalla sfida di ieri tra Manchester Utd e Chelsea; altrettanti argomenti ci sono stati forniti da Arsenal-Manchester City.

GUARDIOLA: ALTRA OCCASIONE PERSA

La sorpresa di queste semifinali è certamente l’eliminazione del Manchester City per mano dell’Arsenal, in quella che si puo’ definire una partita rocambolesca se consideriamo la mole di occasioni creata dagli uomini di Pep Guardiola. Proprio il manager spagnolo si è trovato in una situazione alquanto familiare da quando si trova in Inghilterra: ancora una volta ha perso l’occasione di vincere un titolo che avrebbe arricchito la sua bacheca visto che, tolta la Coppa di Lega, in campionato si è trovato a fare i conti con un Liverpool da record, si potrebbe dire inarrestabile. Non hanno di certo aiutato le aspirazioni di vittoria dei Citizens i numerosi infortuni che hanno costretto l’ex Barcellona a correre ai ripari con delle toppe non all’altezza: esempio più lampante è Fernandinho, che in questa stagione si è trovato più volte a giocare come difensore. Insomma, una vasta cerchia di fattori, che hanno di nuovo impedito al buon vecchio Pep di aggiornare il suo diario dei successi.

 

DE GEA SUL BANCO DEGLI IMPUTATI

Se doveste chiedere a un giocatore come passare da idolo indiscusso a capro espiatorio la vostra scelta ricadrebbe su David De Gea. E’ a dir poco raccapricciante se pensiamo che due stagioni più indietro l’estremo difensore ispanico era visto dalla gente di Old Trafford come il salvatore della patria, l’unico degno di vestire una maglia di tale prestigio e valore; ora invece il popolo chiede a grano voce l’inserimento di Sergio Romero nella formazione dei titolari per queste ultime due partite. Infatti, il culmine di una serie di scivoloni e interventi maldestri da parte di De Gea si è avuto ieri nella semifinale di FA Cup disputata tra United e Chelsea. Colpevole sul primo goal, altrettanto responsabile sul secondo e con una buona fetta di colpa sull’autorete dello 0-3. Tutto ha un limite e se persino i tifosi si sono stancati di lui, c’è più di un motivo di supporre che in società si stiano facendo serie valutazioni su chi difenderà la porta dei Red Devils il prossimo anno.

 

AUBA L’ANIMA DELL’ARSENAL

Se De Gea è stato il protagonista in negativo di questo turno di Coppa d’Inghilterra, l’eroe gioca per l’Arsenal e si chiama Pierre-Emerick Aubameyang. L’attaccante del Gabon è di fatto l’autore della doppietta con cui i Gunners hanno sbattuto fuori la corazzata Manchester City dalla coppa, certificando così l’ottimo momento di forma suo e di tutto l’ambiente: 7 vittorie su dieci partite dalla ripresa della Premier League che hanno riavvicinato Arteta al sesto posto, un obbiettivo impensabile fino a qualche mese fa. L’ex vice di Guardiola al City è infatti il principale responsabile della rinascita dei londinesi. Un merito che però va condiviso con lo stesso Aubameyang, il trascinatore di questa squadra in campo. Se i dirigenza avevano qualche dubbio sulla sua utilità al gruppo è appena stato risolto.

 

OLIVIER GIROUD: IL RE DI COPPA

Il faro nella notte, la stella che illumina il cammino. Ancora una volta Olivier Giroud si è dimostrato la vera guida tecnica e spirituale di questo gruppo di giovani che è oggi il Chelsea Football Club. Cinque goal in nove partite, tutti decisivi, che mostrano come nel progetto a linea verde dei Blues ci sia sempre bisogno di un uomo di esperienza, di riferimento. Nella semifinale dell’altro giorno l’attaccante francese ha dato ancora una volta il meglio di sé sbloccando una partita che stava diventando spigolosa per Lampard e i suoi, e lo ha fatto nel suo habitat forse più naturale, l’FA Cup. Con la maglia dell’Arsenal prima e con quella del Chelsea ora si sta dimostrando uno specialista della Coppa d’Inghilterra, nove goal nelle ultime sette edizioni ci permettono tranquillamente di definirlo come un re: il Re di Coppa.

 

di Tommaso Vecchiarelli