Le tre cose che abbiamo imparato da Brighton-Manchester United 0-3

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All’Amex Stadium va in scena il match delle 21:15 tra Brighton e Manchester United, una sfida importantissima per entrambe le compagini. I Seagulls intendono continuare a macinare punti per tenersi a distanza dalla zona retrocessione, al momento occupata dal Watford e lontana soli sei punti, mentre i Red Devils sono in piena lotta per ottenere un posto nella prossima Champions League.

 

Il Man United inizia subito forte conquistando il predominio del gioco. Dopo dieci minuti la prima occasione della gara, con Pogba che libera al tiro Bruno Fernandes che colpisce il palo. Al 15′ Wan-Bissaka serve Greenwood che in slalom si libera di due avversari e fulmina Ryan sul primo palo, siglando il goal del vantaggio ospite.

Il Brighton non accenna minimamente a una reazione e un quarto d’ora più tardi i diavoli rossi si portano sullo 0-2; Shaw mette in mezzo senza trovare alcun appoggio, il pallone viene raccolto da Pogba al limite dell’area che serve Bruno Fernandes, la cui conclusione subisce più di una deviazione e termina in porta per il doppio vantaggio dei mancuniani. Primo tempo nettamente a tinte rosse.

Mason Greenwood (©Getty Images)

Il secondo tempo viene immediatamente marchiato dagli uomini di Solskjaer con la terza rete. Al 49′ Matic sventaglia lanciando Greewood che si invola sulla fascia mettendo un cross al bacio per un’implacabile Bruno Fernandes che al volo di contro balzo cala il tris, chiudendo virtualmente l’incontro.

Dieci minuti più avanti la prima occasione per i Seagulls; Mac Allister sfrutta uno svarione della difesa avversaria mettendo Trossard solo davanti a De Gea, ma la conclusione del belga termina sul fondo. I red devils abbassano i ritmi e questo favorisce le azioni offensive dei padroni di casa; in poco tempo sia Connolly che Maupay impegnano il portiere spagnolo, il quale si fa trovare preparato. Lo United torna a bussare alla porta dei biancoblu sul finale con McTominay, che calcia dalla distanza costringendo ad un gran riflesso l’estremo difensore.

 

Brighton (3-5-1-1): Ryan; Duffy, Dunk (c), Burn; Montoya, Bissouma, D. Stephens, Propper, Lamptey; Mac Allister; Connolly.

Subentranti: 46′ Neal Maupay, Leandro Trossard; 80′ Bernardo, Mooy; 86′ March

All. Graham Potter

Manchester United (4-2-3-1): De Gea; Shaw, Maguire (c), Lindelof, Wan-Bissaka; Pogba, Matic; Rashford, Bruno Fernandes, Greenwood; Martial.

Subentranti: 64′ McTominay, Brandon Williams, Andreas Pereira; 77′ Ighalo, Daniel James

All. Ole Gunnar Solskjaer

 

Marcatori: 15′ Greenwood (M), 29′ e 49′ Bruno Fernandes (M)

 

Le tre cose che abbiamo imparato da Brighton-Manchester United  0-3

  • Bruno Fernandes ha cambiato il Manchester United. Non è un caso che da quando il portoghese veste la maglia dei diavoli rossi tutta la squadra ne abbia beneficiato. L’ex Sporting Lisbona ha portato qualità e soprattutto leadership, quest’ultima una caratteristica che da tempo mancava all’Old Trafford.
  • Male il Brighton. Ok che si trattava di un match piuttosto impari, ma così non va per niente bene. Nonostante i quattro punti ottenuti nelle ultime due partite Graham Potter non può minimamente ritenersi al sicuro. La zona rossa è a meno sei, e i seagulls ora rischiano grosso.
  • Corsa Champions destinata ad esaursi solamente all’ultima giornata. I quindici risultati utili consecutivi dello United hanno contribuito a mantenere la fiammella della lotta all’Europa; tre squadre in due punti con il Tottenham leggermente distaccato a sette lunghezze. Ci aspetta un finale tutto da vivere.

 

di Tommaso Vecchiarelli