Le tre cose che abbiamo imparato da Everton-Tottenham 1-1

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Photo by Getty Images

di Simone Dell’Uomo

Grande reazione, gran voglia di trovare il pareggio, punto fondamentale in rimonta per l’Everton di Marco Silva. C’è qualcosa che non quadra, tatticamente squadra da gestir meglio, ma il punto di oggi riavvia decisamente il campionato dei Blues. Amaro, solito amarissimo epilogo per il Tottenham, che lascia altri due punti sul campo e resta mestamente nei meandri, nella melma di metà classifica. Preghiere tutte per Andre Gomes, infortunio choc, horror, gravissimo. Il mondo della Premier abbraccia il centrocampista portoghese, davvero sfortunato.

PREMESSE A Goodison Park un revival della notte di Halloween, aleggiano streghe e spettri di classifica. L’Everton cerca punti e un minimo di continuità dopo la grande crisi settembrina, zona retrocessione pericolosamente incombente. Dall’altra parte un Tottenham che deve ripartire, ferma a metà classifica e top 4 sempre più lontane. Serve riaccendere il motore, prima che sia troppo tardi. Che sia un’annata sfortunata e di fine ciclo ok, ma patron Levy sa bene che questa squadra deve comunque almeno perseguire l’obiettivo prossima Champions. E non sarà semplice, Chelsea e Leicester volano.

LE SCELTE Marco Silva sorprende tutti e tra scelte tattiche e condizione fisica precaria dovuta ad infortuni lascia in panchina elementi del calibro di Keane, Coleman ma soprattutto l’ex illustre, Gilfy Sigurdsson. Dall’altra parte influenza per Kane, Pochettino sceglie l’attacco leggero che ha fatto sognare gli Spurs soltanto qualche mese fa, davanti Lucas e Son senza regalare punti di riferimento alla difesa avversaria. Pochettino mantiene il 4231 relegando Winks in panchina, mediana fisica Sissoko-Ndombele e scelta sulla carta saggissima. Ancora sempre e comunque Christian Eriksen, anche se ormai non viene più sopportato dalla sua tifoseria, vista il suo palese desiderio di lasciare il club.

SONNIFERO Primo tempo avaro di particolari emozioni. Perchè il Tottenham non mostra particolare veemenza, e questo è grave, ma soprattutto perchè l’Everton, al fine di sopperire ai suoi errori e limiti dovuti ad inesperienza, aspetta basso. Con calma, senza lasciar varchi. Qualche timido tentativo dei Toffess ma nulla di eclatante. Il primo tempo si chiude a reti inviolate ma il pubblico non apprezza e anzi, tutt’altro, mostra tutto il suo disappunto.

VANTAGGIO TOTTENHAM Nella ripresa ci si aspetta qualcosa di più, anche se il football è quello che è. Doppio episodio Var, per interventi su Son prima e Richarlison poi, naturalmente ciascuno nelle aree di rigore opposte. Secondo la direzione arbitrale tutto ok, interventi che in Inghilterra non rappresentano danno da rigore. L’Everton, messo comunque male in campo, sembra averne di più, ma in contropiede colpiscono gli Spurs: si invertono i ruoli, assist di Son per Alli, gran dribbling a rientrare e diagonale vecchio stampo in freddezza chirurgica. Alli spegne le critiche e porta vanti il Tottenham, ma l’Everton non molla e di inerzia, più di spirito che di tattica o tecnica, cerca il pareggio. Nascono e fioccano corner sotto la parte più calorosa della tifoseria blues, nasce soprattutto un altro episodio Var: tocco sospetto di Alli stesso in area, controllo duraturo ma niente, si gioca.

CHOC ANDRE GOMES Nervosismo in campo, gomitata di Gomes a Son, coreano nervosissimo. Reazione del 7 del Tottenham, calcetto di vendetta in direzione del portoghese, purtroppo l’epilogo è drammatico: classico infortunio horror, Andrè cade male sul terreno, presunta frattura scomposta di tibia e perone. Lacrime e preghiere in campo, anche Marco Silva visibilmente commosso. Choc e crisi di pianto anche per Heung Min Son, che per questa leggerezza viene espulso, lascia il Tottenham in 10 e soprattutto, propizia, anche se poi la dinamica è frutto del caso, un infortunio che adesso sì, mina la carriera di Andre Gomes, un ragazzo storicamente assai poco fortunato in termini di lesioni o problemi fisici.

TOSUN! Passato lo choc, passata l’incredulità generale, in un clima surreale si deve continuare a giocare. Silva inserisce Sigurdsson e Tosun per il tutto per tutto nel finale. Sono 12 i minuti di recupero, praticamente un supplementare, tanto basta per tornare a scaldare gli animi di Goodison Park. E su cross di Digne al minuto 97′ Tosun trova l’incornata giusta, saltando a metà tra Foyth e Sanchez, non proprio due dei moderni professori di tattica. Delirio a Goodison Park, pareggio fondamentale per l’Everton, Marco Silva salva la panchina, Pochettino chissà.

TABELLINO E MIGLIORE IN CAMPO

EVERTON 4-3-3: Pickford, Sidibe Holgate Mina Digne, Davies (84′ Calvert-Lewin) Delph Gomes (84′ Sigurdsson), Walcott (69′ Tosun) Richarlison Iwobi

TOTTENHAM 4-2-3-1: Gazzaniga, Aurier (88′ Foyth) Alderweireld Sanchez Davies, Sissoko Ndombele (75′ Lo Celso), Eriksen (99′ Sessegnon) Alli Son, Lucas.

Marcatori: 63′ Alli, 97′ Tosun. Espulsioni: 79′ Son

Il migliore Richarlison Difficile trovare un migliore in campo, perchè se escludiamo inerzia, spirito e mentalità meravigliosamente britannica, non è che abbiamo assistito a chissà quale spettacolo. Da premiare forse Richarlison, per foga, mentalità, un attaccante che punta chiunque e non molla mai, non a caso nazionale brasiliana.

LE TRE LEZIONI APPRESE 

A) Bene l’Everton, almeno per quanto concerne spirito, cattiveria e tenacia, il gruppo è con Marco Silva. Ma per quel che mostra l’aspetto tattico e soprattutto le scelte dei giocatori da mandare in campo regna tanta incertezza e la netta impressione è che Silva non sia la soluzione migliore.

B) Abbiamo scritto molto, tantissimo, di Tottenham Hotspur. Oggi formazione azzeccata di Pochettino, ma evidentemente sono altri. Ormai tanti sono rami secchi, tanti altri l’ombra di se stessi. Squadra scarica, dopo 5 anni di sogni sembra aver veramente finito la benzina.

C) Adesso scatterà l’attacco mediatico verso Son, per il fallo di reazione su Andrè Gomes che in un certo senso ha propiziato il gravissimo infortunio del centrocampista portoghese. Ma lo choc e la crisi di pianto mostrano la bontà d’animo e la sincera disperazione del ragazzo, uno coi valori veri, come se ce ne fosse ancora bisogno di sottolineare.