Tottenham, basta chiacchiere: rimasto Eriksen, mercato finito, è tempo di ripartire

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di Simone Dell’Uomo

Domani alle 16 il Tottenham Hotspur tornerà al nuovo Stadium per affrontare il Palace, un avversario che evoca sempre splendidi ricordi, su tutti l’apertura proprio del nuovo Tottenham Hotspur Stadium di aprile scorso. Dopo un inizio di stagione contraddistinto da tanti problemi, giocatori che volevano andar via e altre trattative non andate in porto, alla fine il gruppo è rimasto lo stesso, quello del primo splendido quinquennio di Mauricio Pochettino. Insomma, incertezza. Tra un presidente Levy che per l’offerta giusta avrebbe venduto il 70% della rosa e un Pochettino che nonostante l’affetto per gente che ha dato tanto a questo ciclo avrebbe voluto cambiare una decina di giocatori, si riparte. Perchè si deve ripartire, la Premier non t’aspetta. Solo 5 punti nelle prime 4, gravosa la sconfitta interna col Newcastle, ma non c’è più tempo da perdere: serve un settembre prolifico, fertile, servono punti per tornare verso la vetta e perchè no, minare il predominio di Man City e Liverpool.

BASTA MERCATO, TESTA AL CAMPIONATO Finalmente è finito il mercato. Tanta incertezza, ma adesso l’unica cosa che conta è andare avanti. Pochettino più volte ad agosto aveva parlato di “Unsettled group”, giocatori che non sapevano se restare o andar via. Adesso che è finalmente finito il mercato, la missione è solo una: far decollare la stagione dopo un agosto balbettante, conquistare più punti possibile in settembre, usanza tipicamente Tottenham Hotspur. Mercato finito, Eriksen rimasto, missione remare tutti verso la stessa direzione. “Dobbiamo ricreare dinamiche di squadra, pensare come un team, il collettivo va sempre davanti a qualsiasi singola situazione. Dobbiamo pensare a vincere le partite. Christian sta bene, è tranquillo, è e sarà sempre un calciatore importante. Con me è molto semplice, se non stai bene fisicamente o mentalmente, se hai la mente occupata da tante altre voci che disturbano le tue performances, non giochi! Ma non è questo il caso di Christian: sono 6 anni che lavoriamo insieme, è un bravo ragazzo”.

LO CELSO FUORI DUE MESI! Per il Tottenham, e soprattutto per il suo mercato, subito una grossa delusione. Lo Celso, forse colui che avrebbe dovuto sostituire Eriksen se fosse partito, s’è fatto male. Starà fuori almeno due mesi, tornerà ad allenarsi solamente a fine ottobre. S’allunga quindi il periodo d’ambientamento, fondamentale per un argentino che non parla inglese e che non conosce ancora un calcio così veloce, intenso, dinamico e fisico come quelli britannico. “Molto dispiaciuto, scocciato, rammaricato. Per Giovani erano importanti questi primi mesi, per adattarsi, capire il club e il modo di giocare in Inghilterra. Adesso deve solo pensare a recuperare. Nel momento in cui sarà pronto dovrà provare ad aiutare i compagni. Non possiamo far altro che aspettarlo”.

GIOIELLINO PARROTT Llorente, scaricato dal club, ha scelto il Napoli a parametro zero. Pochettino sa bene che in caso di infortunio di Kane può sempre contare su Son e Lucas, due schegge notoriamente temibili. Ma il vero vice sarà Troy Parrott, l’irlandese che malgrado la sua giovanissima età (classe 2002) continua a far gol e giocate formidabili con l’Under 21. Pochettino sale in cattedra e fa schermo: “Dobbiamo avere pazienza. Calma signori, calma. Troy è molto giovane, vive un processo di crescita. Dobbiamo lasciarlo tranquillo, deve lavorare con serenità. Non possiamo gettarlo nella mischia, non possiamo bruciarlo. S’è allenato con noi per tutta la preseason, adesso va tutelato: niente prime pagine dei giornali, avrà il suo spazio”.

Chi fa ego, ma senza un pizzico di veleno, è Sergie Aurier, uomo mercato, deludente e bleff delle ultime campagne acquisti, sul mercato come Victor Wanyama. Entrambi alla fine sono rimasti: Aurier non è tornato in Francia, Wanyama non ha accettato alcuna proposta. Ma se per il keniota sarà difficile ritrovare spazio in prima squadra, il francese ha l’opportunità di stupire tutti e mettere la testa a posto. Anche perchè a destra, tra gioventù e inesperienza, sono guai seri, tra l’esile Walker-Peters e un Foyth chiamato soltanto adesso ad apprendere un nuovo mestiere. “Volevo andar via – spiega il fluidificante ivoriano – avevo scelto di cambiare squadra, ma alla fine nessun trasferimento s’è concretizzato. Tra me e gli altri colleghi non esiste concorrenza, ora testa alla stagione, al Tottenham, devo e dobbiamo andare avanti”.