Tottenham, servono pure punti in Premier. Pochettino: “Occhio allo Sheffield”

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Photo by Gety Images

di Simone Dell’Uomo

Riscattata la pesante sconfitta col Bayern, un 9-0 complessivo e 6 punti contro una Stella Rossa che s’è dimostrata meno forte di quanto temuto. Slavi demoliti, qualificazione agli ottavi vicinissima, per un Tottenham che versione Champions continua comunque a far sempre la sua strada. In campionato, dopo 5 anni di ciclo straordinari, le cose non vanno cos’, come noto, per i tanti, tantissimi, molteplici problemi elencati e ampiamente discusse nelle nostre righe. Questo mini ciclo di partite non ha infatti prodotto alcun risultato positivo: solo 1 punto conquistato a Liverpool, tra la sconfitta coi Reds e il pareggio con l’Everton. 11simo posto, meandri di metà classifica, Chelsea e Leicester che scappano a +10 e il serio rischio di restare dopo 4 anni fuori dalla terra promessa, la Champions League. Ormai è finito pure il mini blocco di novembre, la classifica non aspetta più. Domani avversario complicatissimo, uno di quelli che sta facendo bene e solido, fisico e roccioso, verrà a White Hart Lane per regalare un altro pomeriggio amaro ai tifosi del Tottenham. Lo Sheffield United, occhio.

SHEFFIELD UNITED E Pochettino ne parla così: “Hanno grande spirito di squadra, sono compatti, sembrano una squadra di rugby, fantastico da vedere. Buona squadra, buona organizzazione, ottimo manager. Sono in un’ottima posizione in classifica, lavorano durissimo, se lo meritano. Lavorano veramente duro, domani sarà difficilissimo. Ricordo ancora quando giocammo contro loro in semifinale di Coppa di Lega nel 2014-15. Faceva freddissimo, una notte incredibile, ci resero tutto più complicato col loro grande spirito, nonostante fossero in League One”. 

FORMAZIONE E’ stata la settimana di Giovani Lo Celso. Chiamato a gran voce da tutto il suo pubblico, l’argentino ha giocato finalmente tutti e 90 minuti, lasciando in panchina Christian Eriksen, contestatissimo sui social da tutta la tifoseria. Non vuole rinnovare, quella è la porta. Bene. Bene anche perchè c’è il suo futuro, l’asso Lo Celso, ex Betis e Psg che non ha perso occasione e finalmente ha lasciato intravedere tutta la sua classe. A Belgrado primo gol e prestazione coi fiocchi, ma adesso deve imporsi in Premier. Pochettino glissa e non spiega se domani giocherà o sceglierà ancora Eriksen:“Non ho ancora deciso la formazione di domani, abbiamo giocato tre gare in sei giorni, la scelta dovrà essere oculata. Abbiamo giocato solo tre giorni fa, non posso rischiare, qualche elemento vanta purtroppo qualche problemino fisico. Domani mattina controllerò tutto e tutti, poi deciderò”.

ERIC DIER Uno dei problemi del Tottenham è la mancanza di un vertice basso difensivo, uno schermo in grado di proteggere la difesa. Winks non ha quelle caratteristiche, s’è così deciso di tornare al 4231 con una mediana tutta fisico e potenza, Ndombele-Sissoko. Ma c’era una volta Eric Dier, proprio quel calciatore lì, un elemento che lo scorso anno ha giocato pochissimo, per un piccolo problema di appendicite che poi, proprio per come il suo fisico ha reagito male all’operazione, l’ha lasciato out quasi tutta la stagione, lontano dai vecchi fasti e dalla forma migliore. “Non ho visto l’intervista. Lo scorso anno c’è mancato, sia lui che il calciatore. Come accaduto con Hugo, Vertonghen, Lamela, infortuni e lungodegenti. Sono tutti importanti, perchè ognuno di noi apporta qualcuno al gruppo, all’aspetto calcistico, a tutti noi. Ma ripeto, purtroppo nel calcio non c’è tempo per piangersi addosso, la stagione va avanti e non aspetta nessuno, questo purtroppo è il calcio di alto livello. E’ crudele, ma è così”.

SESSEGNON Infine, una battuta su Ryan Sessegnon, elemento che fatica a trovar spazio perchè tra Rose e Davies il Tottenham resta coperto in quella posizione. “Siamo molto contenti, sta crescendo, è solo questione tempo. Sta lavorando bene”. Sta crescendo, ha debuttato, pian piano troverà il suo spazio. Anche perchè volendo può giocare su tutto il fronte d’attacco, molto duttile. Ha solo 19 anni, anche se è stato pagato 30 milioni. Parola di Pochettino.