Cinque libri sul calcio inglese da non perdere

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“Chi sa solo di calcio, non sa nulla di calcio”, Mourinho dixit. Storie, personaggi, drammi, rimonte, speranze e lieti fine. Non c’è materia migliore che possa finire dentro le pagine di un libro, ma ahi noi in Italia le due cose latitano: sia la lettura, numeri sempre bassi ormai da tanti anni, che la cultura calcistica. Si pensa che il pallone sia solo Ronaldo, gossip, Var e calciomercato. Nulla di più sbagliato. Passione Premier League, limitatamente all’ambito britannico, vi cita cinque libri, e sono pochissimi, che non possono mancare sugli scaffali di un appassionato. Ci scuseranno coloro che non verranno nominati: la letteratura calcistica è davvero sterminata.

“FEBBRE A 90” – E’ un gol a porta vuota, per restare in tema. Non c’è tifoso o appassionato che non possa aver letto almeno una volta il capolavoro a sfondo Arsenal dell’autore inglese, che racconta praticamente la sua storia personale nel romanzo autobiografico edito nel 1992. Dalle sue pagine è stato tratto l’omonimo film con Colin Firth nei panni dello scatenato professore tifoso dei Gunners, che nel suo cammino incrocia la presenza di una donna che metterà a dura prova la sua passione. Le pagine di Hornby sono fantastiche: l’autore si recò ad Highbury anche quando si fece male a giocare a calcio con gli amici, e pur di stare vicino ai suoi, entrò allo stadio con le stampelle. Fino a quando si  prese pure un “anno sabbatico” iniziando a seguire il Cambridge. Opposti significati che coprono la passione anche nei suoi più remoti angoli. E uno dei più belli incipit di sempre: “Mi innamorai del calcio come delle donne: improvvisamente, inesplicabilmente, acriticamente”. E senza pensare allo sconvolgimento che questa passione porterà con sé e al lettore che si imbatterà nelle pagine di questo must del genere.

“IL MALEDETTO UNITED” – Un uomo tutto d’un pezzo: arrogante, sopra le righe, determinato, senza peli sulla lingua. Si chiama Brian Clough ed è il protagonista del romanzo, anche qui con un film mutuato dalle sue pagine con Michael Sheen nei panni di Clough, scritto da David Peace, che di solito si dà ai gialli ambientati nello Yorkshire e qui invece racconta, intrecciandoli, i percorsi di Clough al Derby County e al Leeds, due punti opposti della sua fulgida carriera che ha avuto come ciliegina sulla torta le due Coppe dei Campioni vinte a Nottingham con il Forest. Un’altra vicenda simbolo di quell’alone di magia britannica che avvolge il pallone. La correttezza come mezzo per arrivare ai risultati, l’egoismo per imporsi anche sui presidenti che lo osteggiano. Troppo sicuro di sé? Forse, ma i risultati parlano per lui. Non ha mai guidato una Ferrari, e ha vinto. Anzi, quando ha avuto macchine di grossa cilindrata come il Leeds, è durato 44 giorni. Brian Clough, l’uomo che trasformava il letame in oro. In un romanzo imperdibile.

“PREMIER LEAGUE” – E’ l’ultimo arrivato, ma si può tranquillamente accompagnare agli altri. Narratore romantico e tradizionalista, Nicola Roggero non poteva che partorire una straordinaria fatica: la storia del massimo campionato inglese dalle origini ad oggi. Non solo Premier League, dunque, ma tutta l’avventura partita nel 1888 quando non solo fu creato il primo campionato inglese, ma anche il primo campionato della storia. E via dunque a un romanzo nel romanzo: Chapman e il suo WM, il grande Wolverhampton degli anni Cinquanta che guardava anche un giovane George Best in televisione, il Liverpool di Shankly, il Tottenham di Nicholson, l’epopea Ferguson e la moderna Premier League con il Chelsea, il City e la favola Leicester. Un vero e proprio Atlante, asciutto e diretto con l’inconfondibile stile ironico di Roggero che si accompagna anche a inediti aneddoti sui nomi degli stadi o i personaggi che hanno fatto la storia di questo sport laddove è stato creato.

“THE BRITISH EXPERIENCE” – Ne abbiamo parlato anche nel nostro podcast, con il diretto interessato. Andrea Pressenda, giornalista romano, ha dato alle stampe da poco questo manuale di sopravvivenza nel Regno Unito che ci ha spiegato in una puntata del nostro “Passione Premier Talk”. Quarantaquattro punti come il prefisso per chiamare l’Inghilterra dall’Italia. Casa, metodi di allenamento, alimentazione, come imbastire le trattative del calciomercato e quali furono i primi pionieri italiani a superare la Manica. Le storie di Vialli, Zola e Di Canio su tutte, la nascita, a fine anni Novanta, di un grande movimento che oggi ha toccato e superato il suo apice. Insomma, come vivere e lavorare con il calcio in Inghilterra. Più “logistico” e meno storico questo volume, ma ugualmente affascinante e interessante, nonché scorrevole. Leggetelo.

“MADE IN ENGLAND” – Luca Manes è un altro autore di punta della materia. Oltre a un interessante libro sulla rivalità tra Millwall e West Ham, ecco un saggio che inquadra perfettamente il calcio dei maestri approfondendo soprattutto l’aspetto televisivo e degli stadi, quest’ultimo argomento legato a doppio filo al tema hooligans. Il nocciolo su cui punta il libro di Manes è il cambiamento del calcio inglese: dalla finale di Coppa d’Inghilterra come grande e praticamente unico evento televisivo attesissimo, alla trasmissione di quasi tutte le partite di Premier League, dai templi meravigliosi come Highbury e Wembley ai più avveniristici ma freddi Etihad ed Emirates. Dagli hooligans al tifo corretto di oggi, dallo storico programma “Match of the day” all’iniziativa dei tifosi dissidenti del Manchester United che fondano lo “United of Manchester”. E in mezzo l’eterna battaglia tra il “era meglio prima” o il “no, è meglio ora”. Con una sentenza che l’autore mette nero su bianco per risolvere il dilemma: “Nonostante molti dolorosi strappi alla tradizione, il fascino del calcio inglese è ancora in buona parte intatto”.