Subito City, subito Etihad: esame già decisivo per il Tottenham Hotspur?

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di Simone Dell’Uomo

Un esame prematuro. Troppo, forse, prematuro. Il Tottenham domani sarà protagonista all’Etihad contro i Campioni d’Inghilterra del Manchester City. Una partita che Pochettino avrebbe sicuramente voluto giocare più avanti. Prima fieno in cascina, e poi i grandi test. Ma non ora, ora c’è soltanto rischio di figuracce. E sarebbero da evitare, visto che sono gare come queste che ti fanno capire se hai o meno la possibilità, le redini, le capacità necessarie per combattere per il titolo fino alla fine e sfidare Man City e Liverpool.

MEMORIES L’Etihad è da sempre un campo di grande tradizione per gli Spurs, chiunque tra Seven Sisters e White Hart Lane ricorda le gesta d’aprile firmate Fernando Llorente e quel 4-3 che sancì meravigliosamente semifinali di Champions dopo 57 anni. Il Man City è uno squadrone, a tratti schiacciasassi. Il Tottenham dovrà mantenere equilibrio, restare sempre sul pezzo fino alla fine, e chissà, sognare di portare a casa un risultato positivo.

LE ASSENZE Ciò che rende particolarmente complicata la gara di domani, oltre naturalmente alla straripante qualità offensiva del Man City di Guardiola, sono quelle assenze con cui dovrà fare i conti Mauricio Pochettino. Fuori Alli per infortunio muscolare, fuori Son che sconterà l’ultima giornata di squalifica (assenza pesantissima, viste le storiche prodezze del fenomeno asiatico all’Etihad), fuori pure i giovani Foyth e Sessegnon.

CRUCCIO MODULO Uno dei motivi per cui è rischioso andare all’Etihad a Ferragosto è che ancora determinati nuovi meccanismi devono essere ingranati. Winks davanti alla difesa è un piccolo mastino, ma compie ancora errori gravi, e forse si sono già capiti i suoi limiti. Nel rombo, cui cui Poch gioca ormai dall’anno scorso, un Winks centrale rischia di spezzare la forza della coppia Ndombele-Sissoko. Col Villa se ne è accorto, è corso ai ripari, storico 4-2-3-1 ed è riuscito a vincere la partita in extremis. Col City molto probabilmente Poch non avrà questa stessa possibilità di redimersi e recuperare. Non puoi sperimentare, ti fanno secchi.

LA FORMAZIONE E dovrebbe essere ancora rombo, nonostante le questioni illustrate. Lloris tra i pali, Walker-Peters a destra con Rose a sinistra, al centro sicuro del posto Alderweireld, ballottaggio Sanchez-Vertonghen. Winks vertice basso coperto da Sissoko e Ndombele, sulla trequarti Eriksen (nonostante voci di mercato) favorito su Lamela visto il gran finale col Villa. Davanti, naturalmente, Lucas e Kane. Chance dalla panchina per il debuttante Lo Celso, ancora fuori Sessegnon.

POCH APPARENTEMENTE TRANQUILLO “Sono molto tranquillo – glissa Poch – ogni partita è molto importante. Se dovessimo vincere, ok, fantastico. Se dovessimo perdere, va bene, non ci fasceremo la testa. Continueremo comunque a lavorare per arrivare a fine stagione nelle posizioni a cui ambiamo. La nostra missione è chiaramente ridurre la distanza, il gap, tra noi e la coppia Liverpool e Manchester City. Dobbiamo lavorare e migliorare, campo e allenamenti, non conosco altra soluzione. Amo Mourinho, è uno dei più intelligenti, ha quel sarcasmo che lo rende uno dei migliori su piazza. Lo rispetto molto, lo sapete. Se pensa che possiamo lottare per la Premier, è un complimento che ci darà una piccola ulteriore spinta decisiva. Per crederci, fino alla fine”.

OTTIMISMO “Ho giocatori abbastanza maturi per puntare a grandi traguardi, per questo sono ottimista per il resto della stagione e per il futuro del nostro football club. So come ci stiamo muovendo, so in quale direzione stiamo andando. I progressi negli ultimi anni sono sotto gli occhi di tutti. Guardate il team spirit mostrato col Villa, il modo in cui abbiamo chiuso i 90 minuti è stato fantastico. Aggressivi, determinati, esperti”. 

ERIKSENPosso scegliere soltanto 11 giocatori, abbiamo un’altra sessione d’allenamento e poi scioglierò le riserve. Christian s’è allenato bene, ma ancora non ho scelto se partirà dal primo minuto o gara in corso. Certamente non sceglierò in base a contratti e questioni societarie, dopo 5 anni che sono qui penso che tutti hanno capito che baso le mie scelte soltanto su questioni di campo. Se ritengo un calciatore pronto, gioca, senza ombra di dubbio”. 

PEP “Non è una partita tra me e Guardiola. Coincidenze c’hanno portato sempre contro, come ai tempi di Barcellona-Espanyol, ma non è una gara tra me e lui. Il football è sempre uno sport collettivo, non esistono scontri personali. Pep è uno dei migliori allenatori del mondo, nient’altro da dire”. 

NDOMBELEDeve migliorare, imparare, adattarsi ad una nuova cultura. Per questo, nonostante il gol al debutto, non mi aspetto un calciatore che arriva e cambia una squadra. Ha bisogno di tempo, è ancora giovane”. 

SICUREZZA SISSOKO Determinante, straordinario, straripante. E’ lui la sicurezza del Tottenham. “C’è stato un momento negli ultimi anni in cui la squadra ha iniziato a perdere energia, ritmo e potenza a centrocampo. Lui ha aspettato le sue occasioni, dopo due anni difficili. Ha capito perfettamente cosa gli chiedevamo noi come staff ed è stato chiave per ritrovare la quadra del cerchio a centrocampo. S’è ambientato bene, è un ragazzone, è uno che fa bene al gruppo”. 

SPINA VERTONGHEN Uno dei primi crucci dell’annata del Tottenham è sorprendemente uno dei capitani, Jan Vertonghen, lasciato in tribuna al debutto col Villa. Scelta tecnica, ufficialmente. I più maligni diranno discussione con Poch. Senz’altro l’avrà visto distratto in allenamento. “Inutile che passiate il tempo a chiedervi perchè non avesse giocato col Villa, se fosse infortunato o meno. Ve lo dico io, non aveva alcun problema. Non l’ho ritenuto pronto per giocare. Sono un allenatore, devo fare le mie scelte. Non guardo il nome, mi conoscete. Ho ritenuto ci fossero giocatori più adatti, più pronti, che in settimana s’erano allenati meglio di lui. Chiaramente nelle prossime gare avrà la possibilità di giocare, se meriterà”.

CHANCE WALKER-PETERS La chance, quella vera. Nel suo ruolo Poch lancerà Foyth, al momento infortunato. Aurier non regala garanzie ed al momento sembra ai margini. Per Walker-Peters non si scherza più: un conto il Villa, un conto l’Etihad. “Crediamo molto in questo ragazzo, sta con noi da molto tempo, è cresciuto con questo staff. Chiaramente la partenza di Trippier ha aperto più possibilità. Col Villa ha raccolto l’occasione e giocato bene. Ma domani sarà tutto un altro test. Deve solo restare concentrato e consapevole dei propri mezzi: adesso deve diventare giocatore vero”.