28 aprile 1990: il Liverpool vince ad Anfield il suo ultimo titolo

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Ho vissuto Anfield nelle viscere, ne ho calpestato i gradini, ne ho vissuto l’atmosfera. Insieme ai ragazzi del Liverpool Italian Branch, uno stuolo di appassionati per quei colori, da tutta Italia, di qualsiasi variopinto universo. E anche di qualsiasi età: già, però molti di loro (di noi…) l’ultimo titolo del Liverpool proprio non se lo ricordano.

Last team to take Liverpool to the title – where are they now ...

Fa un po’ sorridere questa storia. Nel momento in cui i Reds parevano vicini a un digiuno di tre decadi, e dietro l’angolo, a 2 punti, spuntava il trofeo tanto ambito, ci si è messo di mezzo un allarme sanitario di quelli che sogni di notte: “C’era un virus che ci faceva stare tutti in casa, non potevamo fare nulla. I campionati venivano annullati e il Liverpool a un passo dal titolo doveva rinunciare”. Più o meno un racconto di questo tipo, al risveglio. E invece purtroppo è la realtà. Per chi come me ha a cuore le sorti del club, un brusco risveglio. Il Liverpool non ha mai vinto la Premier League: una frase che ancora oggi rimane valida, perché il 28 aprile del 1990, trent’anni fa esatti, battendo 2-1 il QPR, la squadra di Dalglish conquistava quella che ancora si chiamava First Division. Il trofeo che vedete in queste foto però è rimasto: è l’anfora donata a chi vince la Championship e viene promosso in Premier.

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Il vecchio sistema del calcio inglese, insieme ad hooligans, stadi romantici ma poco sicuri, ruspanti protagonisti entrati nel mito e coccarde coi colori del club, stava per venir rovesciato. Sostituito da immensi store coi prodotti ufficiali del club, stadi lustrati, musei all’avanguardia, rigidi protocolli e perdita d’atmosfera in diversi impianti. In realtà, è stata una giusta evoluzione: un contratto con le televisioni sempre più elevato, la migrazione di molti italiani che faranno scuola e successo (Vialli, Zola, Ancelotti, Ranieri, Conte) in un campionato che prima dei Novanta continuava ad essere ammantato della leggenda dei padri fondatori di fine ‘800, ma che se voleva sopravvivere doveva riciclarsi. Il Liverpool 1989-90 veniva da una stagione terribile: aveva perso il titolo all’ultima giornata contro l’Arsenal nella storica partita di Anfield nobilitata al cinema da “Febbre a 90”, ma soprattutto aveva perso 96 dei suoi tifosi a Sheffield, stadio di Hillsborough, prima della semifinale di FA Cup con il Nottingham Forest. Il trofeo lo aveva alzato, però: 3-2 all’Everton a Wembley, in una giornata di lacrime e memoria collettiva di un’intera città.

Dalglish era allenatore-giocatore dal 1985, e rispetto alla stagione passata il Liverpool non era cambiato molto. Era partito Aldridge, uno degli attaccanti più amati ad Anfield, dopo soli tre anni. Con Barnes e Rush rientrato dalla Juventus, fu venduto in Spagna, alla Real Sociedad. Il Liverpool dovette duellare con un avversario inedito, l’Aston Villa, che alla fine staccò di 9 punti. Ultimo arrivò il Millwall, che da quel momento non è mai più tornato in prima divisione. Quel 28 aprile ad Anfield è il QPR ad andare avanti: da un calcio d’angolo dopo 14 minuti, è Wegerle a girare in porta, quel tanto che basta per superare la linea rendendo vano il salvataggio in ritardo di un difensore, e poco dopo Clarke colpisce addirittura una clamorosa traversa. Prima della fine del tempo il gol della liberazione per il Liverpool: Rush compie una manovra complicata, stoppando di petto un pallone di Nicol dalla sinistra e girandolo in porta praticamente dalla linea di fondo, sotto la Kop. E’ lo stesso Nicol che, superata l’ora di gioco, viene atterrato per la verità più fuori area che dentro, e l’arbitro concede il penalty che Barnes trasforma per il gol vittoria.

PLHistory #premierleaguestories on Feb 1 1993 – Liverpool's #John ...

Al fischio finale scende su Anfield la solita messa laica scandita da “You’ll never walk alone”, Dalglish in panchina abbraccia tutti, soprattutto Ronnie Moran, uno che per 50 anni ha militato nel Liverpool in tutte le vesti (giocatore, allenatore, collaboratore, fisioterapista…) e i giocatori in campo sfilano davanti alla folla. Dopo la sconfitta con il Tottenham del 21 marzo, il Liverpool ha inanellato 9 risultati utili consecutivi che lo hanno portato al diciottesimo titolo della sua storia, il sesto in nove stagioni di quei meravigliosi anni Ottanta quando la città, anche con l’Everton, era grande protagonista del pallone. I reds segnarono tantissimo quell’anno: 9-0 al Palace, 6-1 nella passerella finale in casa del Coventry il 5 maggio, 8-0 allo Swansea in Coppa. Un Liverpool da record, miglior attacco e miglior difesa, e Barnes miglior realizzatore del club con 22 reti, due in meno del capocannoniere Lineker. Nessuno, quel giorno ad Anfield di trent’anni fa, avrebbe mai pensato che sarebbe stata l’ultima volta prima di un lunghissimo digiuno.