Didier Drogba ricorda la Champions League e il rapporto speciale con Juan Mata

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Photo by Getty Images
Didier Drogba ha rilasciato una lunga intervista in cui ricorda quella notte magica in cui con il suo Chelsea vince la Champions League. Drogba ha voluto rendere omaggio soprattutto a un giocatore fondamentale in quella serata straordinaria: “Scommetto che oggi avete visto tutti i video della finale di Champions League del 2012, quindi volevo raccontarvi cosa successe nei mesi precedenti. Villas-Boas era stato licenziato e noi giocatori ci riunimmo nello spogliatoio, riconoscendo di essere in parte responsabili del suo esonero. Presero la parola il capitano, John Terry, Frank Lampard, Petr Cech e gli altri senatori. Avevamo deciso di dare tutto per quella competizione, nonostante la sconfitta per 3-1 contro il Napoli nella gara d’andata. Inseguivamo la Champions da otto anni ed eravamo riusciti solo a raggiungere il secondo posto. Tutti abbiamo concordato di mettere da parte il nostro ego e di aiutarci a vicenda per lo stesso obiettivo. Dopo quell’incontro ho chiesto al giovane Juan Mata, che aveva 23 anni all’epoca: ‘Per favore, Maestro, aiutami a vincere la Champions League’. Lui mi ha guardato e mi ha detto: ‘Amico, tu sei pazzo. Sei Didier Drogba, sei tu che devi aiutare me a vincerla!’. Io gli risposi che ci provavo da otto anni e che ero convinto fosse lui l’uomo giusto per aiutarci a conquistare il trofeo, e che gli avrei anche fatto un regalo se ci fossimo riusciti. Questo accadde alla fine di febbraio. Tre mesi dopo, eravamo a Monaco, in finale, nel loro stadio, sommersi da un’onda rossa. Il Bayern riuscì a segnare a otto minuti dalla fine; mi avviai verso il centrocampo per battere il calcio d’inizio per gli ultimi otto minuti. Ero molto scoraggiato, ma Mata disse: ‘Credici Didì, tu devi crederci‘. Io ero quasi in lacrime, e dopo aver guardato il tabellone con il minuto e il punteggio gli risposi: ‘Credere in cosa? E’ quasi finita, piangerò come ho già fatto pochi mesi fa quando ho perso la finale con la Costa d’Avorio‘. Ultimo minuto, ultimo calcio d’angolo, o meglio il nostro primo calcio d’angolo contro i diciotto battuti da loro. Indovinate chi lo ha battuto? Juan Mata. Il resto è storia. La lezione è: crederci sempre! Buon ottavo compleanno a noi!“
di Antonio Marchese