L’attesa sta finendo, e tra pochi giorni ci ritroveremo immersi nuovamente nello spettacolo del calcio inglese e della Premier League. Quella che ci aspetta è senza dubbio una stagione differente per molti aspetti, a cominciare dalla data d’esordio che, di solito, si aggira intorno alla prima metà di agosto.
Causa l’emergenza sanitaria per cui la stagione 2019-20 del massimo torneo britannico si è conclusa lo scorso 26 luglio, l’inizio dell’annata 20-21 è previsto nel weekend della seconda settimana di settembre. Dato il poco tempo a disposizione per le venti squadre di Premier di valutare possibili cambi in panchina, oggi giovedì 3 settembre possiamo dire con certezza quali saranno gli allenatori della Premier League 2020-2021.
Mikel Arteta (ARSENAL)
Subentrato a dicembre dopo il breve interregno di Fredrik Ljungberg, l’ex vice di Guardiola al City ha avuto parecchie difficoltà nell’ambientarsi nel suo nuovo ruolo di manager; ma quando hai studiato da uno dei migliori tecnici di tutti i tempi è solo questione di tempo. 17 vittorie, 6 pareggi e altrettante sconfitte lo score dello spagnolo sulla panchina dei Gunners.
Una media di 1,97 punti per partita ha permesso all’Arsenal di concludere all’ottavo posto la stagione togliendosi anche la soddisfazione di vincere l’FA Cup; il 2-1 al Chelsea ha garantito l’accesso diretto in Europa League. Con il campionato alle porte e già un Community Shield in bacheca, l’auspicio è sicuramente quello di centrare il quarto posto e quindi, la qualificazione alla UEFA Champions League.
Dean Smith (ASTON VILLA)
Una delle sorprese della scorsa stagione è stata la salvezza all’ultima giornata dell’Aston Villa, che guidata con coraggio e intraprendenza da Smith ha saputo restare in piedi fino all’ultimo per poi rientrare in gioco nel momento decisivo del campionato.
Il merito di questo miracolo sportivo va condiviso tra giocatori e allenatore ma con la società, che anche nei periodi più bui che non vedevano il Villa vittorioso da circa 6 mesi ha dato fiducia al mister ed è stata ripagata con il raggiungimento del 17esimo posto, sinonimo di permanenza in Premier League. Chiaramente si dovrà intervenire sul mercato se si vuole raggiungere l’obbiettivo, una salvezza tranquilla.
Graham Potter (BRIGHTON)
Se l’è vista brutta ma puo’ dormire sogni tranquilli, per ora, anche l’allenatore dei Seagulls. L’obbiettivo di eguagliare i risultati di Chris Hughton è stato raggiunto e in parte addirittura migliorato totalizzando 41 punti, 5 in più dell’anno scorso, e ottenendo anche un miglior piazzamento in classifica rispetto all’annata 18-19.
Non altrettanto tranquilli lo sono stati i tifosi durante tutto il campionato, che ci ha mostrato sì un Brighton intento a cambiare il proprio stile di gioco rendendolo più estetico, ma ci ha anche rivelato la fragilità difensiva e la debolezza mentale di una squadra che, se non fosse stato per i demeriti delle dirette concorrenti, ora sarebbe in ben altro contesto. Occorrerà cambiare qualcosa, e con gli acquisti di Lallana e Veltman si punta dritto verso la permanenza in Premier, anno dopo anno.
Sean Dyche (BURNLEY)
Nulla da aggiungere nemmeno sul Ginger Mou, che da 8 anni siede sulla panchina del Burnley e continua a migliorarsi stagione dopo stagione. Dopo la risicata salvezza di due anni fa, ha convinto il club ad investire ed è stato ripagato con la stella del WBA, Jay Rodriguez, e con il giovane Josh Brownhill, promessa del Bristol.
Dunque, grazie agli interventi sul mercato e al suo collaudato 4-4-2 è riuscito a portare i suoi fino al 10° posto in classifica, a soli cinque punti dalla zona europa. Nella stagione che viene i Clarets & Blue hanno come sempre l’obbiettivo di mantenere la categoria e con qualche rinforzo in più si potrebbe addirittura ambire a traguardi ben più ghiotti. Staremo a vedere.
Frank Lampard (CHELSEA)
Promosso a pieni voti anche l’ex bandiera dei Blues; Chiamato per far partire un nuovo progetto basato sui giovani talenti ha sicuramente centrato l’obbiettivo stagionale imposto dalla società, la qualificazione europea. Infatti, nonostante Lampard fosse alla prima vera esperienza da allenatore in Premier League ha saputo fondere alla perfezione la vecchia guardia con calciatori come Mason Mount e Tammy Abraham, anch’essi alla prima annata da titolari.
Classifica finale che segna 66 punti totali, numeri di tutto rispetto ma senza dubbio migliorabili.Per alzare ancora di più l’asticella il presidente Abramovic si sta adoperando per consegnare all’ex manager del Derby County una squadra di tutto rispetto. Gli acquisti di Timo Werner, Hakim Zyech, Kai Havertz, Thiago Silva e Ben Chilwell danno un segnale forte al campionato, ora anche i londinesi iniziano a strizzare l’occhio al trofeo.
Roy Hodgson (CRYSTAL PALACE)
Quando hai in panchina uno come Hodgson è chiaro che non vuoi avere brutte sorprese durante l’arco della stagione. E ancora una volta, dalle parti di Selhurst Park si è deciso di proseguire con l’ex Ct della nazionale come allenatore. Il merito va soprattutto a quella sensazione di certezza che ogni esperto di calcio avrebbe parlando con il mister, che ha saputo ridare certezze ad un gruppo sconquassato dopo l’avvento di Frank De Boer.
Lo scorso anno, per un breve periodo, le Eagles sono state addirittura in lotta per un posto nella prossima Europa League prima di cedere a degli avversari sicuramente più attrezzati; classifica finale che segna il Palace al 15esimo posto e come detto una salvezza tranquilla, ipotizzabile anche come l’intenzione per il prossimo anno.
Carlo Ancelotti (EVERTON)
Avanza senza intoppi l’avventura di Ancelotti alla guida dei Toffees, che si sono affidati a lui per dare una svolta definitiva al proprio futuro. La scelta dell’ex tecnico del Napoli come manager rappresenta proprio la voglia di iniziare un nuovo progetto con l’obbiettivo di vincere qualche trofeo in più rispetto agli ultimi anni costellati da risultati deludenti.
E certamente un’inversione di tendenza si è vista, ma un organico non all’altezza e difficoltà legate a infortuni ed errori ingenui commessi dai giocatori hanno regalato all’Everton un misero dodicesimo posto. Ad una rosa non all’altezza, ci ha pensato il mercato a metterci una pezza portando Allan, James Rodriguez e Doucuré a Goodison Park. Qualità al servizio della squadra e un obbiettivo ben preciso: tornare in Europa.
Scott Parker (FULHAM)
Uno dei manager più giovani del prossimo torneo ha senza dubbio uno dei compiti più difficili della sua giovane carriera, salvare la squadra. Dopo la promozione in finale play-off che ha visto i Cottagers ritornare in massima serie dopo appena un anno, l’intenzione di tutto il mondo Fulham è quella di non ripetere assolutamente l’ultima disastrosa stagione di Premier.
In questo senso giocherà un ruolo molti importante il mercato, che dovrà portare dalle parti di Craven Cottage dei giocatori con esperienza e che sappiano quali difficoltà comporta raggiungere la salvezza. La certezza, è che Parker e i suoi dovranno darsi un bel da fare.
Marcelo Bielsa (LEEDS)
Anche dalle parti di Elland Road, dopo l’euforia del ritorno in Premier dopo quasi vent’anni, si sono resi conto che si dovranno fare delle operazioni di mercato finalizzate a fornire al Loco Bielsa un organico di tutto rispetto. I colpi Koch dal Friburgo e Rodrigo dal Valencia ne soni una dimostrazione.
Lo stesso allenatore argentino ha ammesso che serviranno ben più dei soldi messi a disposizione dal presidente Radrizzani per rimanere a galla in un oceano come la BPL. Occorreranno impegno, sacrificio, dedizione e cuore, in pratica il mantra di Bielsa, che è consapevole di giocarsi molto perché in ballo ci sono le ambizioni di tutta una città.
Brendan Rodgers (LEICESTER)
Dopo l’obbiettivo Champions sfumato al termine di un campionato faticoso, che al suo termine ha visto le Foxes concludere al quinto posto, tutto l’ambiente spera di ripetere e migliorare il proprio rendimento e per farlo bisognerà spendere.
La cessione di Ben Chilwell al Chelsea non è di certo confortante, ma se l’intera somma ricavata venisse investita sul mercato per tappare i buchi presenti in rosa, con l’intelligenza tattica di un manager dall’esperienza internazionale come Rodgers si potrebbero davvero fare cose interessanti; chi lo sa, magari vedremo di nuovo il Leicester calcare importanti palcoscenici europei.
Jurgen Klopp (LIVERPOOL)
Quando si tratta dei Reds ogni parola è ormai superflua. Una squadra formidabile, stratosferica a tal punto da vincere la Premier League, per la prima volta dopo 30 anni, con 18 punti di distacco da un’altra squadra che fa parte dell’elite del calcio mondiale, il Manchester City. E il merito, oltre ai giocatori, va anche a quel Jurgen Klopp che ha plasmato una delle squadre più forti degli ultimi dieci anni.
La nuova stagione non è iniziata nel migliore dei modi vista la sconfitta contro l’Arsenal nel Community Shield, ma questo di certo non scalfisce minimamente la fiducia e le ambizioni del nativo di Stoccarda, intenzionato a ripetere e se possibile migliorare la precedente annata; nel mirino il treble.
Pep Guardiola (MANCHESTER CITY)
Dopo voci insistenti che lo vedevano lontano da Manchester la prossima stagione, la società e lo stesso Guardiola hanno voluto sottolineare la loro totale fiducia nel progetto tecnico scacciando così tutti i fantasmi. Dopo un anno che ha visto il suo City arrancare tra mille difficoltà alle spalle di un Liverpool da record è tempo di ritornare ad essere la squadra numero uno di tutta l’Inghilterra.
Con l’addio di David Silva i Citizens perdono senza dubbio un po’ di qualità e si è deciso di intervenire sul mercato con l’acquisto del connazionale Ferran Torres dal Valencia. In difesa, aspettando Koulibaly, sono stati investiti circa 40 milioni di sterline per prelevare Aké dal Bornemouth. Due acquisti di prospettiva, solo il tempo ci dirà se sono pronti per essere subito protagonisti in un team che ha l’obbiettivo di vincere subito. E, ovviamente, occhi puntati sulla situazione Messi…
Ole Gunnar Solskjaer (MANCHESTER UNITED)
Si va avanti con Solskjaer, questione chiusa. Nonostante nella prima parte della scorsa stagione lo United si sia mostrato ampiamente in difficoltà rispetto alle dirette concorrenti, un’inversione di rotta e l’acquisto di Bruno Fernandes, voluto fortemente dal tecnico norvegese, hanno spinto i Red Devils addirittura fino al terzo posto finale. Un traguardo che dalle parti di Old Trafford è stato accolto positivamente da tutto l’ambiente, dirigenza compresa.
Proprio quest’ultima ha messo a segno il colpo Van De Beek dall’Ajax per 40 milioni di sterline alzando ulteriormente il livello tecnico del centrocampo. In questa sessione di mercato, l’obbiettivo del Man United e del suo tecnico è quello di rinforzarsi per confermare quanto di buono fatto recentemente e chissà, magari infastidire gli acerrimi rivali del Liverpool.
Steve Bruce (NEWCASTLE)
Chiamato per raggiungere una salvezza tranquilla dopo la fine del ciclo Benitez, contro tutte le funeste aspettative dei tifosi Bruce ha fatto vivere al Newcastle un campionato tranquillo raggiungendo con agio il 13esimo posto in classifica; 10 punti di distacco dalla zona retrocessione.
Seppur reduce da un campionato da metà classifica, l’obbiettivo principale dei Mgpies per il prossimo anno è ancora una volta la salvezza. Tutto in vista della nuova proprietà, che se deciderà di investire sin da subito per migliorare la squadra, potrebbe riportare il Newcastle a grandi traguardi dopo parecchio tempo dall’ultima volta.
Chris Wilder (SHEFFIELD UNITED)
Artefice di un’impresa, mago della tattica, motivatore eccezionale. Tutti aggettivi perfetti per il manager che ha portato una neopromossa la nono posto sfiorando anche una qualificazione europea che avrebbe del clamoroso. Nonostante tutto l’ambiente sia in estasi il buon vecchio Wilder rimane con i piedi per terra.
L’ex manager del Northampton Town sa con certezza che questa volta dovrà lottare con ancora più grinta per rimanere ad alti livelli. Infatti, l’obbiettivo in casa Sheffield è la salvezza, un traguardo da cui in futuro potrebbe nascere un progetto interessante. A Bramall Lane, aspettano tutti quanti con ansia l’avvio della nuova stagione.
Ralph Hasenhuttl (SOUTHAMPTON)
Ormai perfettamente ambientato allo stile di vita inglese, il tedesco Hasenhuttl sta plasmando sempre di più i suoi Saints in una squadra in grado di mettere in difficoltà chiunque gli si pari davanti. Lo dimostra l’undicesimo posto finale e i numerosi punti ottenuti contro Manchester United, City e Leicester.
L’obbiettivo dell’ex manager del Lipsia per il nuovo anno di Premier è quello di alzare il livello, e attraverso un mix di giovani ed esperti raggiungere la zona Europa League, per poter finalmente dare una svolta a tutto il mondo Southampton.
José Mourinho (TOTTENHAM)
Prosegue il rapporto tra gli Spurs e il portoghese, questa volta intenzionato a lavorare con maggior impegno per infondere le proprie idee calcistiche a tutta la squadra. Per farlo ripartirà da un ottimo finale di stagione che ha consentito ai suoi di qualificarsi per l’Europa League, rimediando ad una prima parte di campionato pressoché disastroso.
L’intenzione del club è sicuramente quella di qualificarsi alla prossima Champions, per far ripartire un nuovo ciclo dopo la fine dell’era Pochettino. Sicuramente l’intenzione di Mourinho è quella di rendere il Tottenham un club vincente, in grado di lottare per ben più alte posizioni e sul mercato si proveranno a fare operazioni per aggiungere qualità ed esperienza a tutta la rosa.
Slaven Bilic (WEST BROMWICH ALBION)
Dopo gli scarsi risultati ottenuti con i cugini del West Ham, l’attuale manager del WBA è deciso ad affermarsi definitivamente in Inghilterra come uno stimato personaggio sportivo. Di ritorno dall’esperienza araba Bilic si è buttato a capofitto in questa sua nuova avventura britannica, riportando i Baggies in Premier dopo due anni di Championship.
Il traguardo da raggiungere è, neanche a dirlo, la salvezza, una manna dal cielo per le finanze del club che si sono consumate dopo due stagioni consecutive in serie cadetta. Le previsioni non sono favorevoli al West Brom, che da parte sua vorrà sicuramente fare di tutto per non scendere dopo un solo anno passato tra i grandi.
David Moyes (WEST HAM)
Era in bilico fino a qualche settimana fa, ma sarà Moyes a guidare gli Hammers anche nella prossima stagione; scelta forse dettata dalla prudenza visto il poco tempo a disposizione, e la figura di Moyes è vista di buon grado dalle quelle parti. Dopo un anno travagliato che ha visto il West Ham raggiungere una salvezza per il rotto della cuffia la società ora pretende di più.
L’obbiettivo non dichiarato è quello di tornare in Europa e visti i milioni spesi dal club nelle ultime finestre di mercato la partecipazione ad una competizione europea è un elemento necessario. Al London Stadium si sono stancati, è tempo di invertire la rotta.
Nuno Espirito Santo (WOLVERHAMPTON)
Due settimi posti consecutivi non sono per nulla male per una squadra che fino a tre stagioni fa si barcamenava in quell’inferno che è la Championship. Il prossimo anno, a differenza di quello appena concluso, dalle parti di Wolverhampton non sentiranno la musichetta europea; il trionfo dell’Arsenal in FA Cup ha di fatto reso nullo il piazzamento ottenuto dai Wolves.
Nonostante questo, Espirito Santo sa che la propria squadra puo’ ripetere e anche migliorare la sua stagione, ed è proprio questo l’obbiettivo. Con qualche rinforzo in più nel reparto difensivo, anche vista la partenza di Doherty, i lupi possono ambire a diventare membri fissi del club Europeo. Solo il tempo saprà dirci la verità.
di Tommaso Vecchiarelli
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