Il calcio è bello perché imprevedibile, perché vario. E non si parla solo dell’innumerevole quantità di giocatori, squadre, allenatori nei vari campionati, bensì riguarda la loro combinazione. E’ molto facile, ai giorni d’oggi, trovare nazionalità differenti all’interno di ogni singola squadra, in ogni campionato. Come detto il football è vario, e proprio per questo è ancor più meraviglioso ed è stimolante seguirne e studiarne gli scorci storici che hanno portato a tale varietà. E oggi andremo a vedere i 5 giocatori italiani che hanno fatto flop in Premier League.
Rolando Bianchi
Etichettato come uno dei peggiori 50 attaccanti che abbiano mai giocato in Premier League, Bianchi è stato senza dubbio uno dei giocatori del bel paese ad aver deluso di più nella sua esperienza, seppur breve, nel territorio di sua maestà. Acquistato dal Manchester City nel luglio del 2007 e pagato 13 milioni di euro alla Reggina la sua avventura con i Citizens dura solamente sei mesi.
Infatti, dopo un inizio incoraggiante condito da un goal all’esordio contro il West Ham, l’ex centravanti dell’Atalanta ha dimostrato di non essere compatibile con il calcio d’oltremanica; nel gennaio 2008 passa alla Lazio in prestito con diritto di riscatto dopo appena 6 goal in 27 partite tra campionato e coppe.
Matteo Darmian
Luglio 2015. Il Manchester United, in piena rivoluzione, decide di puntare su Darmian e paga al Torino una cifra complessiva di 20 milioni di euro; forse un azzardo. Il ragazzo scuola Milan però sorprende tutti e conquista il cuore dei tifosi fin dal suo match d’esordio, l’8 agosto nella partita vinta 1-0 contro il Tottenham. Apprezzato e stimato dal manager Louis Van Gaal nella sua prima stagione con la maglia dei Red Devils parte quasi sempre titolare e nell’aprile del 2016 segna anche il suo primo e unico goal con i mancuniani.
Diverso invece il rapporto con Mourinho, che gli preferisce Antonio Valencia e lo relega ai margini del suo progetto tecnico. La situazione non migliora nemmeno con l’arrivo di Solskjaer nell’inverno del 2018 e il ragazzo con la 36 sulle spalle totalizza appena 7 presenze nella sua quarta e ultima annata in Inghilterra. L’estate seguente viene ceduto al Parma a titolo definitivo, trovando quella continuità che gli era tanto mancata.
Alberto Aquilani
Dopo ottime stagioni con la Roma nell’agosto del 2009 Alberto Aquilani decide di andare ad affermarsi in Gran Bretagna e sceglie Liverpool e i Reds come sua destinazione. Un affare da 20 milioni, che porta ad Anfield uno dei migliori talenti italiani di quel periodo. L’inizio però non è dei migliori e a causa di un infortunio alla caviglia esordisce solamente in ottobre, a stagione inoltrata. Pur giocando poco e non in maniera egregia riesce comunque a entrare nelle simpatie dei tifosi, ma non dell’allora allenatore Rafael Benitez che lo considera inadatto per il suo 4-2-3-1. Dopo un anno e 26 presenze totali viene ceduto alla Juventus facendo ritorno in Serie A.
Walter Mazzarri
Famoso per la sua carriera da manager in Italia, specialmente per quella alla guida del Napoli durata ben quattro anni, nell’agosto del 2016 Mazzarri decide di firmare per il Watford del patron Gino Pozzo e diventa così il nuovo allenatore degli Hornets. La stagione però si rivela piena di insidie, e la formazione allenata dal nativo di Sa Vincenzo si rivela fragile in fase difensiva e sterile in quella offensiva ma riesce comunque a raggiungere la salvezza. Nel maggio del 2017, in seguito a disguidi con la società, rescinde il suo contratto con il club e termina dopo appena un anno la sua anonima esperienza in Premier League e senza lasciare alcun ricordo degno di nota alla tfoseria giallonera.
Moise Kean
Se in Italia eravamo convinti di aver visto un potenziale fuoriclasse a Goodison Park avrebbero certamente da ridire. Stiamo parlando di Moise Kean, ex stella della Juventus, che nell’estate di un anno fa ha lasciato per accasarsi all’Everton e provare a far decollare la sua carriera nella massima divisione inglese. Operazione da 27.5 milioni di euro, altro capolavoro orchestrato dall’agente Mino Raiola. Perché se in prospettiva veniva considerato come uno dei migliori acquisti nella storia recente dei Toffees, la realtà ci ha riportato decisamente coi piedi per terra.
Dopo i primi sei mesi difficilissimi in cui il classe 2000 ha giocato col contagocce anche a causa di numerosi richiami per il suo comportamento fuori dal campo, la situazione sembra migliorare con l’arrivo di Ancelotti. Il primo goal arriva nel gennaio 2020 nella gara del St James’ Park con il Newcastle, terminata 2-2. Nonostante qualche prestazione convincente viene nuovamente mandato in panchina a favore di Calvert-Lewin e termina la stagione con appena due reti segnate in 31 match. Lo scorso settembre Kean viene ceduto a titolo temporaneo al PSG a certificazione di essere arrivato in Inghilterra troppo presto nella sua giovane carriera.
di Tommaso Vecchiarelli
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