Pellé ai tempi della nazionale Under20
San Cesareo di Lecce, è qui che nasce 29 anni fa Graziano Pellé. Dopo aver mosso i primi passi nel Copertino, all’età di soli 17 anni viene acquistato dal Lecce, squadra del suo cuore. Inizia a togliersi le prime soddisfazioni, vincendo una Coppa Italia e due Scudetti primavera con la formazione salentina. Poi inizia una serie di prestiti per maturare e farsi le ossa: Catania, ma è a Crotone(6 reti in 17 presenze) e poi a Cesena(dove con 10 reti diventa protagonista) dove riesce ad imporsi nella serie cadetta italiana. Si mette in mostra a tal punto che si guadagna la convocazione in Under 21 per giocarsi gli Europei del 2007 nei Paesi Bassi. Questa esperienza in azzurro lo segna notevolmente: nella partita contro il Portogallo insacca il rigore decisivo con un “cucchiaio“che ne evidenzia la personalità e la sfrontatezza. Sembra essere nata una stella.
Luois van Gaal fa di tutto per poterselo accaparrare e così nell’estate del 2007 Pellé si trasferisce in Olanda all’Az Alkmaar per 6,5mln di euro. Tuttavia nonostante la grande euforia, il primo periodo in terra Orange non è il massimo: sia lo spazio che gli viene concesso che i gol non sono troppi e con l’arrivo di Verbeek sulla panchina dell’Az nel 2010 viene addirittura escluso dalla lista dell’Europa League. Pellé però non molla e riesce a ritagliarsi il suo spazio tanto da realizzare 4 gol in altrettante partite nel mese di Ottobre. Un virus intestinale però si mette di traverso e lo costringe al ricovero forzato in ospedale: in 12 giorni di degenza perde 5 kg e l’avventura con la squadra di Alkmaar sembra ormai giunta alla fine.
Il ritorno in Italia avviene con il Parma che prova a puntare sul centravanti italiano. A Gennaio però, viene mandato in prestito alla Sampdoria in B dove anche grazie ai suoi gol, la squadra blu-cerchiata raggiunge la promozione.
Pellé in uno dei tanti gol in maglia Feyenoord
Ma l’Italia non è il suo calcio, non trova i giusti stimoli e così il leccese prende nuovamente l’aereo e ritorna nel paese che lo ha lanciato, l’Olanda, stavolta con destinazione Rotterdam sponda Feyenoord. Ed è qui che il bomber italiano trova la definitiva consacrazione: 55 reti in 66 presenze non valgono però la convocazione in Nazionale da parte del CT Prandelli che snobba clamorosamente l’Eredivise e non prende mai in considerazione il ragazzo di Porto Cesareo.
Arriviamo così ai giorni nostri: Ronald Koeman, che lo ha avuto con sé al Feyenoord, lo porta al Southampton e nelle prime 7 giornate segna subito 4 gol, tra cui uno in rovesciata contro il QPR.
Il nuovo CT Antonio Conte non può più fare finta che non esista e il 4 Ottobre 2014 arriva la tanto attesa chiamata in nazionale.
“È un’emozione particolare essere tornato in Nazionale” – queste le parole di Pellé che come un bambino che scarta i regali sotto l’albero a Natale sorride e lascia trasparire tutta la sua felicità nel vestire l’azzurro – “Sono un ragazzo molto positivo. Se è passato tanto tempo dalla mia ultima convocazione in Nazionale, è stata soltanto colpa mia. Sono arrivato adesso alla maturità totale, fisica e mentale. Meglio tardi che mai“. Mostra tanta umiltà con le dichiarazioni e tanta voglia di migliorarsi per far sì che questa chiamata non sia solo una eccezione ma che diventi un’abitudine.
Pellé da ragazzo prodigio ai tempi dell’Under 21 è passato ad essere mai considerato nonostante le ottime prestazioni in Olanda. Ma con tanta forza d’animo e tanta umiltà, ha sempre creduto in sé stesso e nei suoi sogni ed oggi è più vicino a realizzarne qualcun’altro. Pellè e l’azzurro ancora insieme, ancora per molto.
Pellé in conferenza stampa con la nazionale maggiore
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