TOP and FLOP
La Premier è giunta al giro di boa e noi di Passione Premier League tracciamo un resoconto di questa prima parte di stagione. Lo faremo analizzando una figura molto importante per il calcio moderno ma che spesso viene messa in secondo piano rispetto ai calciatori: stiamo parlando del manager.
I patron delle squadre inglesi sono molti pazienti verso i loro manager fino a questo momento; gli esoneri, infatti, sono stati solo due, quelli di Warnock al Crystal Palace e di Irvine al WBA. Tuttavia, nonostante siedano ancora comodamente sulle proprie panchine, non tutti si sono distinti positivamente e non tutti hanno mantenuto le attese che incombevano su di loro e sui propri team ad inizio anno.
In cima alla lista dei bocciati per questo girone di andata c’è Brendan Rodgers che dopo la splendida cavalcata dello scorso anno che quasi ha portato alla conquista della Premier, in questa stagione sta trovando non poche difficoltà. Le prospettive di inizio anno che volevano il Liverpool tra le principali formazioni candidate alla vittoria del titolo sono solo un ricordo ed ora tutto si è ridimensionato. Le scelte di mercato e i risultati condannano il tecnico nord-irlandese che quindi è il peggiore manager del girone di andata.
Sull’altra sponda di Liverpool, neanche Martinez e il suo Everton se la passano granché bene. Le ambizioni di qualificazione nell’Europa che conta non hanno mai avuto riscontri sul campo. I Toffees quest’annata stanno deludendo dal punto di vista del gioco e quindi anche dei risultati; Roberto Martinez al momento conserva ancora la panchina, forse per i fasti della stagione passata, ma lo spagnolo è l’altra grande delusione del girone d’andata.
Tra i bocciati, è giusto inserire anche Arsene Wenger, ancora una volta incapace di guidare i suoi nelle zone alte della classifica nonostante le tante promesse verbali fatte dallo stesso manager. Sono anni che ormai l’Arsenal non lotta più per il titolo, che sia arrivata ora di una cambio alla guida dei Gunners dopo quasi 19 anni?
Nella lista dei manager più abili finora ci entra, senza ombra di dubbio, il “rookie” Ronald Koeman, alla prima esperienza nel campionato d’oltremanica. Il suo Southampton, nonostante le tante cessioni, sta dimostrando di poter lottare per le zone alte della classifica; questo è stato possibile grazie ad un ottima campagna acquisti diretta dall’olandese e da un splendida organizzazione in campo. L’olandese, assistito per il suo ruolo dal fratello Erwin, sta mostrando grande personalità e sagacia tattica con la quale sta portando i Saints a traguardi insperati ad inizio stagione.
Nota di merito va, come al solito, ad José Mourinho che sta plasmando una squadra che a tratti sembra un toro indomabile da qualunque matador. Oltre alla grinta che ha sempre contraddistinto le squadre del portoghese, quest’anno i Blues stanno mostrano un calcio bellissimo anche per semplici appassionati; complice di questo progresso tecnico-tattico, senza dubbio, gli ottimi acquisti in sede di mercato estivo che hanno permesso alla squadra di Londra di far svoltare definitivamente il proprio gioco.
Luois Van Gaal, dopo un avvio a dir poco disastroso, è riuscito a condurre sulla dritta via i suoi e far vedere quel calcio che tanti gli invidiano. Grazie ad una rosa di livello assoluto, sta trovando le giuste alchimie che a suo dire possono valere anche la rincorsa al titolo che per ora però è ancora lontano. Questo cambio di marcia così repentino gli vale la nota di merito e lo catapultano tra i top-manager di questo girone di andata.
Infine, tra i migliori allenatori di questa prima parte di stagione, è impossibile non mettere il vecchio Sam Allardyce. In tanti, nel corso degli anni lo hanno criticato per il suo gioco, troppo difensivista e prevedibile in fase offensiva; nonostante le critiche ha sempre proseguito per la sua strada e ha risposto con i risultati. Quest’anno, però, pur non rinunciando ai suoi punti fermi, ha saputo impostare gli Hammers diversamente da come ci si poteva aspettare: gli uomini di “Big Sam” giocano un calcio più rapido, meno concentrato sui lanci lunghi per il centravanti(che comunque resta titolare inamovibile, Andy Carroll) e ne giova la spettacolarità ad Upton Park. A quanto pare questo West Ham 2.0 piace sia ai tifosi che ai risultati; infatti, il club londinese è riuscito ad arrivare al boxing-day con la quarta posizione in classifica, obiettivo mai raggiunto dagli Hammers in tutta la sua storia.
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