Per chi è nuovo: benvenuto!
Per chi non aspettava altro che il secondo Saints Corner: bentornato!
Rieccoci qui. Ancora insieme. Punti inquietanti questa settimana. Tanti, invece, quelli interrogativi. “SAINTS, CHE SUCCEDE?”
FATTORE ‘S’– Dicono che il corner sia lo spazio dedicato all’intera settimana della squadra. Vero. Ma come si fa a restare impassibili di fronte all’ultima partita? No. Semplicemente impossibile. Siamo alle solite.
La ‘S’ è la nostra lettera. E’ la ‘S’ di Southampton. La ‘S’ di Saints. Ma da una settimana fischia nelle orecchie dei tifosi la ‘S’ di sconfitta.
Due nelle ultime due partite. Dopo l’eliminazione dall’FA Cup, zero punti raccolti in Premier dopo la sfida contro lo Swansea. A proposito di ‘S’.
HIGHLIGHTS – St’Mary Stadium. Sono le 16.00 di una domenica pomeriggio tanto attesa. Ci sono i Saints contro i cigni del Galles, lo Swansea. I padroni di casa schierano Forster, Clyne, Yoshida, Fonte, Bertrand, Ward-Prowse, Davies, Reed, Tadic, Pellé ed Elia nel 4-3-3 classico. Ma non stiamo a parlare di moduli nè di tattica. Il calcio è altro.
Partiamo anche bene. Occasionissima per Ward-Prowse al 7′, ma si salva il portiere degli ospiti.
La partita è statica. E’ una sfida quasi a colpi di biliardo. Colpisco io, colpisci tu. Primo tempo che si conclude sullo 0-0.
La ripresa inizia sulla falsariga dei primi 45′ minuti. Noi attacchiamo, loro dietro a difendersi. Ci siamo solo illusi.
Ma questo era il week-end all’insegna della ‘S’, ricordate? Al 60′ Shelvey scaldava il piedino e prendeva il palo con Forster battuto. All’83’ lo stesso centrocampista con un bolide da fuori area di rigore andava a togliere le ragnatele da sotto la traversa. 0-1.
I minuti successivi saranno solo di (poca) speranza. Non accade nulla. Finisce così. Rabbia e delusione sul volto dei calciatori, “nonostante la buona prestazione”, come afferma Koeman ai microfoni a fine partita.
CANTA CHE TI PASSA – La classifica dice quarto posto alle spalle del Manchester United. I i tifosi, invece, cantano altro. Il loro credo è “When the Saints Go Marching In“. La spinta si fa sentire sin dai primi minuti di partita.
Lo ricordate tutti? E’ il preferito negli stadi inglesi.
Nasce come gospel tradizionale statunitense. Associato alla città di New Orleans, tanto da mutare il nome della squadra di football in New Orleans Saints, è stato utilizzato nel corso degli anni come marcia funebre nei cosiddetti “funerali jazz“. Il testo rivela la brama di recarsi in paradiso e ritrovare la schiera di tutti i santi.
Al St’Mary Stadium è diventato il coro familiare per tifosi e calciatori che sulle note del brano si sentono quanto più vicini.
Basterà la vicinanza dei tifosi per espugnare il Loftus Road sabato prossimo? E’ la domanda che un po’ tutti si pongono. Tifosi in primis.
PUNTO MERCATO – In settimana Ward-Prowse ha rinnovato il contratto fino al 2020. Allo Swansea è stato ceduto Cork. Sfuma Vilhena del Feyenoord. Interessa, invece, agli Spurs Jay Rodriguez. Nel deadlineday è arrivato in prestito dal Benfica Filip Djuričić. Raffica di notizie.
Sono ore decisive. I cellulari vibrano. SMS, Whatsapp e quant’altro. Il mercato del pallone. Il mercato dei calciatori.
Però ci piace. Logora. Ma ci piace. Perchè è vivo. Perchè anche se siamo solo tifosi, infondo, viviamo anche un po’ per quello. Per sentirci parte fondamentale della squadra.
E allora non solo ai procuratori e ai presidenti; anche i nostri cellulari squillano. Forse intonano anche loro “When the Saints Go Marching In“…
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