Gus Poyet, nelle ore immediatamente successive all’umiliante sconfitta del Sunderland per 2-0 in FA Cup contro il Bradford City, formazione di League One, ha ripetuto ai microfoni dei giornalisti che non ha rimpianti, ed ha sparato a zero contro la stampa, rea nella sua opinione di aver danneggiato il rapporto tra l’allenatore e i tifosi della squadra. In un disastroso pomeriggio terminato tra i fischi dei tifosi del Sunderland, un autogol di O’Shea ed un tiro nel secondo tempo da parte di Stead hanno permesso al Bradford di sbarazzarsi dei Black Cats, aggiungendoli alla loro lista di vittime di cui fanno già parte Milwall e soprattutto il Chelsea di Mourinho. Il pubblico è stato dunque impietoso con Poyet, divenuto oggetto di canti poco generosi e poi protagonista di lunghi applausi alla squadra avversaria. Ciononostante Poyet ha volto la sua attenzione principalmente alla stampa per indicare un responsabile dello sfaldamento dei rapporti tra lui e i tifosi: “Il problema siete voi (la stampa), non io. Se voi scrivete quello che io dico, allora i tifosi saranno con me. Ma dato che voi scrivete quel che vi pare…” – ha detto il 47enne tecnico del Sunderland – “non mi farò coinvolgere mai più; sto facendo il mio lavoro e so cosa serve alla squadra, cioè tutto. Se chiudessimo Sunderland, circondandola da una Muraglia Cinese, sarebbe fantastico. Noi vi facciamo entrare, poi voi uscite e scrivete quel che vi pare. A questo punto inviterei i tifosi della squadra e chiunque abbia a cuore le sorti del club a non rivolgersi più a voi ma direttamente a me”.
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