CITIZENS CORNER – Oltre il danno, la beffa?

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Amici Citizens, la stagione del City sta assumendo contorni sempre più fallimentari, dopo la sconfitta clamorosa per 1-0 al Turf Moor di Burnley grazie alla rete di Boyd che ci lascia a -6 dalla vetta, ma soprattutto siamo stati risucchiati nella lotta per le posizioni europee, visto che l’Arsenal è a -1 e lo United è a -2; la qualificazione alla prossima Champions non appare così sicura, e nuvoloni grigi si addensano nel cielo di Pellegrini.

IL MATCH- Džeko e Kompany ritornano nell’11 di partenza, Pellegrini non ricorre al turn-over in vista del match di Champions League con il Barcelona. Il City comincia il match un po’ contratto, subisce l’aggressività dei Clarets e la loro organizzazione difensiva: la prima occasione capita infatti solo dopo 20 minuti, quando Heaton di piede stoppa il tentativo di Džeko, mentre Agüero spedisce sull’esterno della rete. Ma i Campioni d’Inghilterra fanno molta fatica a creare occasioni: sono lenti, senza idee e prevedibili, e il primo tempo termina sullo 0-0.

LA BEFFA- Nella ripresa sembra che il City abbia finalmente cambiato marcia, e arrivano delle occasioni: Agüero lancia Silva in contropiede, ma lo spagnolo controlla male e da posizione defilata non riesce a segnare, poi il Kun anticipa tutti sul primo palo sul cross di Zabaleta ma sfila fuori a pochi metri dal palo. Poi arriva la beffa. su una punizione del Burnley dalla trequarti Kompany di testa appoggia per Boyd al limite dell’area, che non ci pensa su due volte e di sinistro fulmina Hart e regala il vantaggio ai suoi. Il City è scosso, entrano Wilfried Bony e Jovetic ma rimaniamo confusionari ed imprecisi: Bony calcia debolmente su Heaton, Agüero di testa manda alto di poco, c’è un rigore solare quando Mee abbatte Zabaleta in area, ma l’arbitro non lo concede e il Burnley porta a casa la vittoria.

ANALISI- L’ennesima partita da “Typical City”. Vero che Pellegrini ha ragione quando dice che il Burnley ha segnato nel loro unico tiro in porta, ma il City non è mai stato padrone del campo, a causa della giornataccia di Yaya Touré e di David Silva; i giocatori sono stati lenti, spaesati, prevedibili, quasi rassegnati, come se ormai per il titolo non ci fosse più nulla da fare. Non è l’atteggiamento che questa squadra ha mostrato in passato, e qui il Manager deve lavorare molto, perchè il vero City lotta fino alla fine; non possiamo permetterci cali di tensione perchè per la prima volta in stagione rischiamo non solo il secondo posto, ma anche di perdere la qualificazione alla prossima Champions League. Ci sono ancora 9 partite, 9 partite in cui il City deve mostrare il carattere proprio della grande squadra. Ora arriva il ritorno degli ottavi di Champions contro un Barcellona in formissima, al Camp Nou, dove partiamo dallo svantaggio per 2-1. Ci vorrà un miracolo per superare il turno. C’mon City!

Alessio Angelucci, Italian Blue Moon

 

P.S.: Da segnalare la presenza numero 600 in Premier League per Frank Lampard, leggenda del calcio, immortale.