È brutta la vita nei top club. C’è talmente tanta sovrabbondanza che spesso si corre il rischio di spendere miliardi per strappare grandi campioni a grandi squadre e lasciarli poi macerare in panchina. Senza scomodare il caso-Falcao, messo ai margini per evidente inadeguatezza, parliamo di Petr Cech. 450 presenze in oltre dieci anni di permanenza a Stamford Bridge, tre campionati, quattro FA Cup, tre Capital Cup, un’Europa League ed una Champions League. Non dev’essere stato facile per il portiere ceco vedersi scaricato come un acerbo fidanzatino all’arrivo di Thibaut Courtois, talentino belga che, nella migliore delle tradizioni mourinhane, ha scardinato uno dei punti di riferimento della formazione precedente.
Cech in questa stagione ha potuto essere titolare solo in quattro gare di Premier League e per quanto Petr abbia dichiarato di comprendere le scelte del tecnico portoghese, ciò non vuol dire che le accetti passivamente: “Non so quali sono i piani del club. Per ora sembra che vogliano puntare su un alternanza tra me e Thibaut, e sembra funzionare. Ma per una stagione sola, non ci sarà una seconda volta” e quindi è ipotizzabile un’asta europea per il 32enne portiere. A farsi avanti l’Arsenal, sempre attivissima nei rumours del mercato ma sembra molto difficile che Mourinho conceda ad un elemento così importante di andare a rafforzare una diretta concorrente mentre, quando a Cech viene chiesto delle voci riguardanti un’offerta dal Real Madrid, ammette candidamente: “Considererò tutte le offerte reali, quando arriveranno. E so che ci saranno offerte che non potrò rifiutare”.




