Ross Barkley nasce il 5 dicembre del 1993 a Wavertree, una frazione di Liverpool, in piena Merseyside; lì dove non ci sono molte scelte, almeno dal punto di vista del tifo calcistico: o si è Toffee o Red, o Everton o Liverpool. A undici anni Barkley entra a far parte del settore giovanile dell’Everton per una trafila che dura in totale un lustro, dal 2005 al 2010. Proprio quando il destino sta per affidare al ragazzo la fantastica opportunità nel calcio dei grandi, arriva però una terribile triplice frattura alla gamba riportata in uno scontro con il giovane Wisdom nel corso di un derby di Liverpool delle selezioni under 19. Il mondo crolla addosso a Barkley, già in odore di prima squadra, che ora si trova invece a non sapere quando ma soprattutto in che condizioni tornerà. Alla fine tutto va per il verso giusto e il talentino britannico recupera in tempo per unirsi al ritiro estivo che precede la stagione 2011/12. L’investitura ufficiale arriva dall’allora capitano e guida all’interno dello spogliatoio Toffee, Tim Cahill, che definisce Barkley il calciatore più talentuoso con il quale abbia mai lavorato. E’ il preludio al tanto agognato debutto. Il 20 agosto del 2011 è una data da segnare in rosso sul calendario di casa Barkley perché svede l’esordio in Premier del giovane Ross. Si tratta di uno sfortunato 0-1 casalingo contro il QPR, in cui però Barkley viene nominato “man of the match” dalla popolare radio britannica City Sport. L’ex leggenda dell’Arsenal Martin Keown, dopo le prime apparizioni di Barkley, arriva a sentenziare che il ragazzo “sarà uno dei calciatori più forti che vedremo nel nostro paese”. Raramente si è visto un trequartista di quasi un metro e novanta con dei piedi così educati. Le prime sirene da parte dei grandi club e una crescita costante portano Barkley a siglare un nuovo contratto di quattro anni con il club in cui è cresciuto a partire dal dicembre del 2011.
IL PRESTITO A SHEFFIELD E LEEDS – La prima stagione si conclude per lui con 9 apparizioni totali e zero gol ma il ghiaccio è rotto e l’Inghilterra ha già iniziato a veder nascere una nuova stella. Il 14 settembre del 2012 Barkley viene mandato in prestito in Championship tra le fila dello Sheffield Wednesday per un mese, stranezze del calcio inglese! Con la maglia dello Wednesday, Barkley mette insieme 13 presenze e realizza anche le prime reti da professionista (alla fine saranno quattro). Richiamato alla base dall’Everton, i Toffees decidono di riproporlo sul mercato dei prestiti e alla fine è il Leeds United ad aggiudicarsi le sue prestazioni. Ad Elland Road, attuale casa del presidente Cellino, Barkley arriva con la speranza di giocare con continuità ma concluderà la sua stagione con sole 4 presenze all’attivo.
RITORNO ALLA BASE E L’ESPLOSIONE – Barkley torna a Goodison Park per la stagione 2013/14, godendo della grande fiducia del nuovo allenatore Roberto Martinez. L’ex tecnico del Wigan punta forte sulla fantasia di Ross, capace di incantare con entrambi i piedi e di saper anche concludere a rete grazie all’eccellente potenza che ha nei piedi. Un mix esplosivo. Il debutto stagionale viene bagnato subito con un gol, una bomba di sinistro dal limite dell’area nella sfida in casa del Norwich del 17 agosto scorso al termine della quale verrà nominato “man of the match”. Il mese di agosto del 2013 rappresenta per Barkley anche l’emozionante momento della prima chiamata nella nazionale inglese maggiore guidata da Hodgson e dell’esordio a Wembley nel trionfale 4-0 finale contro la Moldavia in cui entra al posto di Wilshere. Nel corso della prima parte della stagione le prestazioni sono sempre più in crescendo e arriva anche il primo gol a Goodison Park nel 3-2 contro il Newcastle della sesta giornata. Barkley esplode e il calcio inglese non tarda ad accorgersi che su di lui si potrà puntare anche in chiave nazionale per il futuro. Gary Lineker, non proprio l’ultimo arrivato, lo definisce “la nuova stella del calcio inglese” e “un talento prodigioso”. Il suo allenatore Martinez, nel corso di un’intervista, sottolinea non soltanto la classe cristallina del suo gioiello ma anche il carattere niente male di Barkley nominandolo un misto tra Paul Gascoigne e Michael Ballack. Una definizione singolare ma che inquadra alla perfezione tanto il talento di questo ragazzo della Merseyside quanto l’agonismo tipicamente britannico. Neppure una piccola frattura al piede a gennaio del 2014 ferma la sua ascesa. Barkley si piazza ormai in pianta stabile tra i convocati di Hodgson ed è uno dei trascinatori dell’Everton in Premier League.
Alla fine l’Everton fallisce l’aggancio al quarto posto valido per i preliminari di Champions League ma Barkley si segnala per altre prestazioni superbe e gol clamorosi, uno dei quali da urlo e di cui consigliamo caldamente la visione su YouTube. Si tratta della perla contro il Manchester City del 3 maggio. Barkley riceve palla poco oltre il limite dell’area e, senza pensarci due volte, colpisce al volo con un destro ad effetto piazzando la sfera sul palo lungo difeso da Joe Hart. Non c’è neppure bisogno di aggiungere che questa marcatura è stata insignita del titolo di “Gol dell’anno” dai tifosi dell’Everton. In totale, tra campionato e coppe, Barkley nella stagione appena conclusa ha collezionato 38 partite e 7 reti. Il 12 maggio Hodgson lo inserisce ufficialmente nella lista dei 23 che andranno poi a far parte della (deludente) spedizione brasiliana. Mai come in questo periodo storico l’Inghilterra ha deciso di puntare su dei ragazzini terribili. Basti pensare a Oxlade-Chamberlain, Sterling, Shaw, Welbeck, Sturridge, e ovviamente Barkley. Ciò che colpisce di questo immenso talento è la facilità con cui calcia il pallone di destro e sinistro, l’intelligenza tattica che gli permette di leggere le situazioni di gioco molto prima degli altri, a volte addirittura dei suoi stessi compagni, ma anche lo strapotere fisico che non spesso si addice alle qualità di un fantasista.
Gabriele Fumi (articolo a cura del mio amico Matteo Luciani, vero cultore di British Football)
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