L’EDITORIALE – Double-face in Europa League: Saints strepitosi, Hammers da suicidio

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DOUBLE-FACE INGHILTERRA – All’indomani della gara d’andata delle semifinali per accedere ai gironi di Europa League, emerge un netto ossimoro tra le due formazioni inglesi impegnate in queste partite. Da una parte il Southampton che è uscito vittorioso con uno scarto di 3 reti sul Vitesse; dall’altra, il West Ham incapace di un gestire un doppio vantaggio e rimettere la qualificazione in bilico contro la squadra i romeni dell’Astra Giurgiu. Alla luce di queste prestazioni, si possono già tirare alcune somme sull’approccio che daranno al campionato questi due club: tra poco più di sette giorni inizia la Premier League e la partenza, come sempre, sarà molto importante.

La rabbia di Graziano Pellé al momento del gol

Ronald Koeman pare sia sulla buona strada per continuare un percorso che era già iniziato l’anno passato: alla prima uscita ufficiale di stagione, i suoi Saints, sono parsi il solito gruppo affamato, aggressivo e ricco di spunti che aveva tanto impressionato la scorsa annata. Sono stati ben tre i gol rifilati agli olandesi del Vitesse che certo non erano arrivati in Inghilterra con l’idea di prendere una scoppola simile. Già da questa prima battuta il Southampton è sembrata una squadra quadrata, che sa il fatto suo. Nonostante le partenze di lusso di Schneiderlin e Clyne, i nuovi innesti, arrivati per sostituirli, già sembrano entrati bene negli schemi tattici del manager ex Feyenoord: Clasie è già padrone del centrocampo con le sue geometrie e molto bene anche Cedric, il terzino destro arrivato dallo Sporting Lisbona. Alle prestazioni dei nuovi arrivi non si possono, poi, dimenticare le conferme dalla scorsa stagione: partendo da Pellé che si è dimostrato il solido centravanti che quando ne ha l’opportunità la insacca senza troppi fronzoli; arrivando, così, a Sadio Mané, calciatore che pian piano la scorsa annata è salito in cattedra e pare non voler scendere più. Insomma, il Southampton sembra più che pronto per affrontare l’imminente avvio di Premier dalla quale i propri tifosi si aspettano grandi cose dopo lo splendido campionato passato.

La delusione di Collins dopo l’espulsione

Discorso totalmente differente, invece, va fatto per il West Ham. La squadra londinese, al termine della scorsa stagione, dopo quattro stagioni ha preferito non rinnovare il contratto a Sam Allardyce, nonostante un buon campionato; la panchina è stata così affidata a Slaven Bilic, ex giocatore degli Hammers e reduce dall’esperienza in Turchia al Besiktas. Sicuramente l’approccio del nuovo allenatore alle prime uscite ufficiali non è stato ottimo: dopo il passaggio del primo turno in scioltezza con la squadra del principato di Andorra dei Lusitanos, è arrivata una qualificazione risicata contro i maltesi del Birkirkara, battuti solo ai rigori nel match di ritorno. Ora, arrivati alle semifinali per accedere ai gironi di Europa League, il doppio vantaggio e l’apparente controllo territoriale del campo aveva illuso riguardo ai progressi degli Hammers: l’espulsione di Collins al 60° però, ha rigettato la squadra in tutte le sue poche certezze che possiede e l’Astra Giurgiu è stato in grado di raggiungere il 2-2, mettendo in discussione il discorso qualificazione. Gli inglesi sono sembrati ancora indietro fisicamente e sopratutto poco lucidi nel saper gestire un vantaggio che, tuttavia, con merito avevano guadagnato nella prima ora di gara. In Premier, l’esordio sarà subito molto probante contro l’Arsenal che, con tutto il rispetto per la squadra romena, è di tutto un’altra pasta rispetto all’Astra. Questo West Ham non può andare troppo lontano. Se Bilic non sarà bravo a dare una svolta già in questa fase della stagione allora per i londinesi sarà un’addio all’Europa League e un inizio da brivido anche in campionato.

Ciro Vieni