TOFFEES CORNER – Un passo avanti, un passo indietro

0
494
everton-eto'o

Gira tutto attorno a quello, alla continuità. Quello che è adesso l’Everton, quello che vorrebbe diventare, quello che potrebbe diventare e ciò a cui pensa di ambire, passa per la continuità. Che non vuol dire solo vincere tutte le partite eh, non si sta trattando di una di quelle corazzate che monopolizza i titoli dei giornali. Continuità significa affiatamento, tenere il passo dell’altro, sostenersi e compattarsi quando necessario ed aprirsi e sfilacciarsi quando ve n’è bisogno. La continuità può anche essere psicologica, costituita da una serie di atteggiamenti sempre uguali, possibilmente positivi e propositivi, in grado di aiutare la squadra a ritrovarsi nei momenti di difficoltà. Nulla di tutto questo accade sotto la torre del Principe Rupert.

Chiariamoci, un pareggio a Boleyn Ground, in casa di un West Ham carico di voglia di riscatto dopo il pesante 2-0 subito in casa del Watford è un punto importante, e al netto dei risultati sugli altri campi un punto basta e avanza per restare attaccati al treno in corsa ma in ogni partita si palesano elementi che vanno dall’incomprensibile all’improbabile fino all’impossibile. Incomprensibile, come l’atteggiamento che i nostri Toffees hanno ogni qual volta si scenda in campo. Molli, pavidi e disorientati. Si scende in campo a Londra est, di fronte all’imponente museo del Doctor Who con l’ormai solito 4-2-3-1 con Tim Howard in porta. La difesa è costituita da Stones e Funes Mori come coppia centrale e Galloway e Coleman terzini di spinta. Davanti alla difesa sono schierati McCarthy e Barry e i tre giocatori offensivi a supporto della punta Lukaku sono Kone, Deulofeu e Barkley.

Nei primi 15 minuti però in campo si vedono solo gli Hammers di mister Bilic. Una squadra solida, con un modulo speculare al nostro, che con i tre trequartisti Payet, Lanzini e Moses mette in difficoltà più di una volta la retroguardia dell’Everton. Subito dopo il calcio d’inizio è infatti proprio Moses a far partire un buon tiro che però esce di poco sulla destra. L’Everton dà timidi segnali di crescita proprio dopo il primo quarto d’ora, quando Galloway di controbalzo prova a scagliare il tiro che però finisce alto sulla traversa. La reazione del West Ham è furiosa, con lo stesso Moses che da due passi spizza di testa sopra la traversa e poi Lanzini che calcia dal limite dell’area ma malissimo e la palla rotola mestamente fuori. La partita la fanno i padroni di casa, con Kone che ci prova con risultati disastrosi poco prima della mezz’ora, quando Moses scaglia un tiro violento che carambola sui piedi di Lanzini, il quale silura ribadendo a rete al 30esimo minuto. L’Everton si rivede solo attorno al 40esimo, quando un impalpabile Barkley mette in mezzo un calcio d’angolo che un Funes Mori già entrato nelle grazie di tutti i tifosi blues incoccia forte ma sbagliando leggermente mira. Al 43esimo Deulofeu, dalla zona di campo che dovrebbe essere appunto competenza di Barkley, si inventa un passaggio “dritto per dritto” che coglie in controtempo la difesa del West Ham e trova Lukaku. La premiata ditta è nel pieno della sua produzione. 1-1 e si va negli spogliatoi. I restanti 45 minuti sono una violenza per gli occhi di chi ama il calcio giocato. Le squadre si studiano e si contengono, senza mai provare ad affondare l’avversario. Si segnala un colpo di testa per il West Ham che tra l’altro manco ricordo esattamente di chi fosse (Reid probabilmente) mentre all’83esimo Lukaku scarica largo di poco un bel cross di Galloway.

Vince la tattica, il continuo possesso palla stavolta non si è trasformato in concretezza, né da un lato né dall’altro. Preoccupa soprattutto l’inconsistenza di un Barkley che qualsiasi allenatore del mondo avrebbe cambiato attorno all’ora di gioco. Sembra spaesato ed inconsapevole del suo ruolo. Menzione d’onore invece per la coppia Deulofeu-Lukaku. I due si trovano a memoria, con lo spagnolo che gioca per il belga ed il belga che ringrazia provando a sfruttare ogni occasione possibile.

Adesso il campionato si ferma per qualche giorno, gli impegni nazionali “ruberanno” ben quattordici giocatori alla squadra di Martinez (solo 5 sono impegnati nello spareggio tra Irlanda e Bosnia per accedere a Euro 2016). Quando si tornerà in campo sarà la volta di ospitare un Aston Villa in chiara difficoltà a Goodison Park e Martinez avrà nuovamente a disposizione Besic, Baines e Cleverley. Che sia la buona occasione per dare la scossa alla squadra? Riusciremo ad iniziare un match con il giusto atteggiamento? Al tempo la risposta.