BEES CORNER – Brentford: quando George Best giocò al Griffin Park.

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Brentford
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La sosta per le Nazionali e le scarse  notizie d’attualità sul nostro Brentford ci danno la possibilità di fare un tuffo nel passato.
Probabilmente pochi lo sanno, molti non erano neanche nati,  e  certamente non sono in tanti a ricordare l’avvenimento, visto che sono passati ben 34 anni ma anche il Griffin Park ha avuto l’onore di ospitare il grande George Best per una partita.
Cosi’ come in Italia sono poche le case in cui Garibaldi non dormi’, sono davvero pochi sul suolo britannico (e non solo) gli stadi che  il grande nordirlandese non abbia calcato.
Non ci riferiamo certo ai “grounds” cosiddetti d’ordinanza, quelli cioè calpestati durante la sua brillante carriera al Manchester Utd, ma soprattutto a quelli di second’ordine, se non di terzo, visitati durante la sua “seconda” carriera con squadre non certo di primo piano come Fulham, Hibernian, Stockport, Dunstable per citarne poche; per tacer  delle oltre cento partite di beneficenza giocate qui e là quando ormai aveva smesso definitivamente e veniva continuamente invitato a giocare i Testimonials e le Charity per attirare molte piu’ persone ai gates. La presenza di George Best nel programma garantiva (almeno) 5000 presenze in piu’.

Il nostro amato Griffin Park ha avuto l’onore di ospitare George il 12 ottobre del 1981 per un amichevole tra il Brentford e i San Josè Earthquakes, la squadra californiana dove George spendeva gli ultimi spiccioli di una carriera che si sarebbe fermata definitivamente nel marzo dell’83 con le ultime 5 presenze nell’allora Third Division tra le fila del Bournemouth.

I San Josè Earthquakes – letteralmente: i Terremoti di San Josè – a dispetto del nome non provocavano certo sfracelli quando scendevano in campo, George Best ci giocò per due anni andando a segno 21 volte, reti che però non servirono a qualificare la squadra ai play-offs, ed erano la solita accozzaglia di giocatori veri o presunti, e di varie nazionalità, andati negli Usa per giocare a Soccer e tirar su qualche dollaro. C’erano tra loro anche un italo-americano, tale Tony Criscitelli (il cui nome siamo sicuri non evocherà particolari memorie calcistiche) e   un certo Paul Cahill, pedatore inglese di basso calibro padre di Gary,  ben altro talento calcistico attuale Chelsea&England.
La mini tourneè di fine stagione del 1981 li portò sul suolo britannico dove oltre al Brentford incontrarono anche l’Hibernian e l’Ipswich in una serie di amichevoli che ebbero un certo seguito di pubblico solo grazie alla presenza di George Best.

La carriera dell’ex Pallone d’Oro volgeva al termine sul serio ma aveva in fondo solo 35 anni e nel campionato americano proprio qualche settimana prima aveva segnato un gol strepitoso che tuttora fa parte del classico “Best Footage”. Inoltre la Nazionale dell’Irlanda del Nord stava per qualificarsi dopo tempo immemore per la Coppa del Mondo dell’82, e uno dei crucci di George era sempre stato il non aver mai giocato i Mondiali. Non era un caso quindi che la tourneè britannica fosse seguita da vicino da Billy Bingham, CT nordirlandese che già nel ’76 aveva fatto tornare George in Nazionale ai tempi del suo revival al Fulham.
Il giudizio di Bingham fu però tranciante (“piu’ che un earthquake mi è sembrato un cornflake”) nei termini, forse un po’ meno nella sostanza, visto che consigliò a George di trovarsi una squadra in Inghilterra e di giocare e allenarsi regolarmente in vista di una eventuale convocazione per Spagna ’82; non se ne fece nulla se è vero, come è vero, che poche settimane dopo contattato dal Middlesbrough George Best non si presentò per firmare un contratto ricco e già pronto.

Giancarlo Manunta
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