FOCUS – Liam Brady,un vero gentleman per la vecchia signora!

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Proseguendo sul filone che nello scorso appuntamento ci ha permesso di parlare dell’avventura di Hateley al Milan , oggi ripercorriamo le tappe della carriera di un altro grande giocatore, o come si direbbe oggi top-player, d’oltremanica che ha calcato i campi della nostra Serie A in uno dei momenti di maggior splendore in una squadra perennemente al top in patria e in Europa, sinonimo di classe ed eleganza: stiamo parlando dei magnifici anni 80,della grande Juventus di Trapattoni e dello straordinario sinistro di Liam Brady.

Liam “chippy”(dallo smisurato amore per il fish and chips) Brady nasce a Dublino il 13 Febbraio 1956 e trascorre i primi anni di vita a correre dietro ad una palla prima nel Kevin’s Boys FC e poi nell’ Home Farm finchè poco dopo aver compiuto tredici anni arriva uno scossone non da poco nella sua vita: gli scout nientedimeno che dell’Arsenal lo visionano per un pò e non si lasciano sfuggire l’occasione di portarlo a Londra, andando ad accrescere la qualità del settore giovanile dell’epoca già di ottima marca(O Leary, Powling, Stapleton, Rix).

Quindi il piccolo Liam prosegue la lunga e fortunata tradizione calcistica di famiglia e dopo l’esordio in prima squadra nel 1973 vivrà sette magnifiche stagioni(235 caps) ai Gunners che lo porteranno innanzitutto allo stato di indimenticabile nei ricordi dei frequentatori di Highbury e poi a conquistare la Fa Cup del 1979 a cui si aggiungono purtroppo altre tre finali perse:due di FA Cup e una di Coppe delle Coppe contro il Valencia nel 1980.

Dopo la sconfitta in questa finale la dirigenza gli offre un rinnovo faraonico ma viene gelata dalla decisione di Brady: sarà Italia,Serie A, Juventus.Il primo incontro (e forse anche quello fatale) con la vecchia signora fu nella semifinale della Coppa delle Coppe persa all’ultimo atto dall’Arsenal e anche se la trattativa fu particolarmente ardua Boniperti e il suo staff riescono a regalare a Madama e i suoi tifosi il primo grande colpo di nazionalità straniera dopo ben 14 anni di autarchia forzata, imposta dalla FIGC per risollevare una nazionale allo sbando. Trapattoni lo piazza subito in mezzo al campo nel naturale ruolo di regista dove, dopo un naturale periodo di ambientamento (circa tre mesi dall’inizio del campionato, inizia a far vedere di cosa è capace il suo sinistro: lancio, visione di gioco sopraffina, mentalità adatta al calcio made in Italy(grazie soprattutto alle lezioni “caratteriali” del compagno di stanza Furino), tanti assist e qualche gol, otto al primo anno. Ed è subito scudetto.

La seconda stagione è meno appariscente ma la sostanza resta la stessa: ancor più nel cuore dei tifosi e dei delicati ingranaggi della Juventus guiderà la squadra con la sua maturità al secondo alloro consecutivo trasformando un rigore all’ultima giornata (16 Maggio 1982) in un infuocato Catanzaro-Juventus.C’è un retroscena da svelare per spiegare la grandiosità del gesto di Brady di trasformare quel rigore: tre settimane prima l’asso irlandese viene informato della mancata conferma in rosa per l’anno successivo dato gli unici due posti da riservare agli stranieri saranno occupati da Zibì Boniek e Michel Platini, entrambi acquistati pochissimi giorni prima. Un colpo durissimo anche per un irlandese come Liam. Sicuramente durante l’epico incontro con Boniperti scese qualche lacrima tra i due per il dispiacere ( anche se ovviamente il buon vecchio Boniperti sapeva benissimo che comprando sia Platini che Boniek tagliava fuori Brady, ma tant’è) e lì per lì Brady si arrabbiò,era deluso; ma davanti al dischetto nel momento in cui la ancor per poco sua vecchia signora gli chiedeva di fare il suo dovere e usare quel morbidissimo mancino per portare un altro tricolore in Piemonte, lui non ebbe la minima esitazione, non si rifiutò, non sbagliò di proposito, segnò ed esultò per gol e scudetto insieme ai compagni mostrandosi innanzitutto uomo dai valori e principi morali al di sopra della media (suvvia quanti l’avrebbero sbagliato per ripicca) e poi grande innamorato dei colori bianconeri e della città infatti farà nascere sua figlia a Torino anche se non gioca più lì.

A fine campionato viene ceduto alla Sampdoria di Mantovani dove trascorre due stagioni e innesta due attaccanti di razza come Mancini(seppur ad inizio carriera) e Trevor Francis ma non di andrà mai sopra il settimo posto. Nel  1984 è la volta dell’Inter di Pellegrini che pensa bene di acquistare Brady per armare la bocca di fuoco Rummenigge ma soprattutto per i frequenti infortuni di quest’ultimo la coppia non decolla in maniera continuativa regalando solo sprazzi.Le ultime tre stagioni della carriera di calciatore di Liam saranno una Ascoli( tranquilla salvezza) e due al West Ham dove si ritirerà nel 1990 dopo 89 presenze e 9 reti. In nazionale si conteranno 72 presenze e 9 reti tra il 1974 e il 1990. Dopo aver allenato il Celtic e il Brighton ed aver fatto parte dello staff del suo mentore Trapattoni durante la sua esperienza alla guida dell’Irlanda, Brady è tornato a casa allenando le giovanili dell’Arsenal cercando forse un altro regista con il suo mancino, missione molto difficile perchè così al giorno d’oggi ne fanno veramente pochi caro Liam!