Bentrovati amici tifosi dell’Everton e amici di Passionepremier.com!
Il sorteggio delle semifinali di FA Cup ci ha accoppiato alla vincente nel replay tra Manchester United e West Ham, con Watford e Crystal Palace a scontrarsi nell’altra semifinale. Un sorteggio duro, il peggiore tra i tre possibile ma che il popolo Toffee ha accolto con particolare benevolenza, sia perché ormai quest’anno va così, di sofferenza in sofferenza, e basta una sola vittoria a galvanizzarci e crederci invincibili sia perché almeno se dovessimo uscire avremmo pronta la scusa “eh ma siamo usciti a testa alta, contro una squadra più forte di noi”. Sarà ad ogni modo una sfida durissima.
In campionato invece, con diversi turni saltati per la stessa FA Cup, ci troviamo oggi ad affrontare l’Arsenal a Goodison Park, nell’ormai classico lunch match del sabato. I Gunners londinesi sono freschi di eliminazione dalla Champions League, martedì hanno infatti giocato al Camp Nou di Barcellona, riuscendo anche a pareggiare sul risultato di 1-1 prima che l’attacco del Barça decidesse che era arrivato il caso di chiuderla qua ‘sta pagliacciata infliggendo altri due gol alla difesa della squadra di Tutankamon Wenger che ora, come ogni anno, si trova già tagliata fuori da tutto a marzo.
All’andata abbiamo subito un 2-1 per certi versi ingiusto. È bastata infatti la doppietta di Giroud a condannare un’Everton combattivo ma troppo ingenuo sui due gol regalati all’avversario. Al ritorno sarà tutt’altra storia.
Everton haven’t created a single chance yet vs. Arsenal.
Their struggles at home continue. pic.twitter.com/LokV5K23nG
— Squawka Football (@Squawka) 19 marzo 2016
E infatti questa volta nemmeno riusciamo ad accorciare le distanze; uno 0-2 netto maturato già nei primi 45’ piega nuovamente gli uomini di Martinez che in casa non ne vogliono proprio sapere di brillare. Passaggi corti e precisi, giocatori che attuano un calcio semplice ma tremendamente concreto e un Everton che in questo stato di forma avrebbe perso anche contro il San Severo (Serie D, Girone H). Nonostante il presunto vantaggio del fattore campo ed il vantaggio di aver potuto riposare per sette giorni, l’Everton sceso in campo era una squadra abulica, come se non sapessero esattamente cosa fossero stati chiamati a fare, a tratti neanche sembravano una squadra ma solo dieci persone con la maglia uguale. Difficilmente l’Arsenal avrebbe immaginato di trovarsi di fronte ad una partita così semplice. Errori marchiani in fase di non possesso, incapacità di andare oltre il terzo passaggio consecutivo in fase di possesso. Fase difensiva che risente molto dell’autorevolezza di Barry a centrocampo, che oggi Besic non ha saputo affatto sostituire (stranamente il ragazzo oggi è stato quasi dannoso per la squadra) ma fase offensiva ancor peggio assortita, con l’unico tiro pericoloso verso la porta dei Gunners al minuto 88. L’unico raggio di sole si è visto al minuto 78, quando la lavagnetta del quarto uomo ha indicato l’imminente uscita dal campo di Ross Barkley. Un unicum forse, nella seconda stagione consecutiva in cui il diamante grezzo, invece di consacrarsi, ha deciso di farci finire tutti all’inferno a causa delle innumerevoli bestemmie a lui recapitate durante l’arco di ogni singolo match. Un raggio di sole perché significa che anche lui può essere sostituito, in una squadra in cui esistono elementi intoccabili e soprattutto manca quella sana abitudine di sostituire i giocatori qualora la situazione lo richieda. È l’unica cosa positiva che salta fuori da una partita troppo mala per essere vera.
Beneficiamo ora della sosta nazionale, chissà che uno stop di dieci giorni non riesca a sortire un effetto qualsiasi sulla squadra. L’appuntamento con l’onicofagia è per il 3 aprile, quando alla ripresa del campionato troveremo il Manchester United in quel di Old Trafford. Un match complicato ma, per fortuna, abbiamo il vantaggio di giocare fuori casa. Chissà che non ci dia una mano!
P.S. Con una nota, il portiere Tim Howard ha dichiarato che al termine della stagione tornerà nei suoi Stati Uniti per unirsi ai Colorado Rapids in MLS, lasciando così l’Everton dopo nove anni. Non possiamo che salutarlo calorosamente e ricordare tutti i grandi momenti vissuti con lui, grande uomo per il suo modo di affrontare i suoi problemi e grande portiere in campo. Buona fortuna Tim, resterai un Evertonian a vita!
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