FOCUS – Takuma Asano: Gli artigli del giaguaro

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Hemingway in “Addio alle armi” definiva i giapponesi come “un piccolo popolo straordinario che ama la danza e i vini leggeri“; interessante vedere come anni dopo, il più grande calciatore mai nato nella penisola del Sol Levante (sua maestà Hidetoshi Nakata) descriveva con parole diverse, ma con la stessa semplicità ed autenticità i motivi del suo ritiro, di riflesso se stesso e, gli abitanti di questa magnifica terra a metà tra l’Oceano Pacifico e il continente asiatico: “Sono un ragazzo semplice che ora vuole semplicemente conoscere meglio il mondo: voglio che la gente mi veda come un tipo normale, non come un calciatore famoso“.

Umiltà e sacrificio, sono le due parole chiavi per un popolo che ha fatto della pazienza (in giapponese Gaman) un vero e proprio manifesto sociale che ancora oggi, di fronte a catastrofi di tutti i generi, riesce a mantenere un atteggiamento serafico e ponderato, un qualcosa di assolutamente folle ed assurdo per noi occidentali. Sono unici e particolari anche nel gioco del calcio: 128 milioni di abitanti, sport in grande crescita con un progetto secolare, e non è uno scherzo, per la crescita della J.League e una continua ricerca del “talento perfetto”, da esportare in Europa dove il football è quotidiano come per loro il riso.

Takuma Asano è figlio di questa nuova generazione di calciatori giapponesi (siamo arrivati alla quarta era) che vanno via dalla madre patria sempre più giovani, spesso senza nemmeno un minuto nel massimo campionato nazionale, spesso senza aver mai assaggiato “sfide” in campo internazionale. “The Jaguar” (soprannome affibiatogli per la velocità fulminante di cui è dotato, esulta non a caso mostrando gli “artigli”) viene acquistato nel 2013 dal Sanfrecce Hiroshima, dopo essersi fatto notare nei campionato delle superiori con l’istituto di Mie; nel giro di 3 anni, passa dall’essere un semplice “Rough Diamond” fin troppo acerbo per esordire in J.League a diventare uno dei calciatori più importanti della squadra e uno dei giovani più interessanti sulla piazza. La staffetta con Hisato Sato (capitano e Record-Man della squadra) fa crescere il ragazzo dentro e fuori dal campo; infatti Takuma  conclude la stagione con 14 reti segnate, tra cui quella decisiva per il titolo nel Match contro il Gamba Osaka. Arriva all’Arsenal per una cifra intorno ai 5 milioni di sterline; Wenger lo descrive come “un attaccante rapido e talentuoso, assolutamente valido soprattutto in prospetttiva futura”.

Può giocare indifferentemente come prima punta, seconda o esterno nei tre d’attacco; è letale in profondità, dotato anche di una buona elevazione che lo rende pericoloso anche nei calci piazzati. Difficile dire se riuscirà ad ambientarsi prima in Olanda (probabile destinazione del prestito) e nel Nord di Londra;  poi quello che è certo, e che traspare da molte delle sue interviste, è che vivere a contatto con il rischio 24 su 24 ore per 365 giorni l’anno ( sai, i terremoti, gli tsunami etc…) ti fa apprezzare meglio le piccole cose, le gioie della vita. Il “Ganbaru” – non fermarsi fino alla metà, fare di più del proprio meglio- accompagnerà la sua avventura nel lontano occidente; male che vada sarà poi la proverbiale saggezza dello Zen a ristabilire l’ordine delle cose.

Eduardo
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