SOUTHAMPTON – Quando la plusvalenza è di casa

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Il Southampton, negli ultimi anni, è riuscito a sfornare numerosi calciatori che hanno fruttato incassi elevati alla società bianco-rossa. Alla base di tutto ciò vi è un progetto serio alla quale i Saints hanno dedicato la maggior parte dei loro capitali, investendo sulle strutture e soprattutto sui settori giovanili, cosa che in Italia non sappiamo fare. Tutto iniziò nel maggio del 2007 quando il Southampton decise di vendere al Tottenham le prestazioni calcistiche di un giovane Gareth Bale per una cifra intorno ai 15 milioni. Qualche anno dopo, invece, è toccato al giovane Oxlade-Chamberlain, proveniente dal settore giovanile e venduto all’Arsenal per 14 milioni. L’anno più brillante dal punto di vista delle entrate è stato il 2014, periodo nella quale sono avvenute ben cinque cessioni, tutte molto pesanti: il giovane terzino Shaw passò al Manchester United per la cifra record di 38 milioni. Sempre in difesa, ad abbandonare la ciurma fu anche Chambers, che volò ai Gunners per 20 milioni. Senza tralasciare il triplo colpo del Liverpool che prelevò Lallana, Lovren e Lambert complessivamente per 92 milioni. Visto che il prodotto ” Made in Saints” funzionava bene, i Reds decisero di pescare ancora a Southampton e di acquistare anche il giovane terzino Clyne per 18 milioni. Nonostante il continuo smantellare della rosa, il Southampton riesce sempre a concludere la propria stagione egregiamente e, come avvenuto quest’anno, spesso funge da mina vagante nei posti che valgono l’Europa. Durante questa sessione estiva di mercato, i Saints hanno mantenuto la tradizione e alla prima e giusta offerta hanno venduto i propri prodotti: parliamo di Wanyama che è stato ceduto al Tottenham per 14 milioni e dell’imprendibile Mané che, guarda caso, volerà a Liverpool per una cifra di 41 milioni, trasferimento record per la società. A casa Southampton il business è importante per mantenere stabile la società, ma allo stesso tempo è fondamentale presentare sempre squadre all’altezza e competitive. Fin’ora vi sono da registrare solamente queste uscite, ma con i vari Forster, Bertrand, Van Dijk, Cedric, Clasie, Tadic, Pellè e il giovane e promettente Ward-Prowse, la parola “plusvalenza” è sempre nell’aria.

Gerardo Guariglia