GOONERS CORNER – Tornare con i piedi per terra

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Un tempo una partita del genere l’avremmo persa malamente; difficile non farlo giocando, o meglio non giocando, per 45 minuti e limitandoci a contenere negli altri 45. L’Arsenal si presenta all’Old Trafford con Elneny e Coquelin sulla mediana e Ramsey titolare sulla fascia sinistra, rendendo chiaro fin da subito come la squadra fosse pronta per la lotta fisica in mezzo al campo ma incapace di dare spettacolo negli ultimi 25 metri. Dopo un primo tempo di studio con un paio di grandi parate di Petr Cech, la squadra di Wenger esce dal campo; lo United passa meritatamente in vantaggio con Mata al 68 e rischia più volte di dilagare, legittimando nettamente l’1-0. Gli ingressi di Xhaka,Giroud e Chamberlain (come terzino destro) danno linfa vitale alla squadra che, nell’unica occasione della seconda frazione, al minuto 89 riesce a pareggiare, facendo impazzire gli Away Fans che, anche se sotto di un gol, non avevano mai fatto mancare il loro apporto. Il gol è di Oliver Giroud, su perfetto assist di Chamberlain, oramai “Super Sub” che ha fatto vedere una volta di più come questa squadra abbia bisogno di lui anche dal primo minuto. Mercoledì ci si gioca il primo posto nel girone contro il PSG: che sia l’anno buono per passare come primi?

Peccato perché quest’anno il Barcellona sembra più forte che mai…La mia è ironia,amara. Il 2-2 contro giusto, giustissimo. Continuare a “lasciare”letteralmente un tempo agli avversari è da folli soprattutto a certi livelli.Terza prestazione consecutiva della squadra poco convincente ,riusciamo ancora una volta per fortuna a “portare a casa la pelle” anche se oggi come non mai il pareggio equivale ad una sconfitta. Primo tempo dominato dai Parigini che trovano il vantaggio con Edinson Cavani (ancora una volta sprecone sotto porta) che brucia Koscielny appoggiando in rete il filtrante di Matuidi. Coquelin e Ramsey soffrono la pressione della squadra di Emery e nella prima frazione più volte per far ripartire la manovra si affidano a lunghe sventagliate spesso autentici regali per Thiago Silva e Marquinos. Il pareggio dell’Arsenal arriva però prima della fine della prima frazione, immeritato e casuale, è di Oliver Giroud, il francese spiazza Oreola dal dischetto dopo che Alexis Sanchez (per onor del vero) di “mestiere” si era procurato il calcio di rigore dopo una  folle scivolata di Meunier. Nel secondo tempo cambia la musica: Arsenal più offensivo e spregiudicato, il gol del vantaggio non tarda ad arrivare: Marco Verratti infatti buca involontariamente il suo stesso portiere dopo un doppio rimpallo all’interno dell’area piccola. Le occasioni iniziano ad arrivare da entrambe le parti,ma a concretizzare stavolta sono i Parigini: Lucas (lasciato colpevolmente solo da Jenkinson) su calcio d’angolo colpisce sul palo di Ospina che viene ingannato da una deviazione di Alex Iwobi facendo tornare il risultato in parità nonostante il dominio territoriale biancorosso del secondo tempo. Gli ultimi 10 minuti sono pura accademia per gli uomini di Emery che controllano e ripartono rischiando più volte il 2-3. L’unico modo per arrivare primi ora è fare un risultato migliore del PSG all’ultima della fase a gironi (noi vinciamo e loro pareggiano, noi vinciamo e loro perdono, noi pareggiamo e loro perdono), difficile se non impossibile…

Peccato.

Tornare a vincere era fondamentale e la sfida con il Bournemouth arrivava nel momento perfetto per testare le qualità fisiche e mentali della squadra, reduce da 3 pareggi di fila.
La squadra di Eddie Howe, priva ovviamente di Jack Wilshere, si presenta con il classico 4-5-1 fatto di pressing e ripartenze rapide grazie alla velocità di Callum Wilson ed ai piedi buoni di Arter e Gosling. Wenger punta ancora una volta su Elneny, schierato questa volta con Xhaka, preferendo, in questa maniera, ai lanci lunghi, le verticalizzazioni filtranti per Walcott,Chamberlain e Sanchez. I Gunners passano in vantaggio proprio con il cileno che sfrutta un erroraccio di Francis: buca Federici dopo appena 11 minuti. La reazione delle Cherries non tarda ad arrivare e Callum Wilson dal dischetto, dopo essersi guadagnato un “dubbio”, per usare un eufemismo, Penalty pareggia i conti già prima della fine dei primi 45. Nella seconda frazione, l’Arsenal alza ulteriormente il baricentro esponendosi alla velocità del Bournemouth, ma l’ennesima ottima partita di Mustafi e le splendide coperture di Elneny e Xhaka rendono inoffensive le manovre di Eddie Howe e squadra. Il nuovo vantaggio è firmato Theo Walcott che, su assist di Monreal, trova il modo di festeggiare l’arrivo in famiglia di Arlo secondogenito dell’inglese. Con gli ingressi di Ramsey e Giroud (quale altra squadra può permettersi di farli partire dalla panchina?), l’Arsenal chiude definitivamente il Match, grazie al tocco ravvicinato di Alexis Sanchez servito proprio dal francese (uscito comunque dolorante dal campo…).
Unica brutta News quella dell’infortunio incorso a Debuchy che, appena rientrato da una lunghissima pausa forzata, non riesce a ritrovare la solidità fisica che lo aveva contraddistinto al Newcastle.
Ancora a -3 dalla vetta, prima della sfida contro il West Ham nel nuovo Olympic Stadium, ospiteremo i Saints nel turno infrasettimanale di Coppa di Lega.

Concludere il mese di Novembre da imbattuti sarebbe stato troppo anche per questo Arsenal… Sconfitta giustissima contro un Southampton sceso in campo all’Emirates con tanta più voglia (e talento) degli 11 scelti da Wenger. Le reti dei Saints sono firmate da Clasie e Bertrand che mettono fine in questo modo all’imbattibilità dei Gunners durava da ben 12 partite.

Eduardo
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