Che dire amici ed amiche Citizens ? Un altro weekend di “passione”. Dopo un deludente finale nel girone in europa, veniamo battuti da una squadra, il cui principale marcatore non tirava in porta da settembre. Pep dovrebbe forse rivedere qualcosa.
CHAMPIONS LEAGUE – Il match, inutile ai fini della classifica vede in campo un City largamente rimaneggiato, con adirittura Zabaleta mezzala. Il Celtic parte subito forte e si porta avanti con Roberts (proprio in prestito dal City), che a seguito di una grande azione personale infila Caballero. Quattro minuti dopo risponde il Manchester con il gol da grande centravanti di Iheanacho, che infila i due centrali e fredda Gordon. Al 17′ Dembelé viene lanciato da Forrest, ma Caballero para bene e sulla respinta il giocatore sbaglia malamente. I ritmi si abbassano e le squadre si allungano, poi il City si fa avanti. Sempre Iheanacho prova a segnare di tacco, ma il portiere avversario respinge. Nolito ci prova sulla ribattuta, ma viene murato.
Il secondo tempo parte a ritmi più bassi e con il City in controllo. Sane prova subito un cross ma viene ben spazzato dalla difesa avversaria. Il Celtic non ci sta e con due grandi azioni di prima si riporta in avanti e sfiora pure il vantaggio. Risponde il City con Sane, che si inventa una grandissima giocata, ma la difesa chiude bene. Al’85’ sempre un monumentale Sane sfiora il gol su punizione dal limite. Nel recupero lo stesso giocatore prova a chiuderla entrando in area, ma Simunovic tocca con una mano, senza che l’arbitro ravvisi il rigore.
ANALISI – Poco da dire su una partita giocata per la maggior parte da giovani. Giovani che hanno fatto molto bene, in particolare sono rimasto colpito dalla solida prestazione di Adarabioyo, bene anche Maffeo. Altro giovane che ha fatto benissimo è Roberts, che avremo tra i nostri ranghi negli anni avvenire. Nota negativa della serata è la difesa a tre che non ha funzionato.
PREMIER LEAGUE – Grande inizio per le Foxes che trovano al 3′ minuto il vantaggio con Jamie Vardy con assist di Slimani e due minuti dopo arriva il raddoppio con il tiro da fuori area di Andy King ancora con Slimani che fornisce il passaggio decisivo. Al 12′ è proprio l’attaccante algerino del Leicester che sfiora il gol con un tiro al volo sotto porta, ma spara alto. Al 20′ arriva la doppietta per Vardy, che davanti al portiere non può sbagliare, lo salta e a porta vuota insacca il 3 a 0; da sottolineare il grande assist di Mahrez al volo. Al 23′ è proprio Mahrez che rientra sul sinistro e tenta un tiro a giro, ma Bravo si fa trovare pronto. La partita del City inizia praticamente verso il 30esimo minuto, quando Kolarov tira da fuori area, ma il pallone vola alto oltre la traversa. Il primo tempo si chiude con uno stacco di Slimani che impatta il pallone in area, ma il suo colpo di testa finisce sul fondo.
Il secondo tempo mostra la voglia del Manchester City di riprendersi la partita; subito al 48′ De Bruyne tenta per ben 2 volte il tiro,ma il primo viene respinto da un difensore, mentre il secondo tentativo va largo di poco. Al 50′ Navas prova col destro un tiro a giro che sfiora il palo. Zabaleta verso il 60esimo minuto tenta dal limite un tiro a rientrare col sinistro, ma nulla da fare. Si riaffaccia il Leicester al 68′ con Slimani che si crea un varco in area di rigore ma il sinistro è debole e Bravo para facilmente. Al 78′ ennesima svolta della gara: Stones sbaglia il retropassaggio, Vardy ne approfitta, salta Bravo e lungo la linea di fondo calcia, il pallone sbatte prima sul palo e poi entra; Sagna aveva provato a salvare, ma Michael Oliver grazie alla Goal Line Technology assegna il gol alle Foxes, 4 a 0. Assalto del ManchesterCity negli ultimi 10 minuti, che riesce a trovare i gol di Kolarov al 82′ su punizione dal limite e al 90′ Nolito calcia di prima e insacca Zieler. Finisce 4 a 2 per il Leicester.
ANALISI – E’ stata una completa disfatta, una delle peggiori sconfitte a cui abbia assistito (oltre a quel 8-1 con il Boro). Pep ha dimostrato di non aver studiato l’avversario, in particolare di non aver studiato Vardy. L’inglese non segnava da settembre e non tirava in porta da molte partite, ma la nostra difesa lo ha messo a proprio agio dandogli tutto quello di cui aveva bisogno: spazi dove partire in velocità. L’arma che il Leicester ha usato per vincere è stata l’attacco contemporaneo in ampiezza e profondità, la verticalizzazione immediata sin dalla difesa (vedesi il terzo gol). Bastava andare in pressing. Al contrario i giocatori sembravano a volte persino attendere, quasi a voler tirare fuori i difensori delle Foxes per potersi creare quegli spazi che altrimenti sembrano introvabili. Invece King e compagni hanno pressato molto e bene, impedendoci di costruire delle buone azioni e poi al momento giusto si chiudevano in area. Non è un semplice problema di transizioni offensive o di una generica “fase difensiva” errata: il City attacca male, quindi difende male. Tra l’altro la difesa a 3 è una sciagura, perché ostinarsi ad usarla ? sopratutto con un solo vero centrale…
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