Down to earth. Non ci piace autocitarci ma crediamo che al momento il bicchiere sia vuoto.
E’ un momento molto difficile, diciamolo pure. Ieri probabilmente è stata la giornata più nera da molto tempo a questa parte. Il nostro entusiasmo per una finestra di mercato che ci aveva visti senza dubbio protagonisti e dalla quale usciamo senz’altro rinforzati, se non altro sulla carta, è stato immediatamente spento dalla solita prestazione a due facce dei nostri amati giocatori. Siamo ormai abituati al crollo della ripresa, un film già visto tante volte quest’anno. Cionondimeno quello di ieri ci ha colti impreparati proprio perché eravamo fiduciosi di un cambiamento figlio del mercato appena concluso.
Ferite. Invece siamo di nuovo qui a cercare di commentare l’ennesima sconfitta facendo bene attenzione allo scegliere parole che non siano già state scritte in altre circostanze purtroppo (troppo) analoghe, uno spargere sale su ferite fresche e aperte che potrebbero impietosire financo un Maramaldo, pensiamo.
Fatti concreti. Sono due le certezze di questo momento nero in cui si rincorrono voci e voci sui vari social e siti di riferimento:1) il mercato ha portato al Cottage giocatori importanti che a detta di tutti possono senz’altro colmare le notevoli lacune di una squadra in crisi di risultati e anche di identità se vogliamo; Mitroglou, Holtby, Kvist e Heitinga sono giocatori che farebbero comodo a molte altre squadre, i due giovani provenienti dal Manchester United, voluti da Meulensteen che li ha allenati nei Young Reds, rappresentano due primi tasselli per un futuro che tutti ci auguriamo ancora in Premier League. 2) Siamo ultimi in classifica.
Ripartire. Il resto sono chiacchiere buone forse per ammazzare il tempo: il calendario tutt’altro che agevole, il presunto vicino esonero di Meulensteen, il presunto nome del suo eventuale successore (Alan Curbishley), il fantomatico infortunio di Mitroglou (batterebbe credo un record), il nostro ex Bryan Ruiz che dall’Olanda dicesi “poco stupito dell’ultimo posto in classifica” evitando di dire magari che possiamo ringraziare anche lui per questo…
Zero parole. E’ vero che nel calcio da sempre in molti campano sulle “voci” ma qua le chiacchiere devono stare a zero: da qui a metà maggio potremmo anche ritrovarci in Championship. Per noi comincia ora un campionato-bis che dovremo affrontare in tutt’altro modo che il precedente: buttando il cuore oltre la barricata, giocando al Calcio, anzi al Football, perché noi siamo e restiamo in ogni caso il Fulham e abbiamo il dovere verso il Club, i Tifosi e perché no l’intero Borough di Hammersmith & Fulham di impegnarci al massimo per tenere alta in ogni caso la nostra Flag. Ce lo impone la nostra Storia, ce lo chiedono le nostre Coscienze, lo pretende il nostro Orgoglio, quello stesso orgoglio che potremo comunque esibire anche in caso di retrocessione se questa avverrà, basterà aver salvato l’Onore.
Leggo con orrore su molti social che “in caso non rinnoverei il Season Ticket” e via sconsiderando…
Bene: se una eventuale retrocessione servisse a far pulizia di tutti questi Johnny Come Lately e parvenus presunti tifosi figli unici e orfani di 11 anni di Premier League allora ben venga: i tifosi veri, e non è mai inutile ripeterlo, sono altri. Personalmente non ho mai fatto il Season Ticket ma solo per questioni “geografiche”: se dovessimo retrocedere per la prossima stagione lo farò. E continuo a sperare di no….
STILL BELIEVE.
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