COTTAGERS CORNER – Felix di conoscerti…

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Running back. Difficile in queste ore stare al passo con il quasi isterico movimento in seno al Fulham FC.
Da venerdi’ sera in poi è stato tutto un susseguirsi di notizie seguite da supposizioni, smentite, può darsi, sembra che eccetera….
Ricapitolando, o almeno cercando di farlo, venerdì sera Renè Meulensteen dichiara alla BBC di essere stato licenziato dal Fulham FC. Non c’è riscontro perché il Club non ha fatto sentire la sua voce; un paio d’ore dopo uno scarno comunicato della società annuncia che il nuovo allenatore del Fulham è il tedesco Felix Magath (ex giocatore, ex allenatore del…eccetera eccetera…insomma..sappiamo tutti chi è…).
Non una parola su che fine fa Meulensteen. Resta da assistente? Torna nella Academy? Va via del tutto? E gli altri componenti dello Staff? Wilkins e soprattutto il Direttore Tecnico Curbishley da tutti indicato come prima scelta in caso di “sacking” di Renè? Boh! In una nota successiva il Club dichiara  di non aver menzionato Meulensteen nella nota in quanto ancora sotto contratto con il Club. In pratica: resta ma non sappiamo a fare cosa….

Delirio. Da lì in poi è un rincorrersi di voci e vocine con i giornali a sguazzarci dentro tirando fuori interviste e dichiarazioni dei giocatori del Fulham rilasciate in tempi non sospetti ma che al momento risultano quantomeno “piccanti”. Una su tutte: al tedesco Holtby, da poco trasferitosi al Cottage dagli Spurs, dove aveva avuto come Manager prima Villas Boas e poi Sherwood, due settimane fa era stato chiesto se poteva essere un problema per lui avere a che fare con un terzo allenatore in pochi mesi (in quel momento Meulensteen); la risposta in quel momento passata inosservata dimostra quanto bene fanno certe lingue a star ferme in certi frangenti: ”bè nella mia carriera sono sopravvissuto a Magath ai tempi dello Stoccarda, quindi credo che me la caverò”. Ci sarebbe da ridere se non fossimo alle lacrime.
Poi salta fuori la foto di Meulensteen e Wilkins che sghignazzano in panchina all’Old Trafford sul 2-1 per lo United. Altro baccano, specie sui social dove anche coloro con il senso dell’umorismo più spiccato faticano
comprensibilmente  a trovare il motivo di tanta ilarità.Poi la notizia di un duro faccia a faccia tra Meulensteen e Hangeland negli spogliatoi di Manchester riguardo l’esclusione del norvegese dall’undici iniziale. Poi la notizia di una quasi rissa in allenamento tra Riether e Parker. Sconforto.

Schiarita. Alla fine ieri si fa una certa chiarezza: via tutti. Meulensteen, Wilkins e anche Curbishley. Magath il “duro” fa piazza pulita e si prende, come alla fin fine è giusto, tutte le responsabilità della squadra.
Guardiamo il lato positivo? Ok, ma devo precisare che per trovarlo mi ci è voluta quasi una giornata intera e il risultato è assolutamente opinabile: da ora in poi Magath è l’unico responsabile tecnico del Fulham FC; ha un mini-campionato di 12 partite, alcune delle quali proibitive, per dimostrare di che pasta (inglese) sia fatto. Infatti non ha mai allenato in Inghilterra ma solo in Germania e comunque si sa che nel calcio non si vive dei risultati passati. Se fosse rimasto qualcuno del vecchio Staff Magath avrebbe potuto un (brutto) giorno accampare scuse su strascichi del passato.  Invece ora è tutto nelle sue mani, e solo lui sarà responsabile del fallimento o dell’achievement di ciò che noi tutti ci auguriamo.
Forse 12 partite sono poche per riuscire a salvarsi, ma sono comunque un dato da tenere in considerazione se in queste 12 gare Magath dimostrerà di essersi calato nella nostra realtà per puntare su di lui anche nel futuro. Ovunque sia il futuro.

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Giancarlo Manunta
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