COTTAGERS CORNER – Anno Zero…?

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craven cottage (2) ridottoWordless. Senza parole? Potrebbe essere. Potrebbe sembrare. Non  staremo certo a cercare scuse, con la possibilità concreta di NON trovarne, per la situazione attuale. Come anticipato nel “corner” precedente duole ammetterlo ma la retrocessione è solo una questione matematica. L’ennesima gara della benedetta “svolta” è stata fallita. E questa volta nemmeno un pareggino come contro il WBA 15 giorni fa, ma una sonante sconfitta che toglie qualsiasi voglia di cercare “se” e “ma”.

No one is to blame. Come cantava qualche anno fa il buon vecchio Howard Jones in una delle sue piu’ belle espressioni canore. What’s the use? Per contrapporre Paul McCartney.
Inutile infatti cercare i colpevoli perché non servirebbe a nulla. Ovviamente molti tifosi avrebbero liste e liste molto lunghe, ma proprio perché bisogna guardare avanti molti altri tifosi lasciano stare certe considerazioni e guardano al futuro paradossalmente con rinnovato ottimismo.

Let’s have a go. Proviamoci. Intanto generalmente una retrocessione porta ad un repulisti generale che in termini moderni si direbbe “ristrutturazione”. Noi tifosi possiamo anche non cercare colpevoli ma il Club ha il dovere di farlo. Il signor Khan, owner del Club e carneade del football paga a caro prezzo la sua inesperienza già al primo anno di gestione. Ha meno responsabilità di quanto sembrerebbe. La piu’ grossa quella di aver tenuto un Manager (Jol) che già dal finale della scorsa stagione bisognava considerare “arrivato”. Non lo ha voluto cambiare, e avrebbe avuto il diritto sacrosanto di farlo, forse perché voleva avere un impatto “morbido”. Ci chiediamo se si sia pentito. Tutto il resto è una conseguenza. L’inesperienza di Khan ha fatto si’ che il Club fosse di fatto gestito per la parte tecnica da Alistair MacIntosh , sorta di direttore sportivo, che ha fatto e soprattutto disfatto come gli pareva. Crediamo di non sbagliare se pensiamo che la “ristrutturazione “ debba partire da qui. Noi ci auguriamo un ritorno alle British Roots, alle radici britanniche di un Club purtroppo troppo imbastardito (sia detto senza offesa per nessuno) da influenze continentali: un Manager inglese (butto un nome: Danny Murphy) e una squadra fatta anche di stranieri ma cresciuti nel Club e dal Club.

What we got. Quello che abbiamo al momento è una delle piu’ belle e migliori Academy del Paese. I giovani sono quasi tutti già sotto contratto e questo è un bene. Dai prestiti rientreranno Cole e Tunnicliffe “sbolognati” da Magath in quanto a suo parere troppo giovani per lottare per non retrocedere, tesi non valida e infatti smentita dal campo. In prestito c’è anche Trotta, che al Brentford sta facendo benissimo ormai da due anni e che ha segnato anche al suo esordio nell’under 21 italiana accendendo su di sé anche i riflettori dello schizofrenico e carnevalesco calcio italico.
Il Club non ha debiti, quindi può investire, e molti degli attuali giocatori andranno via sollevando il Club stesso dal pagare stipendi da Premier per esibizioni degne nemmeno della League 1, vedi turno doppio di FA Cup contro lo Sheffield Utd.
La Championship è un campionato molto lungo e duro e i turni delle due Coppe sono 3 ciascuno come minimo. Questo significa la possibilità di lottare PER qualcosa e non per EVITARE qualcosa. Piu’ partite, piu’ coinvolgimento e paradossalmente piu’ spettatori. Infatti dal repulisti, pardòn dalla “ristrutturazione” non saranno esenti certi “tifosi” che, diciamo “fisiologicamente” lasceranno il Club al suo (speriamo felice) destino. Non tutto il male vien per nuocere. Ci aspettiamo un normale calo degli spettatori quantomeno all’inizio della prossima stagione, diciamo una affluenza di 18/20 mila nelle prime gare, per poi hopefully vedere crescere gli attendance  se, come ci auguriamo, le cose dovessero mettersi bene.

Always Fulham.

Giancarlo Manunta
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