COTTAGERS CORNER – Febbre a 270’

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FEVER PITCH – E’ quello che sta succedendo. A 270’ dalla fine  la Grande Febbre sta invadendo il Craven Cottage e da li’ si diffonde in cerchi concentrici sempre piu’ ampi… E se tra voi c’è qualche maligno che sta pensando che anche chi scrive non sta proprio benissimo possiamo solo dire che non ha tutti i torti.
Certo, non è da persone sanissime partecipare e gioire sinceramente nel  Good Friday alla festa per la promozione in Championship del Brentford al Griffin Park e poi il giorno dopo ritrovarsi quasi in lacrime a White Hart Lane per la sconfitta del Fulham contro gli Spurs. Ma questo nostro sdoppiamento della personalità, o per i piu’ viziosi, questa nostra bisessualità calcistica fa parte di noi e abbiamo imparato a conviverci, incoraggiati anche dal fatto che se è vero che si possono amare due donne diverse è anche vero che per continuare ad amarle entrambe il segreto è non farle incontrare mai…..Sennò cominciano i guai.

NIENTE DERBY – Data ormai per certa la presenza nella prossima stagione in Championship del Brentford, i nostri sforzi si concentrano sull’altra metà della missione, dunque evitare che in Championship l’anno prossimo ci sia anche il Fulham.
La missione peraltro non è cosi Impossible come potrebbe sembrare a prima vista: certo i risultati di sabato (specie il nostro) non aiutano ma poteva andare anche molto peggio. Chi si stupisce a tutta prima della vittoria del Sunderland a Stamford Bridge non può comunque fare a meno di considerare che rientrando a pieno titolo in corsa per la salvezza i Black Cats saranno un osso durissimo per il Cardiff sabato venturo e che con un pareggio tra loro e una probabile non vittoria del Norwich all’Old Trafford noi del Fulham potremmo trovarci  addirittura quartultimi sabato sera e quindi padroni del nostro destino.

TOUGH GAME –  E qui si entra nella fase critica della situation, o come si direbbe in ambienti più colti, qui casca l’asino… Eh si’ signori cari, perché lo scenario sopra descritto, non impossibile se non addirittura probabile, non si configura se noi, proprio noi, Cottagers non facciamo la nostra parte ricevendo, e auspicabilmente battendo, l’Hull City al Cottage, assicurandoci i primi 3 di quei 7 punti che secondo i soliti analisti da qui all’ 11 maggio dovrebbero bastare per assicurarci la permanenza in Premier League anche per la prossima stagione.
La parte difficile, la parte più difficile diremmo, sta proprio qua: saremo noi in grado di battere l’ Hull?
Guai a noi se dovessimo cominciare a fare discorsi del tipo “l’Hull sta pensando alla finale di FA Cup”, oppure “manderanno in campo molti rincalzi” eccetera eccetera. Noi dovremo andare in campo per affrontare la partita come se fosse una finale. Di fatto lo è perché abbiamo un solo risultato a disposizione per poter continuare a credere nel sogno: la vittoria. Poi ci preoccuperemo di cosa han fatto gli altri, ma dalla nostra vittoria non si può prescindere.
Forget it. Speriamo che i nostri ragazzi dimentichino in fretta la sconfitta col Tottenham, certo pensare di vincere era azzardare troppo, ma avendo visto la partita in loco (e avendo perso la voce cantando parecchio…) possiamo dire che con un po’ di attenzione in più il punticino lo si poteva portar via.
Pur privi di Richardson, Holtby e Riether (al momento DOBBIAMO considerarle assenze pesantissime) soprattutto nel primo tempo abbiamo tenuto tutto sommato bene e soltanto la nostra ormai proverbiale inettitudine sui calci piazzati ha consentito agli Spurs il vantaggio, peraltro subito levelled da una bella incursione di Sidwell. Nel secondo tempo il “solito” golletto a freddo ci ha tramortiti e ci rimane il rimpianto di quel gran colpo di testa di Rodallega parato non si sa come da LLoris che poteva darci il pareggio e un po’ di convinzione in piu’ magari per evitare di prendere un altro gol su calcio franco con difesa immobile.
Nonostante ciò mancando mezzora al termine ci buttavamo in avanti e l’opportunità di riaprire la gara c’era pure ma Sidwell dal dischetto si faceva ipnotizzare dal portiere. Finiva dunque 1-3 con noi sugli spalti a dirci che non era ancora finita e che ce la potevamo ancora fare nelle gare successive. Ci rimanevano le perplessità sulla formazione mandata in campo da Magath e in particolare la rinuncia totale a Kasami con Kacaniclic in campo per 90’ senza una vera ragione e soprattutto Dejagah in campo fin dall’inizio togliendo cosi’ quel fattore sorpresa che l’iraniano avrebbe garantito subentrando come già successo in passato.

Con la vittoria dello Swansea a Newcastle restano nei fatti 5 squadre in lotta per evitare la retrocessione: Sunderland, Cardiff, Fulham, Norwich, West Brom. Solo due di queste ce la faranno. Noi abbiamo fiducia che tra queste due ci sia la nostra. Come dicono in molti 7 punti in tre partite potrebbero bastare, ma aggiungiamo noi che essendo tre partite non impossibili farne 9 ci metterebbe piu’ tranquilli…
E in ogni caso i primi 3 devono arrivare sabato. No doubt.

IF YOU STILL BELIEVE STAND UP !!!

Giancarlo Manunta
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