LIVERPOOL-CRYSTAL PALACE 4-3, la grande paura e poi la rimonta red

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Liverpool, England - Tuesday, May 1, 2007: Liverpool fans on the Spion Kop hold up a banner reading 'We're not English We Are Scouse' before the UEFA Champions League Semi-Final 2nd Leg match against Chelsea at Anfield. (Pic by Andy Teebay/Propaganda)

 

Peter Townsend, pilota della RAF, passò alle cronache mondane una settantina d’anni fa quando la Regina Elisabetta, appena salita al trono, gli impedì, da divorziato, di sposare la sorella Margaret. Oggi, la Regina è ancora al suo posto e un altro Townsend non ha messo in imbarazzo la corona ma ha scompigliato Liverpool: è Andros, londinese doc, che superata la mezz’ora di Liverpool-Crystal Palace aveva bucato Alisson e messo paura a un Liverpool che per tutto il tempo aveva avuto il controllo delle operazioni senza però impensierire oltremodo l’argentino Speroni, riserva cara a Hodgson, che dal 2004 difende la causa Palace. E l’ex allenatore dei reds stava per fare un bello scherzo ai rivali, piazzando una squadra organizzata e abile nelle ripartenze, campanello d’allarme lanciato da Klopp alla vigilia. Townsend aveva segnato al minuto trentadue, dopo che Zaha, migliore tra i suoi, aveva saltato netto Milner e messo in mezzo un pallone solo da girare in porta. L’intervallo aveva portato in seno ad Anfield le solite paturnie: ecco il Liverpool lento e sulle gambe del gennaio kloppiano. Tormenti fugati nei primi otto minuti della ripresa quando prima Salah, in affanno nella prima frazione e invischiato in una mezza bagarre con i difensori avversari per un altro tentativo di svenimento in area, pareggiava appoggiando in porta una palombella scaturita da una conclusione deviata di Van Dijk, e poi Firmino ribaltava tutto con un diagonale deviato. Non avevano ancora battuto corner le Eagles quando James Tomkins troneggia in area sulle impietrite maglie rosse e infila il sorprendente  2-2 al 65°. Il Liverpool non accelera, seppur riesca a tornare ad assediare la metà campo avversaria: alla squadra di Klopp manca il guizzo, ma i rossi, dove non arriva la loro ariosa manovra, ci arrivano con la costanza: a un quarto d’ora dalla fine, proprio Speroni la combina grossa: su un cross di controbalzo di Robertson che sfrutta tutta la sua tempra di scozzese per arrivare a tenere in campo un pallone, l’estremo difensore del Palace smanaccia in direzione della sua porta. Quando arriva Salah per ribadire in rete il pallone è probabilmente già entrato: 3-2. Nel finale, Milner centra le altrui caviglie e si fa buttar fuori, Mané ha il colpo del ko a un minuto dal novantesimo ma calcia fuori. Si fa perdonare al secondo dei cinque minuti di recupero quando Robertson, di nuovo, tiene in campo un’altra palla e serve Mané che buca Speroni in diagonale. Il 4-3 di Mayer è un altro capitolo, ma è troppo tardi stavolta per il Palace. Il boato di Anfield al fischio finale scarica tutte le tribolazioni di novanta minuti da ricordare. Davanti a molti ex giocatori del Liverpool venuti a omaggiare Bob Paisley, che oggi avrebbe compiuto 100 anni, una soddisfazione seppur condita da qualche ansia. Il City aspetta l’Huddersfield, ultimo e senza allenatore: stasera, quel sogno chiamato Premier League che ad Anfield cullano da 29 anni, è stato severamente minacciato. Ma il Liverpool ha difeso il suo castello e ha portato a casa tre punti capitali. Se son rose, rosse, fioriranno.

 

LIVERPOOL-CRYSTAL PALACE 4-3

(32′ Townsend, 46′ Salah, 53′ Firmino, 69′ Tomkins, 75′ Salah, 93′ Mané, 94′ Mayer)

 

LE PAGELLE DEL MATCH

 

I REDS

LIVERPOOL (4-2-3-1) – Alisson 6, Milner 5, Matip 6.5, Van Dijk 6.5, Robertson 6; Henderson 6, Fabinho 5.5 (Lallana, sv); Keita 6 (Shaqiri 6), Manè 6.5, Firmino 6; Salah 6.5 (Camacho sv).

LA SQUADRA – 6, peggio di Brighton non si poteva fare, ma non è che si siano riviste le stelle. Il Liverpool fatica con le squadra che si chiudono, ha smarrito quella freschezza atletica propria della prima parte di stagione, e questo si sapeva. Ma il punto è proprio questo: i reds portano a casa il risultato, restando sempre in partita. E i campionati si vincono proprio grazie a questi pomeriggi.

IL MIGLIORE – SALAH 6.5, non una partita trascendentale ma la zampa la mette sempre. Sul primo gol e sul secondo: due gesti atletici simili. Dov’è scritto che un campione debba essere sempre devastante?

IL PEGGIORE – MILNER 5, si fa saltare come un birillo sul primo gol, si fa ammonire a dieci dalla fine consentendo al Crystal Palace un altro rischio per i suoi e chiude la sua giornata no facendosi cacciar fuori. Succede, ma il bonus ora è evaporato.

 

LE EAGLES

 

CRYSTAL PALACE (4-5-1) – Speroni 5.5; Van Bissaka, Tomkins 7, Sakho 6.5, van Anhoolt 6; Townsend 7, McArthur 6.5 (), Milvojevic 6.5, Kouyaté (Meyer 6.5), Zaha 7.5; Ayew 5 (Wickham sv).

LA SQUADRA – 7, e continuano a dirci che il problema della Premier League sono le difese. La realtà è che qualsiasi partita è difficile, qualsiasi squadra può fare lo scherzetto alle più blasonate e anche oggi se n’è avuta una dimostrazione. Compatti e accorti, gli uomini di Hodgson hanno sfruttato al meglio le occasioni di cui hanno beneficiato.

IL MIGLIORE – ZAHA 7,5 – Indemoniato e leggiandro quando affronta gli avversari nell’uno contro uno. Salta secco Milner in occasione del vantaggio, e scompiglia anche cammin facendo la retroguardia rossa.

IL PEGGIORE  – SPERONI 5.5, l’errore decisivo del 2-3 è una condanna. Non ha però sfigurato e non è stato messo più di tanto sotto pressione. Ma dietro al portiere, non c’è più nessuno e il patatrac a un quarto d’ora dalla fine condanna i suoi.