Wilfried Armel Zaha, semplicemente noto come Wilfried Zaha, ieri ha offerto finalmente una prestazione degna di nota.
Zaha ha vissuto un inizio di stagione travagliato, forse sarà stato per le responsabilità che gli erano state attribuite, forse per il carattere difficile che si porta dietro, ma resta il fatto che Wilfried fa sempre parlare di sè.
L’anno scorso, in coppia con Benteke, aveva trascinato il Palace a una salvezza incredibile, quasi disperata, dopo un inizio disastroso. Si sperava Zaha iniziasse quest’anno come quello appena trascorso, invece il giocatore ivoriano ha spesso regalato prestazioni incolori e atteggiamenti sopra le righe.
Nel 4-3-3 di Hodgson, Zaha è libero di giocare, di puntare l’uomo e di cercare la profondità, ma molte volte ha giocato più per se stesso che per la squadra.
I mezzi e le qualità certo non gli mancano, ma vedere Zaha incamponirsi contro tre, quattro avversari, cercando il gioco di prestigio vicino alla bandierina, col compagno libero in area, ha spesso fatto imbufalire un po’ tutti, partendo dal Mister, passando per i compagni e finendo col pubblico.
Zaha che perde i palloni, Zaha che non passa la palla e Zaha che si lascia cadere, accusato di essere un simulatore. La stampa inglese aveva trovato il bersaglio perfetto!
“Un giocatore con quel potenziale, con quelle doti e con quelle caratteristiche non può essere un punto debole”, questo è quello che aveva dichiarato Roy Hodgson ai giornali, in tempi non sospetti.
Le cose si sono complicate quando hanno iniziato a suonare le prime sirene di mercato, il Borussia Dortmund ha bussato prepotentemente alla porta di Steve Parish, recapitando un’offerta ufficiosa vicina ai 60 milioni di sterline, prontamente rispedita al mittente.
Le voci di mercato, nel mese di gennaio, hanno scosso non poco l’ambiente, anche City e Totthenam avrebbero avanzato proposte importanti per Zaha, ma la società non si è mai voluta privare di lui. Dalle parti di Selhurst hanno sempre riconosciuto a Zaha di essere uno degli intoccabili, ma spesso avrebbero voluto vedere lo stesso impegno che per esempio ci mette Andros Townsend, o la stessa grinta di Luka Milivojevic, e la stessa abnegazione di giocatori come Wan-Bissaka o McArthur.
Zaha è il giocatore in grado di farti vincere o perdere le partite e l’esempio lampante arriva nella partita contro il Southampton del 30 gennaio; Zaha porta in vantaggio la propria squadra, con un goal d’autore, per poi farsi esplellere stupidamente, a dieci minuti dalla fine, lasciando la squadra in inferiorità numerica.
Wilf, come lo chiamano da queste parti, quando parte in progressione ne salta uno, ne salta due, ne salta tre, si porta a spasso tutta la difesa avversaria, insomma quando cambia passo diventa imprendibile.
La maturazione e la continuità del numero 11 del Palace passano da una linea sottile, che è lo spartiacque tra quello che Il giocatore vuole fare e quello che deve fare. L’allenatore ha chiesto a Zaha un sacrificio e di sfruttare la sua velocità per fare le due fasi, pressing in fase di non possesso per poi ripartire in contropiede. La società, dopo il fattaccio di Southampton, avrebbe avuto un colloquio ravvicinato con Zaha, chiedendo espressamente un’inversione di rotta. Wilf, dopo un’attenta riflessione, avrebbe detto ai collaboratori più stretti di voler restare al Palace e che avrebbe fatto di tutto per far cambiare idea a tutti gli addetti ai lavori.
Effettivamente, da quel momento, sono arrivati segnali incoraggianti e molto positivi, a partire dal campo dove Zaha ha ripreso a giocare come sa. La prestazione superlativa al Selhurst col West Ham e la doppietta di ieri a Leicester fanno ben sperare. Chi lo segue da vicino durante la settimana, ci racconta segnali confortanti: un giocatore ritrovato, che lotta su ogni pallone e non arriva più in ritardo agli allenamenti.
A Zaha basta poco per spezzare in due la partita, quando parte col suo inconfondibile doppio passo, quasi danzando sul pallone, i tifosi della Arthur Wait Stand si alzano in piedi all’unisono e si aspettano sempre qualcosa di importante.
Wilf, col pallone tra i piedi, ha spesso emozionato e trascinato la folla del Selhurst Park e giura di riprendersi il suo pubblico molto presto. Aspettando il mercato estivo, per ora, a Sud del Tamigi, si tengono stretti Zaha in attesa della consacrazione definitiva e del definitivo salto di qualità.
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